Hype ↓
13:07 sabato 30 agosto 2025
Stasera La chimera di Alice Rohrwacher arriva per la prima volta in tv, su Rai 3 Un film d'autore per festeggiare l'apertura della Mostra del Cinema di Venezia 2025.
Emma Stone, che in Bugonia interpreta una donna accusata di essere un alieno, crede nell’esistenza degli alieni E ha spiegato anche perché: lo ha capito guardando la serie Cosmos di Carl Sagan.
Miley Cyrus è diventata la prima celebrity a fare da testimonial a Maison Margiela La campagna scattata da Paolo Roversi è una rivoluzione nella storia del brand.
Andrea Laszlo De Simone ha rivelato la data d’uscita e la copertina del suo nuovo album, Una lunghissima ombra Lo ha fatto con un post su Instagram in cui ha pubblicato anche la tracklist completa del disco.
Il Van Gogh Museum di Amsterdam rischia la chiusura a causa di lavori di ristrutturazione troppo costosi Lo dice il museo stesso: servono 121 milioni di euro per mettere a posto la struttura. Il Van Gogh Museum pretende che a pagare sia il governo olandese. Il governo olandese non è d'accordo.
C’è grande attesa attorno a The Voice of Hind Rajab, il film che potrebbe essere la sorpresa di questa Mostra del cinema Per i nomi che lo producono, per il regista che lo dirige e soprattutto per la storia vera che racconta: quella di una bambina di 6 anni, morta a Gaza.
La stylist di Julia Roberts non vuole rivelare il brand del cardigan con la faccia di Luca Guadagnino Il misterioso cardigan indossato dall'attrice al suo arrivo a Venezia è già diventato l'oggetto del desiderio della Mostra del Cinema.
In Corea del Sud è stata approvata una legge che vieta l’uso dello smartphone a scuola a tutti gli studenti È una delle più restrittive del mondo ed è stata approvata dal Parlamento con una larga maggioranza bipartisan.

Kanye West è stato sospeso da Twitter per aver postato una swastika dentro la stella di David

02 Dicembre 2022

Nuovo aggiornamento dalla distruzione del Kanyeverse: Ye è stato sospeso da Twitter per aver violato la regola del social che vieta agli utenti di scrivere messaggi e/o postare immagini che istigano alla violenza. Il rapper (ma siamo sicuri che Ye sia ancora un rapper?) aveva twittato l’immagine di una stella di David con al centro una swastika, costringendo così Elon Musk – primo sostenitore della filosofia “tutti possono dire tutto quello che vogliono senza temere nessuna conseguenza di nessun tipo” – all’estrema punizione. «Ho fatto tutto quello che potevo. Nonostante questo, [Ye, ndr] ha violato la nostra regola contro l’istigazione alla violenza. L’account sarà sospeso», ha twittato Musk con il cuore evidentemente spezzato.

Non sappiamo se esiste una persona che registri questo tipo di statistiche, ma è probabile che Ye abbia stabilito un record: è riuscito a farsi cacciare da Twitter nemmeno due settimane dopo essere stato riammesso sul social, e ci è riuscito nonostante nel frattempo il social sia diventato proprietà di un altro che di svarioni su Twitter se ne intende. A prescindere dalle sorti dei profili social del designer (ma siamo sicuri che Ye sia ancora un designer?), quello che preoccupa davvero è l’ultima passione che Ye sembra aver sviluppato: quella per i nazisti e per Hitler. Non una passione di tipo storico-storiografico, ma un vero e proprio affetto. Prima di postare su Twitter l’immagine che gli è valsa la nuova sospensione dalla piattaforma, infatti, Ye è stato protagonista di una delirante intervista con Alex Jones, occasione nella quale l’artista precedentemente noto come Kanye West è riuscito a compiere un’altra impresa impossibile: fare di Jones la persona meno deficiente presente nella stanza. È utile ricordare che Jones è stato recentemente condannato a risarcire per quasi un miliardo e mezzo di dollari le famiglie delle vittime della strage di Sandy Hook e i soccorritori intervenuti sulla scena: nelle settimane e nei mesi successivi alla strage, Jones aveva ripreso, sui suoi canali social e nel suo show radiofonico, le teorie di svalvolati secondo le quali quanto successo a Sandy Hook era tutta una messinscena organizzata da attivisti odiatori delle armi, una recita in cui in realtà non era morto nessuno.

