Hype ↓
07:08 venerdì 6 febbraio 2026
Un articolo fatto con l’AI pubblicato da un’agenzia di viaggi ha portato dei turisti a cercare delle inesistenti terme in uno sperduto paesino in Tasmania All'improvviso, nel minuscolo paesino di Weldborough, 33 abitanti, si sono presentati decine di turisti che chiedevano come raggiungere le terme.
Da oggi Stati Uniti e Russia potranno aggiungere al loro arsenale militare tutte le testate atomiche che vogliono Sono le conseguenze del mancato rinnovo dell'accordo New START, che limitava la proliferazione delle armi nucleari.
Pieter Mulier è il nuovo Direttore creativo di Versace Diventerà ufficialmente Chief Creative Officer l'1 luglio.
La Lofi Girl di YouTube aprirà il suo primo Lofi Café in centro a Parigi Proprio come nel suo canale, diventato famosissimo durante la pandemia e attivo ancora oggi, sarà un posto dove studiare e rilassarsi insieme.
Negli Epstein Files Donald Trump viene citato più volte di Harry Potter nella saga di Harry Potter 38 mila volte, per la precisione. Il conteggio lo ha fatto il New York Times, per dimostrare quanto solido fosse il rapporto tra Trump ed Epstein.
It’s Never Over, il documentario su Jeff Buckley arriverà finalmente anche in Italia, a marzo Soltanto per tre giorni, però: una proiezione-evento per celebrare 60 anni dalla nascita del cantautore di Grace.
Tra le centinaia di giornalisti licenziati improvvisamente dal Washington Post ce n’è una che lo ha scoperto mentre lavorava per il giornale in una zona di guerra La corrispondente Lizzie Johnson ha scoperto di essere rimasta senza lavoro mentre scriveva dal fronte ucraino, al freddo e senza corrente.
Darren Aronofsky si è guadagnato l’appellativo di “traditore del cinema” perché ha fatto una serie usando solo l’AI Sia i critici che i colleghi stanno commentando molto negativamente (per usare un eufemismo) sia la scelta di Aronosfsky che il pessimo risultato ottenuto.

Killing Eve e la libertà di essere stronze

La prima stagione della serie di Phoebe Waller-Bridge riscrive il ruolo della donna-assassina, in meglio.

30 Maggio 2018

In una di quelle belle conversazioni organizzate dall’Hollywood Reporter, dove sono state chiamate attorno a un tavolo probabilmente le migliori attrici della televisione di oggi (da Elizabeth Moss a Thandie Newton), Sandra Oh ha detto che trovare il giusto ruolo, per chi fa il suo mestiere, «è come innamorarsi». A quattro anni dalla fine della sua esperienza in Grey’s Anatomy, dopo un periodo che lei stessa ha definito di “active waiting”, e cioè un’attesa vigile e consapevole, il colpo di fulmine si è consumato con il personaggio di Eve Polastri, protagonista di Killing Eve, la serie scritta e prodotta da Phoebe Waller-Bridge per Bbc America. «Quello di cui mi rendo conto adesso che ho più consapevolezza di me stessa, è che so cosa voglio da una relazione [lavorativa, ndr] e starò ad aspettare finché non ci saranno tutti i presupposti giusti, perché ora so che a certo punto arrivano», spiega Oh cercando conferma nelle colleghe, che annuiscono.

Sulla carta, Eve sembra non possedere nessuna peculiarità di quelle che siamo soliti associare a chi lavora nelle agenzie di spionaggio, come si chiamavano una volta: non è atletica né tantomeno spietata, non sembra avere un passato oscuro o una malattia da esorcizzare combattendo terroristi o sabotando intricati giochi politici, è persino sposata con un uomo mite del quale sembra sinceramente innamorata, con grande stupore della Carrie Mathison di Homeland. Eppure, quel ruolo ha segnato il ritorno di Oh al piccolo schermo dopo aver interpretato per 220 episodi uno dei volti più conosciuti della serialità televisiva, il chirurgo Cristina Yang. L’impacciata investigatrice, relegata ai piani bassi dell’MI5, conduce infatti una vita piattissima e non sembra neanche particolarmente dedita al suo lavoro (arriva in ritardo, non conosce le gerarchie), non fosse per una certa tendenza all’insubordinazione e, soprattutto, quel pallino per le donne che uccidono. Per lei Waller-Bridge ha immaginato allora un alter-ego formidabile: la splendida Villanelle, precedentemente conosciuta come Oksana Astankova, interpretata dalla bravissima Jodie Comer.

