Hype ↓
05:27 venerdì 20 marzo 2026
Steven Soderbergh sta per lanciare una app che racconta e spiega ogni singolo giorno di riprese de Lo squalo L'app comprenderà una saggio di 25 mila parole scritto da Soderbergh e tutti i dettagli possibili e immaginabili sulle riprese del capolavoro di Speilberg.
Gli impallinati di alieni sono convinti che gli Usa stiano per dire che gli alieni esistono perché il governo ha registrato il dominio aliens.gov Tutti quelli che non sono impallinati di alieni, invece, dicono che è solo un altro tentativo di Trump di distrarre l'opinione pubblica dagli Epstein Files.
Qualcuno si è inventato un traduttore che traduce qualsiasi cosa dici nella ridicola lingua tipica di LinkedIn Si chiama Kagi Translate e vi insegnerà come trasformare qualsiasi cosa vi succede sul lavoro in un «nuovo emozionante capitolo!».
Dopo averci investito 80 miliardi di dollari e averci guadagnato zero dollari, Zuckerberg ha chiuso il metaverso di Meta Quattro anni a ripetere che in futuro avremmo tutti vissuto in Horizon Worlds. Oggi Horizon Worlds non esiste più.
Per i 25 anni della saga si terrà un rave party a tema Signore degli Anelli in cui il dj sarà Elijah Wood, cioè Frodo Baggins Insieme all’attore Zach Cowie, suo partner nel duo Wooden Wisdom, Wood guiderà un «rave in pieno stile Terra di Mezzo» il prossimo 31 maggio.
Zendaya sarà la protagonista di tutti i film più attesi del 2026 Sette film in un anno, uno più atteso dell'altro: si inizia con The Drama l'1 aprile e si finisce a dicembre con Dune 3.
Tulsi Gabbard, la Direttrice dell’Intelligence Usa, ha detto che non c’è nessuna prova che l’Iran stesse costruendo una bomba atomica Contraddicendo apertamente Trump, che il 4 marzo aveva detto che «se non avessimo attaccato entro due settimane, avrebbero avuto l'atomica».
Elio Germano si è fatto un profilo Instagram solo per far campagna per il No al referendum sulla giustizia La “canzone” che Germano canticchia nel video riprende quella che cantava Gigi Proietti in uno spot per il no al referendum sul divorzio.

Kevin Bacon, l’instancabile

Oggi Kevin Bacon si gode lo status di oggetto del desiderio delle femministe in I love Dick. Ma vanta una filmografia vastissima e variegata dai contorni quasi mitologici.

10 Agosto 2017

Questo pezzo fa parte di “Studio estate”, una serie di ritratti di personaggi e di luoghi da scoprire e riscoprire durante le vacanze d’agosto. Potete leggere gli altri articoli della stessa serie a questo indirizzo.

Durante le interminabili estati da preadolescente nel profondo Salento c’era una costante dei pomeriggi sempre troppo lunghi, in attesa che l’orario si facesse quello giusto per andare al mare secondo i calcoli della mia fiscalissima madre (mai prima delle tre e mezzo, nonostante le vigorose proteste). Quella costante era la televisione e, più nello specifico, le repliche annoiate di vecchi film e telefilm, che si lasciavano guardare con un occhio aperto e uno chiuso, mentre le gambe impazienti si appiccicavano al divano finché la decisione più saggia non sembrava quella di stendersi sul pavimento con un cuscino, per sentire un po’ di fresco e far passare il tempo lentissimo delle vacanze. Così ho conosciuto per la prima volta Kevin Bacon, credo senza sbagliare intorno ai dodici-tredici anni, nella snellissima versione che, malgrado le enormi capacità recitative che avrebbe dimostrato in seguito, lo ha immortalato nella memoria collettiva: naturalmente parlo di Ren, il protagonista ribelle di Footloose (di Herbert Ross, 1984).

Proprio la commediola anni Ottanta stroncata (giustamente) dalla critica che ai miei occhi era un capolavoro assoluto, quella del «Dance is illegal?», di Sarah Jessica Parker prima che diventasse Sarah Jessica Parker, dei cappelli da cowboy e della corsa sui camion di Ariel (Lori Singer), del temibile reverendo Moore (John Lithgow) e, soprattutto, della colonna sonora con Kenny Loggins, Bonnie Tyler, Ann Wilson e Mike Reno, i Moving Pictures con la loro struggentissima “Never” fra gli altri, ai quali addosso oggi la responsabilità per il mio soft spot ottantiano. Il film era vecchio di almeno quindici anni e, mentre io me ne innamoravo, Kevin Bacon era già diventato il “volto spalla” di molte epopee cinematografiche degli anni Novanta, un decennio che intanto volgeva al termine.

