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14:13 sabato 14 marzo 2026
Due episodi di Doctor Who degli anni ’60 che si pensava fossero andati perduti sono stati ritrovati in uno scatolone nella casa di un collezionista Si tratta, tra l'altro, di due puntate molto importanti perché raccontano la storia dei Dalek, i villain più famosi dell'universo di Doctor Who.
Kim Jong-un e sua figlia vestiti uguali che sparano assieme al poligono di tiro sono la più surreale immagine di genitorialità mai vista La giovane Kim Ju Ae, erede designata del Supremo leader, ha mostrato le sue doti balistiche in una splendida giornata padre-figlia al poligono.
Degli scrittori hanno creato un logo da apporre sui libri per far sapere ai lettori che sono scritti da un umano e non dall’AI La Society of Authors chiede a tutti gli editori di appore il logo "Human Authored" sulla quarta di copertina dei libri, per salvare l'editoria dall'AI.
I Fugazi hanno pubblicato un album “scartato” che avevano registrato trent’anni fa con Steve Albini È la prima versione dell'album che è poi diventato In on the Kill Taker. Tutti i proventi andranno all'ente benefico fondato da Albini, Letters Charity.
Dopo quasi un millennio, l’Inghilterra si è decisa ad abolire definitivamente i seggi ereditari della Camera dei Lord Ne erano rimasti 92, che il governo laburista ha cancellato. Concedendo ad alcuni Lord, però, di diventare parlamentari a vita.
I protagonisti di The Voice of Hind Rajab, candidato all’Oscar per il Miglior film internazionale, non saranno alla cerimonia perché gli Usa vietano l’ingresso ai cittadini palestinesi Ad annunciarlo sono stati gli attori e le attrici del film, con una dichiarazione congiunta pubblicata sui loro profili social.
È stato annunciato il sequel di KPop Demon Hunters ma i registi hanno già detto che ci sarà molto da aspettare prima di vederlo Maggie Kang e Chris Appelhans hanno messo le mani avanti e avvisato i fan: i tempi di lavorazione saranno lunghi, molto lunghi.
La nuova Guida suprema dell’Iran ha detto di aver scoperto di essere la nuova Guida suprema dell’Iran guardando la tv Lo ha fatto nel suo primo messaggio alla nazione, letto da un annunciatore sui canali della tv di Stato. Per il momento, il nuovo ayatollah ancora non si è fatto vedere in pubblico.

Anche Khaby Lame è finito in mezzo ai raid anti immigrazione negli Stati Uniti

Per tutto il fine settimana ci sono stati voci di un suo arresto e detenzione. Poi si è scoperto che in realtà aveva il visto scaduto da un pezzo.

09 Giugno 2025

Il fermo del tiktoker Khaby Lame è stata una delle notizie più discusse sui per tutto il weekend, complice il curioso tempismo con cui si è sovrapposto alle proteste a Los Angeles contro l’Ice (Immigration and Customs Enforcement), l’agenzia federale degli Stati Uniti che si occupa anche d’immigrazione illegale. Le notizie circa un suo fermo negli Stati Uniti hanno cominciato a circolare già venerdì, proprio in concomitanza con l’aggravarsi delle proteste contro l’intervento dell’Ice a Los Angeles, dove l’amministrazione Trump ha dato il via a una vasta operazione per individuare, fermare ed espellere persone presenti illegalmente nel Paese. La prova di forza ha causato però varie proteste in città poi sfociate in episodi anche violenti. 

Tra i fermati nelle stesse ore dall’Ice, come ha poi riportato ADNKronos, c’era anche Khaby Lame, anche se si è trattato nei fatti solo di una coincidenza dovuta all’inasprirsi dei controlli anti-immigrazione clandestina su tutto il territorio statunitense. Il creator infatti si trovava in Nevada. Tuttavia l’ipotesi di un presunto arresto e la confusione con quanto stava avvenendo a Los Angeles hanno ovviamente fatto notizia, specie considerando che il solo account TikTok di Khaby Lame conta oltre 162 milioni d’iscritti. Lame sarebbe stato fermata a un controllo all’aeroporto internazionale Harry Reid di Las Vegas con l’accusa di violazione delle norme sull’immigrazione. Il 25enne infatti si trovava negli Stati Uniti da fine aprile ma non ha poi provveduto a rinnovare il visto ottenuto, rimanendo nel Paese oltre i suoi limiti di decorrenza. 

Per ore sui social si sono susseguite speculazioni sul suo arresto. Invece a Seringe Khabane Lame (vero nome del creator) già il 6 giugno era stato concesso di lasciare volontariamente il Paese. Non è chiaro se verranno presi provvedimenti nei suoi confronti e se uno dei volti più celebri dei social potrà in futuro regolarizzare la sua posizione e rientrare negli Stati Uniti.

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