Esattamente come Eve, anche Villanelle esula dai contorni fittizi del personaggio che le è stato assegnato: è una sanguinaria, ma allo stesso tempo giocosa e irresistibile come il suo nome da cartone animato suggerisce, di quelle che alla fine non puoi che fare il tifo per lei. Una psicopatica e un’assassina, lei sì, senza scrupoli. Dietro il suo infantilismo provocatorio si intravede di rado un barlume di umanità, visto che per tutta la durata degli otto episodi della serie (che è già stata confermata per una seconda stagione), Villanelle usa la sua femminilità come un’arma a suo esclusivo beneficio (e non di chi la guarda), riuscendo a compiere atti orribili e a farla franca sfruttando la presunzione di innocenza legata al suo aspetto fisico. La sua smania omicida, così come una sua eventuale redenzione, non sono mai mitigate dal suo essere donna: Villanelle ama comprarsi cose di valore e travestirsi, flirta spassionatamente con chiunque quando può esserle utile, usa la tenerezza e la vulnerabilità come quotidiani strumenti del suo lavoro al pari di pistole e pugnali. Non sappiamo se stia scappando da qualcuno e/o qualcosa – al limite ci fa avvicinare all’assassino come fa il Barry di Bill Hader – sembra anzi piuttosto a suo agio nel ruolo di killer a pagamento, quasi si crogiola nella sua patologia («A noi psicopatici non piace essere chiamati così», dice a Eve durante una cena non convenzionale). Non è Wonder Woman, non è Nikita, non è Lorraine Broughton (la protagonista di Atomic Blonde interpretata da Charlize Theron) e non è nemmeno Ivan Drago, Dexter o John Wick: come ha scritto Hannah Giorgis sull’Atlantic «la disfunzionalità di Villanelle è tutta sua», e di nessun altro.

Killing Eve riesce così a scacciare via con intelligenza lo spettro dell’empowerment un tanto al kg che affligge quasi tutti i nuovi prodotti culturali che hanno le femmine come protagoniste: lo avevano previsto da IndieWire all’indomani di Wonder Woman e Atomic Blonde, quasi fosse una sorta di prezzo da pagare per una maggiore (e sacrosanta) rappresentazione. La tensione, anche sessuale, tra Eve e Villanelle vale da sola l’intera serie: il loro è un rapporto che attraversa i generi (nel senso di categorie di narrazione), dal classico film d’azione alla spy story fino all’antagonismo fumettistico tra il protagonista e la sua nemesi, modulato dalla scrittura leggera e mai scontata di Waller-Bridge. Niente a che vedere con la tristissima Dominika Egorova di Red Sparrow, interpretata dalla pur brava Jennifer Lawrence, mortificata da una sceneggiatura inutilmente sadica e voyeuristica. E no, non si tratta di centimetri di pelle scoperta, quanto piuttosto di libertà di essere. In questo caso una stronza fuori di testa.

Articoli Suggeriti
It’s Never Over, il documentario su Jeff Buckley arriverà finalmente anche in Italia, a marzo

Soltanto per tre giorni, però: una proiezione-evento per celebrare 60 anni dalla nascita del cantautore di Grace.

Chloé Zhao ha fatto Hamnet per dimostrare che l’arte può curare anche il trauma più grave

Una conversazione su arte, guarigione, spiritualità e attori con la regista di uno dei film più attesi dell'anno, appena arrivato nelle sale italiane e già candidato a 8 premi Oscar.

Leggi anche ↓
It’s Never Over, il documentario su Jeff Buckley arriverà finalmente anche in Italia, a marzo

Soltanto per tre giorni, però: una proiezione-evento per celebrare 60 anni dalla nascita del cantautore di Grace.

Chloé Zhao ha fatto Hamnet per dimostrare che l’arte può curare anche il trauma più grave

Una conversazione su arte, guarigione, spiritualità e attori con la regista di uno dei film più attesi dell'anno, appena arrivato nelle sale italiane e già candidato a 8 premi Oscar.

Darren Aronofsky si è guadagnato l’appellativo di “traditore del cinema” perché ha fatto una serie usando solo l’AI

Sia i critici che i colleghi stanno commentando molto negativamente (per usare un eufemismo) sia la scelta di Aronosfsky che il pessimo risultato ottenuto.

Un grave scandalo sessuale avvenuto sul set di Good Time potrebbe costare l’Oscar a Josh Safdie e a Marty Supreme

E sarebbe anche la ragione, questo scandalo, della brusca separazione di Josh dal fratello Benny.

La figlia di David Lynch ha annunciato che l’ultima e inedita sceneggiatura scritta dal padre diventerà un libro

Unrecorded Night è la serie tv che Lynch non è mai riuscito a farsi produrre. Dovremo accontentarci di leggerla.

Mehdi Mahmoudian, lo sceneggiatore candidato all’Oscar per Un semplice incidente, è stato arrestato in Iran per aver firmato una lettera contro l’Ayatollah

Assieme a lui sono stati arrestati altri due firmatari: al momento non si hanno notizie di nessuno dei tre.