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In un lago in Arizona sono morti tutti i pesci, tutti assieme, tutti nello stesso momento, tutti per lo stesso motivo È successo al lago San Carlos, un bacino d'acqua artificiale, il più grande dello Stato. Ovviamente, c'entra l'inquinamento.
Sempre più coppie che divorziano usano l’AI per farsi dire come rispondere al partner, il che peggiora solo le cose Il problema è che se racconti a ChatGPT che il tuo partner fa questo e quest'altro, ChatGPT ti darà ragione e non perché tu abbia ragione, ma perché è costruito per farlo.
Christopher Nolan ha detto che non gli importa delle polemiche attorno all’Odissea perché sono irrilevanti Davanti alla foga con cui alcuni spettatori si stanno accanendo sul film, Nolan ha semplicemente risposto che fa tutto «parte del gioco».
C’è una biologa che vuole fare in modo che le donne abbiano il ciclo mestruale solo 3 volte all’anno Secondo Hongmei Wang ridurre il ciclo potrebbe essere un modo per estendere il periodo riproduttivo femminile e, quindi, ingannare il cosiddetto orologio biologico.
Secondo gli ultimi dati, durante l’ondata di calore di giugno in Europa ci sono stati 10 mila morti in eccesso rispetto a un anno fa Gli scienziati del World Weather Attribution affermano che le ondate di caldo di giugno sarebbero state «impossibili» senza il cambiamento climatico.
Alberto Angela che intervista Christopher Nolan e Matt Damon è la trovata promozionale che l’Odissea si merita e di cui ha bisogno L'intervista andrà in onda il 12 luglio, in prima serata su Rai 1, nella premiere della nuova stagione di Noos.
A Madrid c’è un gruppo di “sabotatori antituristificazione” che sta sabotando centinaia di appartamenti affittati dai turisti Se la prendono con le key box e con i lettori NFC, per impedire ai turisti di entrare nelle case. Hanno colpito 153 appartamenti in 7 quartieri.
Al concerto dei Foo Fighters a Milano, Dave Grohl ha fatto salire sul palco gli esponenti dei centri sociali italiani in cui suonava negli anni ’90 Ha anche parlato in italiano dicendo tutte le parole che sapeva ("grazie", "bacio", "tutti pazzi") e ha ricordato l'accoglienza e la generosità dei centri sociali ormai chiusi.

Il successo delle musiche di Hildur Guðnadóttir

L'autrice delle colonne sonore di Chernobyl e Joker è stata la prima donna a vincere un Golden Globe come compositrice solista.

11 Febbraio 2020

È da quasi dieci anni che Hildur Guðnadóttir, 37 anni, nata a Reykjavik, Islanda, lavora nel cinema e nella televisione. Ha composto colonne sonore, ha fatto da solista con il suo violoncello e ha collaborato con Jóhann Jóhannsson in più di un’occasione. Viene da una famiglia di musicisti: sua madre era una cantante d’opera, mentre suo padre è un clarinettista, compositore e maestro d’orchestra. Quando è nata, le è stato dato il nome di Hildur, che significa battaglia, in onore di Jacqueline du Pré e del suo stile. La musica per lei è sempre stata un’esperienza fisica: qualcosa che va provata per essere suonata e che va cercata nel mondo, in tutto ciò che ci circonda, per essere scritta.

Tra il 2011 e il 2013, ha composto le colonne sonore di tre film. Nel 2015, ha fatto da solista in Prisoners e in Sicario di Denis Villeneuve, e in The Revenant di Alejandro G. Iñárritu. Nel 2016 ha scritto la musica di un altro film, The Oath. E poi ha lavorato con Jóhannsson in Arrival. Quando il compositore islandese è morto, ha preso il suo posto in Mary Magdalene, dove per la prima volta ha incontrato Joaquin Phoenix. E poi, sempre nel 2018, è stata scelta per curare la colonna sonora di Sicario: day of the Soldado. Racconta Stefano Sollima che per lui non c’è mai stato nessun dubbio: la Guðnadóttir era perfetta per il film che aveva in mente, per le atmosfere che voleva creare, per quello che aveva bisogno che la musica esprimesse. La Guðnadóttir ha dato profondità a una storia nera, divisa tra confine americano e confine messicano; e come in un western moderno, è riuscita a riempire ogni scena, ogni particolare, ogni faccia-a-faccia.

La svolta, però, è arrivata con Chernobyl. Per scrivere la colonna sonora della serie tv di Sky e Hbo, la Guðnadóttir ha, parole sue, visitato una vecchia centrale nucleare; ha indossato abiti simili a quelli usati durante la crisi ucraina, e si è lasciata avvolgere dai suoni e dagli odori; soprattutto si è lasciata avvolgere dal silenzio. «Volevo sentire», ha detto, «le stesse cose che hanno sentito quelle persone». La musica che ha scritto ha vinto un Emmy e un Grammy. Ma poi è toccato a Joker, ed è toccato all’incontro con Todd Phillips, e non solo ha trionfato ma ha fatto anche la storia: è diventata la prima donna a vincere un Golden Globe come compositrice solista, e la prima donna, dal 1997, a vincere un Oscar per la musica di un film. La prima volta che la Guðnadóttir ha letto la sceneggiatura di Joker era a Berlino, nel suo appartamento. E non appena è arrivata all’ultima pagina, ha raccontato, è andata al suo posto, ha afferrato il suo violoncello, e si è messa a suonare. Perché, ha spiegato, «ho avvertito l’anima di Arthur».

Si è messa al lavoro sulla musica di Joker mentre le riprese erano ancora in corso, e non appena finiva un pezzo lo mandava a Phillips, per farglielo ascoltare. Come il personaggio interpretato da Phoenix, anche la sua musica ha avuto un’evoluzione: comincia piano, leggera, arricchita unicamente dal suono del violoncello; e non appena Arthur riconosce, e conosce, la sua rabbia, esplode: arrivano gli altri strumenti dell’orchestra, la voce solitaria diventa un concerto, e la potenza del violoncello viene raddoppiata da tutti gli altri suoni. È una tragedia che si consuma. Nasce Joker e nasce, allo stesso tempo, la colonna sonora della sua vita.

Addirittura è stata la Guðnadóttir, con la sua musica, a risolvere un problema che si era creato sul set del film. Da quasi un mese, Phillips e Phoenix non riuscivano ad andare avanti. «Più di 250 persone ci aspettavano», ha raccontato il regista. Era il momento di girare la scena del bagno, quella in cui Arthur si guarda allo specchio dopo aver ucciso per la prima volta. Tutto sembrava inutile, già visto, piatto. Poi, però, Phillips ha messo mano al suo smartphone, e ha fatto partire una delle tracce che la Guðnadóttir gli aveva mandato. Phoenix l’ha sentita, e immediatamente ha riconosciuto la voce del suo personaggio, e ha cominciato a ballare. Lui, solo, davanti allo specchio. «È stato incredibile», ha ricordato la Guðnadóttir. Tutto quello che aveva pensato, tutto quello che aveva provato mentre lavorava alla colonna sonora di Joker, stava riprendendo vita davanti a lei. Il colpo al cuore che aveva sentito mesi prima, nella sua casa berlinese, stava risuonando nuovamente e con più forza. La musica non era mai stata così protagonista.

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