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21:31 mercoledì 28 gennaio 2026
La polizia iraniana sta dando la caccia ai dispositivi Starlink nel Paese per impedire alle persone di riconnettersi a internet E, ovviamente, chiunque venga trovato in possesso di uno dispositivo Starlink viene arrestato. Sono già in 108 in carcere per questo motivo.
È stato annunciato un sequel di Dirty Dancing e a interpretare Baby, 39 anni dopo, sarà ancora Jennifer Grey Non è ancora confermato se sarà lei la protagonista del film, però. Ma secondo le prime indiscrezioni, è quasi sicuro che lo sarà.
Sedicimila dipendenti Amazon hanno scoperto di essere stati licenziati con una mail inviata per sbaglio dall’azienda È il secondo grande licenziamento deciso da Amazon, dopo quello di ottobre 2025 in cui avevano perso il lavoro 14 mila persone. Anche stavolta, c'entra l'AI.
Il video di Barbero sul no al referendum sulla giustizia è diventato più discusso del referendum stesso Il video, il fact checking, l'oscuramento hanno appassionato il pubblico molto più della futura composizione del Csm.
In Francia c’è stato un altro caso di sottomissione chimica e stavolta il colpevole è un ex senatore Per fortuna la potenziale vittima, una deputata dell'Assemblea nazionale, si è accorta di essere stata drogata prima che succedesse il peggio.
Dopo che Mamdani ha consigliato ai newyorchesi di leggere Heated Rivalry, i download del libro sono aumentati del 500 per cento Download tutti arrivati dalla rete delle biblioteche pubbliche della città, dove il libro si poteva scaricare gratuitamente.
Ikea ha annunciato che non produrrà più la borsa Frakta (quella blu da 99 centesimi) L'accessorio, passato anche sulle passerelle di Balenciaga e sui campi da tennis, sarà sostituito da un nuovo modello, in fase di progettazione.
Sydney Sweeney rischia una denuncia per atti vandalici per aver coperto la scritta Hollywood con i suoi reggiseni Era tutta una trovata pubblicitaria per lanciare la sua linea di biancheria intima, Syrn. Ma, a quanto pare, la trovata pubblicitaria la porterà in tribunale.

Il governo ha deciso che le key box di Airbnb sono illegali

02 Dicembre 2024

Nell’ultimo anno abbiamo parlato spesso di “overtourism” (qui una puntata del nostro podcast Stilnovo) e dell’insofferenza sempre più manifesta dei cittadini nei confronti dei turisti (qui l’articolo di Ferdinando Cotugno “L’anno in cui si è rotto il turismo”). Dopo le pistole ad acqua di Barcellona, gli sciami di droni in Grecia, i punk sull’isola di Sylt e il Cilento sul New York Times (per fare soltanto qualche esempio), torniamo in Italia, e questa volta si tratta di una legge che, di fatto, metterà in difficoltà molti gestori di alloggi turistici e affitti a breve e brevissimo termine.

La circolare del dipartimento della Pubblica sicurezza del ministero dell’Interno è stata inviata un paio di settimane fa a tutte le prefetture d’Italia, per la precisione il 18 novembre, ma i prefetti hanno comunicato la nuova regola in questi giorni, con applicazione immediata. Da ora, quindi, in tutti gli alloggi turistici d’Italia sarà obbligatorio fare il check-in di persona. Come sa chiunque abbia scelto questa soluzione per le sue vacanze o gite, in molti casi, quando si tratta di affitti brevi o molto brevi, l’host si limita a richiedere i documenti degli ospiti per messaggio o via mail. In cambio fornisce un codice che permette agli ospiti di entrare nell’appartamento o ritirare le chiavi nelle apposite key box, le piccole casseforti che, se vivete in una grande città, avrete magari visto agganciate ai pali o fissate a portoni, muri e cancelli fuori dalle case. Negli ultimi mesi, con l’inasprirsi delle proteste contro la turistificazione, le key box sono diventate un simbolo, e in quanto tale spesso ricoperte di adesivi contro il sistema degli affitti a breve termine, tanto che a Firenze e Milano saranno vietate a partire dal 2025.

Ma la decisione del dipartimento della Pubblica sicurezza del ministero dell’Interno ha più a che fare con la sicurezza che con la turistificazione: secondo l’articolo 109 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, infatti, chi gestisce un alloggio deve inviare entro le 24 ore successive all’arrivo dell’ospite (o molto meno, se il soggiorno dura 24 ore), le generalità della persona alla questura. Per fare questo, deve ovviamente controllare che i documenti di identità in suo possesso siano validi, ovvero corrispondenti all’identità degli ospiti stessi. L’evidente problema delle key box e dei codici, quindi, è che l’host non può verificare questa corrispondenza: le persone che mandano i documenti che l’host a sua volta inserisce nel portale “Servizio Alloggiati” sul sito della Polizia di Stato, possono non corrispondere a quelle che soggiornano presso il suo appartamento, persone che l’host di fatto non incontra mai.

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