Kevin Bacon Ritratti

Da JFK – Un caso ancora aperto (1991) di Oliver Stone a Codice d’onore di Rob Reiner (1992), da Apollo 13 di Ron Howard (1995) a The River Wild – Il fiume della paura di Curtis Hanson (1994) fino a Sleepers di Barry Levinson (1996) e Mystic River di Clint Eastwood (2003), il suo volto era ormai uno di quelli fra i più riconoscibili di Hollywood, sebbene non vestisse quasi mai i panni dell’eroe protagonista, anzi. Reduce da anni di teatro, sul grande schermo o moriva prima in procinto di, oppure recitava inevitabilmente nel ruolo del cattivo/psicopatico, meglio ancora se ripugnante come il poliziotto pedofilo di Sleepers, che se ne va senza accorgersene (e senza pentirsi) con un colpo di pistola che fa più male a chi gli spara che a lui. Ripensatelo per un attimo in The River Wild, in Sex Crimes – Giochi pericolosi (di John McNaughton, 1998) o ne L’uomo senza ombra (di Paul Verhoeven, 2000), spietato e inquietante come solo Cillian Murphy dopo di lui. Merito del viso spigoloso e degli occhi piccoli e stretti, che quelli di Ryan Gosling son venuti dopo e non hanno mica la stessa espressività, e merito di un talento coltivato a suon di numeri e tanta umiltà.

“Type-casting” lo chiameremmo oggi. Lavorare con quello che si ha direbbe probabilmente lui, che un po’ vecchia scuola lo è rimasto. A 59 anni, Kevin Bacon vanta infatti una filmografia vastissima e variegata dai contorni quasi mitologici, tanto da avergli fatto guadagnare un algoritmo personale (il “numero di Bacon”, basato sui gradi di separazione) secondo cui ha recitato nella maggior parte dei film che vi capiterà mai di vedere, casualmente o per scelta. Non è mai stato uno con la puzza sotto il naso, di quelli che scelgono solo film da Oscar e che a un certo punto decidono che è meglio ritirarsi a vita privata perché ormai la televisione è diventata il nuovo cinema (ogni riferimento a Daniel Day Lewis è puramente casuale); al contrario ha mantenuto un approccio working class lungo tutta la sua carriera, lui cresciuto a Philly ultimo di sei fratelli, figlio di mamma maestra liberal e papà urbanista, che a tredici anni decide di trasferirsi a New York per studiare cinema.

The IMDb Studio At The 2017 Sundance Film Festival Featuring The Filmmaker Discovery Lounge, Presented By Amazon Video Direct: Day Three - 2017 Park City

Ha saputo rischiare pur accettando per lungo tempo di rimanere all’angolino in cui il sistema lo aveva relegato, ha anche preso parecchi granchi (ultimo in ordine di tempo: ricordate la gioia con cui abbiamo accolto il suo ruolo da protagonista in The Following di Fox, prima di renderci conto che, ancora una volta, non si rendeva giustizia al suo talento?). Eppure non si è mai stancato di rimettersi in gioco. Non siamo forse tutti innamorati di Dick, ora? Che fosse uno di quelli bravi lo si era capito abbastanza presto, nonostante il debutto tutt’altro che d’autore (ha anche recitato in Sentieri e Venerdì 13, se vogliamo dirla tutta) e cose come Tremors (di Ron Underwood, 1990) e Linea Mortale (di Joel Schumacher, 1990), che gli hanno regalato la fama internazionale.

Per rinfrescarsi la memoria su cosa è capace di diventare davanti alla macchina da presa, basta recuperare L’isola dell’ingiustizia – Alcatraz di Marc Rocco (1995) se proprio si vuole andare indietro nel tempo, o il difficilissimo e mai troppo lodato The Woodsman – Il segreto di Nicole Kassell (2004), dove interpreta un pedofilo che cerca di fare i conti con la propria malattia, ma se lo preferite sinistro e indecifrabile, riguardate invece Cop Car di Jon Watts, film uscito colpevolmente in sordina nel 2015 e che ha segnato il suo ritorno. Nel suo curriculum ci sono pure commedie mielose come Romantici Equivoci (1997) e Crazy, Stupid, Love (2011) e sebbene il pensiero che da un momento all’altro possa ammazzare tutti non ti abbandoni mai completamente durante la visione, è credibile pure lì, a dimostrazione di come sia quel tipo di attore a cui basta dare uno script in mano, e lui fa il suo lavoro.

