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20:48 martedì 21 aprile 2026
Il nuovo Presidente ungherese Péter Magyar ha detto che se Netanyahu metterà piede nel suo Paese lo farà arrestare e consegnare alla Corte Penale Internazionale Magyar annulla così la decisione dal suo predecessore Viktor Orbán, che si era sempre rifiutato di eseguire il mandato d'arresto che la Corte Penale Internazionale che pende su Netanyahu.
Più di 200 scrittori francesi hanno abbandonato la casa editrice Grasset per protestare contro le posizioni destrorse del suo proprietario, il miliardario Vincent Bolloré Gli scrittori, 230 per la precisione, hanno anche annunciato che faranno causa all'editore per riprendersi i diritti di tutti i loro libri già pubblicati.
Per combattere la denatalità, in Giappone hanno iniziato a elargire bonus alle persone che si iscrivono alle dating app Tra i casi più recenti c'è quello della prefettura di Kochi, che rimborsa l'abbonamento alle app di incontri per tutti gli utenti residenti nel suo territorio.
In una recente battaglia tra esercito ucraino e russo, per la prima volta nella storia della guerra un battaglione di soli robot ha conquistato una postazione nemica Una squadra di robot di terra e un drone ucraini sono bastati a vincere una battaglia contro i russi nella regione di Kharkiv.
Madonna si è persa il vestito che indossava al Coachella e ha offerto una ricompensa a chi lo ritroverà Su Instagram ha detto che chiunque la aiuterà a ritrovarlo riceverà una ricompensa. Il cui ammontare, però, non è stato ancora specificato.
Sono stati ritrovati i Piss Poems di Sufjan Stevens, il blocchetto in cui da giovane il cantautore scriveva una poesia ogni volta che gli scappava la pipì A lungo si è pensato non esistessero affatto o fossero andati perduti. Ora un ex collega universitario di Stevens ha rivelato di averli conservati per anni.
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L’AI sta facendo perdere il lavoro a così tante persone che si inizia a parlare di mega layoff, cioè di mega licenziamenti A quanto pare sta diventando un vero e proprio "trend" tra le aziende, tanto che molte licenziano anche se non sono in difficoltà economiche.

John Barth è stato un grande romanziere ma è diventato celebre soprattutto per un saggio

03 Aprile 2024

Il 2 aprile, a 93 anni, è morto John Barth, «teorico e praticante della letteratura postmoderna», come lo hanno raccontato Michael T. Kaufman e Dwight Garner nel coccodrillo scritto per il New York Times. La maggior parte dei lettori lo conoscono come scrittore di fiction, autore di romanzi entrati a far parte del canone (in Italia l’ultimo editore di Barth è stato Minimum Fax): L’opera galleggianteLa fine della stradaIl coltivatore del MarylandGiles ragazzo-capraLa casa dell’allegria. Ma come scrivono Kaufman e Garner, una parte rilevantissima della leggenda di Barth ha origine non con un romanzo ma con un saggio. Lo scrisse, Barth, nel 1967 e fu pubblicato su The Atlantic Monthly: il titolo era “The Literature of Exhaustion”, da molti considerato un manifesto del postmodernismo alla pari della Morte dell’autore di Roland Barthes.

L’influenza di questo saggio di Barth – ne scriverà anche un altro, “La letteratura della pienezza”, influente e discusso tanto quanto il precedente, ed entrambi si possono leggere in italiano in L’algebra e il fuoco – è difficile da misurare e comprendere. Ancora oggi nel mondo della letteratura si discute dei temi che Barth toccava in quel testo e degli argomenti che portava per dimostrare la fondatezza delle sue tesi (se volete leggerlo in versione integrale e in lingua originale, lo trovate qui). Barth sosteneva, in “The Literature of Exhaustion”, che le consuetudini che avevano segnato la storia della letteratura fino all’inizio della seconda metà del Novecento erano ormai talmente usurate da essere inutilizzabili per le future generazioni di scrittori. Consuetudini alle quali Barth riconosceva comunque la rilevanza che spettava loro. Lui stesso ha più volte raccontato di essersi appassionato alla lettura prima e alla scrittura poi leggendo Le mille e una notte, scoperto nella libreria della Johns Hopkins University di Baltimora quando era uno studente universitario, e di considerare Sherazade la sua principale ispirazione letteraria.

Oltre che con i romanzi e con i saggi, Barth ha lasciato anche una discreta quantità e qualità di “aforismi”. Uno dei più apprezzati e ripetuti è la risposta che era solito dare ai critici che ne non apprezzavano la sua “tecnica” di scrittura, secondo loro infarcita fino a scoppiare di battute, ironia ed esagerazioni. «Della tecnica nelle arti penso che abbia la stessa importanza della tecnica nel sesso. Voglio dire, un’appassionata inettitudine ha un fascino pari alla fredda abilità, ma ciò che si dovrebbe desiderare davvero è una entusiastica competenza».

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