L’immagine postata da Ye su Twitter

Ye è dunque riuscito a surclassare persino questo fenomeno della libera informazione e del pensiero laterale. Ospite dello show radiofonico di Jones, InfoWars, assieme al neonazista Nick Fuentes, l’ex rapper ed ex designer ha detto che lui vede «molte cose buone in Hitler… Tutti gli esseri umani hanno qualcosa di buono, specialmente Hitler». Di fronte all’imbarazzo di Jones («I nazisti erano dei criminali»), Ye si è lanciato in un’accorata difesa del Terzo Reich: «I nazisti hanno fatto anche cose buone. Dobbiamo smetterla di parlare sempre male dei nazisti». Jones, a quel punto, ha cercato di spiegare a Ye che non può dire di amare i nazisti solo perché non gli piace «un certo gruppo di persone». Ma Ye lo ha interrotto subito, sciogliendo, con la maestria retorica che lo contraddistingue, una delle dicotomie fondamentali del Novecento: «Io amo gli ebrei. Ma amo anche i nazisti». E, ovviamente, il nazista più amabile di tutti è Hitler: «Ci sono molte cose che amo di Hitler. Molte cose», ha detto.

Dopo essere stato di nuovo cacciato da Twitter, Ye ha cominciato a postare su Truth, il social network di Donald Trump. Qui, il fu rapper e fu designer ha postato screenshot di messaggi privati scambiati tra lui e Musk, messaggi in cui il neo-proprietario di Twitter cercava di spiegargli che postare un’immagine che sovrappone il simbolo del nazismo a quello del giudaismo è male. Una conversazione finita male, evidentemente: prima della sospensione del suo account Twitter, Ye aveva postato un’immagine di Musk in costume da bagno, a bordo di uno yacht, facendo evidenti allusioni alla scarsa forma fisica dell’uomo più ricco del mondo. «Voglio che questo sia ricordato per sempre come il mio ultimo tweet», aveva scritto Ye a commento dell’immagine. «Questo va bene, ma questo no», gli ha risposto subito Musk, spiegandogli che il body shaming va bene ma l’antisemitismo e il nazismo no. «Mi dispiace ma hai esagerato. Questo non è amore», ha concluso Musk. «Chi ha deciso che sei tu il giudice», ha risposto Ye, che ha poi postato uno screenshot dell’avviso comparso sul suo profilo Twitter, un avviso di sospensione per 12 ore a causa della violazione del regolamento della piattaforma. E questa è la storia di come Elon Musk ha scoperto il valore della moderazione dei contenuti sui social media.

Articoli Suggeriti
Il governo francese farà causa alla piattaforma Kick per il caso di Jean Pormanove, lo streamer morto durante una diretta

Secondo il governo, la piattaforma streaming non avrebbe rispettato la legge in materia di moderazione e rimozione di contenuti violenti.

Werner Herzog ha aperto un profilo Instagram e nel suo primo post c’è lui che fa una grigliata

Nella caption del post si legge: «I am Werner Herzog. This shall be my Instagram».

Leggi anche ↓
Il governo francese farà causa alla piattaforma Kick per il caso di Jean Pormanove, lo streamer morto durante una diretta

Secondo il governo, la piattaforma streaming non avrebbe rispettato la legge in materia di moderazione e rimozione di contenuti violenti.

Werner Herzog ha aperto un profilo Instagram e nel suo primo post c’è lui che fa una grigliata

Nella caption del post si legge: «I am Werner Herzog. This shall be my Instagram».

Il rebranding dell’Eurovision per il 70esimo anniversario non sta andando per niente bene

Il nuovo logo, soprattutto, non piace né ai fan né ai graphic designer, che già chiedono di tornare alla versione precedente.

L’ultimo film della saga di Mission: Impossible è stato trasmesso gratuitamente su YouTube, ma ha potuto “vederlo” solo chi conosce l’alfabeto Morse

E il pubblico sembra aver molto apprezzato l'iniziativa, a giudicare dai commenti che si leggono su YouTube.

Uno dei tormentoni dell’estate giapponese è un canzone generata con l’AI e basata su un meme

“Yaju & U” è la prima canzone interamente, esplicitamente fatta con l'AI a raggiungere un tale successo. Facile prevedere che non sarà l'ultima.

Se gruppi Facebook come “Mia Moglie”, in cui uomini pubblicano foto delle compagne senza il loro consenso, rimangono aperti è anche per colpa dell’AI

Se ne sta parlando moltissimo dopo la denuncia della scrittrice Carolina Capria: il gruppo, a cui erano iscritti 32 mila uomini, è rimasto aperto e pubblico per 6 anni, sfuggendo a ogni moderazione.