"Story Of A Girl" New York Screening

In un’intervista al Guardian che risale al 2013 ha dichiarato di essere ben consapevole che, a furia di abbassare la testa e accettare quasi tutto, la sua carriera «era finita giù nel cesso», ma questo non gli ha impedito di abbracciare comunque il suo passato e le sue scelte. Al contrario di quelle band che smettono di suonare la loro hit di maggior successo o che da quest’ultima si fanno uccidere, Kevin Bacon possiede l’impagabile dote di sapersi prendere in giro, confermata dal fatto che con uno dei suoi fratelli ha fondato la band “The Bacon Brothers”. Certo, se lo incontrate per caso in un locale con l’amata moglie e collega Kyra Sedgwick, che lo ha appena diretto in Story of a Girl su Lifetime e con la quale ha due figli (Travis e Sosie Ruth, la ragazzina emo di 13 Reasons Why), non chiedetegli di ballare sulle note di Footloose, perché vi dirà sicuramente di no, anche un po’ scocciato: da vanesio qual è lo farà solo in grande stile su un palcoscenico che si rispetti come quello di Jimmy Fallon.

Però ha accettato di recitare nel sequel di Tremors, che a suo dire non sarà un flop come quelli che hanno seguito l’originale perché, beh, in questo c’è lui e tanto dovrebbe bastarci. Intanto, si gode lo status di artista-oggetto del desiderio di tutte le femministe in I love Dick, l’acclamata serie di Jill Solloway tratta dal romanzo di Chris Kraus, appunto. E tiene viva in tutti noi quella cotta da tredicenne in preda ai calori estivi, che non accenna ad affievolirsi.

Immagini in testata e nel testo: Getty Images
Articoli Suggeriti
In Arco di Ugo Bienvenu c’è tutto il bello dell’animazione occidentale e orientale

Candidato all'Oscar, ispirato dai fumetti di Moebius e da quelli di Akira Toriyama, Arco è un omaggio all'arte stessa dell'animazione. Ne abbiamo parlato con il regista, Ugo Bienvenu.

Steven Soderbergh sta per lanciare una app che racconta e spiega ogni singolo giorno di riprese de Lo squalo

L'app comprenderà una saggio di 25 mila parole scritto da Soderbergh e tutti i dettagli possibili e immaginabili sulle riprese del capolavoro di Speilberg.

Leggi anche ↓
In Arco di Ugo Bienvenu c’è tutto il bello dell’animazione occidentale e orientale

Candidato all'Oscar, ispirato dai fumetti di Moebius e da quelli di Akira Toriyama, Arco è un omaggio all'arte stessa dell'animazione. Ne abbiamo parlato con il regista, Ugo Bienvenu.

Steven Soderbergh sta per lanciare una app che racconta e spiega ogni singolo giorno di riprese de Lo squalo

L'app comprenderà una saggio di 25 mila parole scritto da Soderbergh e tutti i dettagli possibili e immaginabili sulle riprese del capolavoro di Speilberg.

Zendaya sarà la protagonista di tutti i film più attesi del 2026

Sette film in un anno, uno più atteso dell'altro: si inizia con The Drama l'1 aprile e si finisce a dicembre con Dune 3.

Per Bruce Sterling, quello che succede alla musica succederà all’intelligenza artificiale

Dal 14 al 15 marzo si tenuto al Macro di Roma il convegno The Dream Syndicate. Tra gli ospiti c'era anche la leggenda della letteratura cyberpunk Bruce Sterling, che ha parlato di musica, AI, arte degli umani e arte delle macchine. Riportiamo qui il suo intervento integrale.

Per la prima volta verrà trasmesso in tv il documentario sul concerto dei Pink Floyd a Pompei

Stasera, dalle 23:35 su Rai5 verrà mandato in onda per la prima volta Pink Floyd: Live at Pompei MCMLXXII.

Hans Zimmer ha confermato che la persona che canta nel trailer di Dune 3 è proprio Timothée Chalamet

Alcuni fan avevano riconosciuto subito la voce dell'attore, ma adesso è arrivata anche la conferma del compositore della colonna sonora del film.