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14:51 martedì 30 giugno 2026
Oltre a quella di Nolan, quest’anno uscirà anche un’altra Odissea: un audiolibro lungo 13 ore narrato dalla voce di Michael Cane clonata con l’AI L'ha fatto l'azienda AI ElevenLabs e sì, Michael Cane ha dato il consenso a clonare la sua voce e no, l'audiolibro non c'entra niente con il film.
Quella per trovare l’ombra, quella per cercare le fontanelle, quella per lamentarsi del caldo e tutte le app di cui abbiamo scoperto di avere un disperato bisogno per colpa dell’ondata di caldo E si chiamano rispettivamente shademaps.app, fontanelle.org e troppocaldo.it. Difficilmente potremo farne a meno nel futuro.
La Filmoteca Española, la Cineteca Nazionale italiana, la Cinémathèque Française e il Filmmuseum di Monaco lavoreranno assieme per ricostruire il leggendario Don Chisciotte di Orson Welles Un'"alleanza" per compiere un'impresa considerata impossibile: portare finalmente a termine il sogno che Welles inseguì per tutta la vita.
Mamdani è riuscito a bloccare per almeno un anno l’aumento dell’affitto di quasi metà delle case di New York «Una vittoria storica per gli inquilini di New York», così il sindaco ha commentato la decisione, ufficializzata dal voto del Rent Guidelines Board.
Dua Lipa ha aperto in Portogallo una biblioteca tutta dedicata a libri censurati o vietati Si chiama Manifesto Library e raccoglie cento libri, divisi in quattro sezioni: potere, controllo, voce e memoria.
Senza il “contributo” degli esseri umani l’ondata di caldo in Europa ci sarebbe stata lo stesso ma la temperatura sarebbe stata di almeno 3,5 gradi più bassa Lo dimostra una ricerca del World Weather Attribution, che ha analizzato i dati climatici di 854 città in 30 Paesi europei.
Per la prima volta nella sua storia Prada ha scelto un ambassador palestinese, il musicista Saint Levant Ovviamente, sui social è arrivata subito la polemica, accesa da un dettaglio nell'outfit dell'artista alla Fashion Week di Milano.
Gli influencer non potranno vedere L’Odissea in anteprima perché il distributore del film teme che le loro recensioni (anche e soprattutto quelle positive) lo danneggino A quanto pare, le recensioni degli influencer sono state un problema per Disclosure Day e Universal non vuole ripetere l'errore.

Il beef tra Kendrick Lamar e Drake ha già una dettagliatissima pagina Wikipedia

07 Maggio 2024

Probabilmente è l’unica maniera di capire che cosa stia succedendo tra due dei fu Big Three dell’hip hop americano («motherfuck the big three, nigga, it’s just big me» è uno dei versi, forse il verso, dal quale tutto è cominciato): affidarsi a Wikipedia. La faida tra Kendrick Lamar e Drake continua ormai da settimane, a diss track segue diss track, ogni volta bisogna assicurarsi che il pezzo sia davvero dell’uno o dell’altro – il rischio che ci sia l’AI di mezzo c’è sempre e le conseguenze le abbiamo già viste – e il dibattito attorno a quello che Charles Holmes di The Ringer ha ribattezzato «the last great rap beef» ha ormai definitivamente superato i confini della comunità hip hop. Per farsi un’idea di che cosa sia lo scontro tra Kendrick Lamar e Drake negli Stati Uniti: i responsabili della campagna elettorale di Biden hanno preso una delle diss track che i due si sono scambiati in questi giorni (“Euphoria” di Lamar) e ne hanno fatta una cover per dissare Donald Trump.

Non faremo qui un riassunto del beef dall’inizio a oggi, anche perché non ce n’è più nessun bisogno data l’esistenza della pagina Wikipedia di cui sopra. Ci limiteremo a sottolineare come questo stia diventando uno dei beef più brutali – sono già volate accuse sufficienti a diverse condanne per diffamazione: Drake ha detto Kendrick picchia la moglie, Kendrick ha dato del pedofilo a Drake, solo per riportare il più recente degli scambi – e più commentati nella storia dell’hip hop mainstream. E ovviamente, man mano che lo scontro si intensifica e si ingrandisce (tantissimi protagonisti della scena musicale si sono schierati, quasi tutti dalla parte di Lamar: Metro Boomin, Future, the Weeknd, Rihanna, A$AP Rocky, Rick Ross, Megan Thee Stallion, and Kanye West sono tutti con lui, a favore di Drake fin qui si sono espressi soltanto Azealia Banks e Jay Electronica), aumentano e si approfondiscono. Ce n’è uno, in particolare, che negli ultimi giorni ha raccolto parecchio consenso e che esprime un sentimento piuttosto diffuso, anche tra gli appassionati di rap, anche tra chi sa che l’hip hop è in parti uguali genere musicale e sport competitivo: lo ha scritto Alphonse Pierre su Pitchfork e si intitola “Drake and Kendrick’s Beef Is the Most Miserable Spectacle in Rap History”.

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Tra gli incontri organizzati da questo curioso club figurano "Fondiamo una setta" e "Come va la tua vita sessuale?".