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04:49 giovedì 5 febbraio 2026
Darren Aronofsky si è guadagnato l’appellativo di “traditore del cinema” perché ha fatto una serie usando solo l’AI Sia i critici che i colleghi stanno commentando molto negativamente (per usare un eufemismo) sia la scelta di Aronosfsky che il pessimo risultato ottenuto.
Un grave scandalo sessuale avvenuto sul set di Good Time potrebbe costare l’Oscar a Josh Safdie e a Marty Supreme E sarebbe anche la ragione, questo scandalo, della brusca separazione di Josh dal fratello Benny.
In Giappone ha aperto un bar solo per persone che vogliono licenziarsi Secondo la regola d'oro del locale, la persona che entra annunciando di aver finalmente deciso di licenziarsi beve gratis.
La figlia di David Lynch ha annunciato che l’ultima e inedita sceneggiatura scritta dal padre diventerà un libro Unrecorded Night è la serie tv che Lynch non è mai riuscito a farsi produrre. Dovremo accontentarci di leggerla.
Mamdani ha messo un ex detenuto e attivista per i diritti dei carcerati a capo del sistema penitenziario di New York Stanley Richards è chiamato a gestire il Department of Correction in un momento di grande difficoltà, dovuto soprattutto all'aumento delle morti in carcere.
L’affresco dell’angelo con il volto di Giorgia Meloni è già diventato un’attrazione turistica Dopo il restauro, ci sono sempre più turisti che accorrono alla Basilica di San Lorenzo per valutare di persona la somiglianza tra l'angelo e Meloni.
Mehdi Mahmoudian, lo sceneggiatore candidato all’Oscar per Un semplice incidente, è stato arrestato in Iran per aver firmato una lettera contro l’Ayatollah Assieme a lui sono stati arrestati altri due firmatari: al momento non si hanno notizie di nessuno dei tre.
È uscita la prima campagna di Dario Vitale per Versace, che è anche l’ultima A firmare le immagini sono Steven Meisel, la fotografa messicana Tania Franco Klein e l'artista Frank Lebon. L'ispirazione, abbastanza evidente, è Richard Avedon.

Il late show di Jimmy Kimmel è stato sospeso per dei commenti di Kimmel su Charlie Kirk

Commenti che però Jimmy Kimmel non ha mai fatto.

18 Settembre 2025

Non abbiamo fatto in tempo a finire di scrivere del licenziamento dell’editorialista del Washington Post Karen Attiah, che eccoci di nuovo qui a raccontare la stessa storia ancora una volta. Stavolta è toccato a Jimmy Kimmel, sospeso «fino a data da destinarsi» dall’emittente televisiva Abc (parte del gruppo Disney) dopo che una serie di tv locali si erano rifiutate di mandare in onda il Jimmy Kimmel Live a causa di commenti fatti da presentatore sull’assassinio di Charlie Kirk. Ci sono due cose importanti da sapere per capire davvero cosa è successo: la prima è che Kimmel non ha fatto alcun commento sull’assassinio di Charlie Kirk, tantomeno offensivo come la destra e i media di/della destra americana stanno raccontando in queste ore; la seconda cosa importante da sapere è come funziona la televisione generalista americana e come questo funzionamento abbia portato alla decisione di Abc/Disney.

Partiamo da quello che Kimmel ha detto e che, secondo tutti gli addetti ai lavori, gli è costato il posto di lavoro. Il presentatore non ha fatto alcun commento su Kirk, sulla sua morte né sulle circostanze della stessa. Le sue parole: «Abbiamo toccato nuovamente il fondo nel fine settimana, con la banda Maga che cerca disperatamente di ritrarre il ragazzo che ha ucciso Charlie Kirk come qualcosa di diverso da quello che è, cioè uno di loro, e che prova in tutti i modi a trarre guadagno politico da questa storia». Questo è quello che Kimmel ha detto, facendo riferimento a quanto, poco, si sa finora di Tyler Robinson: che viene da una famiglia conservatrice, che suo padre è un elettore repubblicano, che avevano una certa passione per le armi da fuoco.

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ABC say, “”Jimmy Kimmel Live will be pre-empted indefinitely” 👆🏼 ‘Jimmy Kimmel Live!’ has been pulled from ABC’s network after Kimmel made stark comments about Charlie Kirk’s assassination and Trump. After appearing on air, the network pulled the show, with Trump celebrating on Trump Social, writing: “Great News for America. The ratings challenged Jimmy Kimmel Show is CANCELLED.” Sinclair Broadcast Group says it will replace the ‘Jimmy Kimmel Live!’ time slot with a Charlie Kirk special. Video: ABC Network #jimmykimmel #donaldtrump #politics #maga #tv #usa #charliekirk #breaking

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Ora, l’altra cosa importante da sapere. La decisione di sospendere fino a data da destinarsi lo show di Kimmel è stata presa da Abc/Disney in seguito a diverse segnalazioni di emittenti locali statunitensi (non che questo giustifichi l’azienda né l’assolva dalle sue responsabilità), che si sono rifiutate di trasmettere l’episodio “incriminato” del Jimmy Kimmel Live. In particolare, Abc/Disney ha preso la sua decisione dopo che le aziende di telecomunicazioni Nexstar e Sinclair Broadcast Group avevano fatto sapere che non avrebbero più permesso alle strutture da loro gestite di mandare in onda o contribuire alla messa in onda del programma di Kimmel fino a quando il presentatore non si fosse scusato e, nel caso di Sinclair, non avesse addirittura fatto una pubblica donazione alla famiglia Kirk. Può sembrare un dettaglio, ma non lo è: Nexstar e Sinclair Broadcast Group sono le due aziende che possiedono e controllano il maggior numero di stazioni televisive negli Stati Uniti, un Paese in cui i broadcaster (come Abc, appunto) non sempre possiedono le strutture e infrastrutture usate per trasmettere. In questi casi i broadcaster si appoggiano a dei “fornitori”, per così dire, con i quai siglano degli accordi per permettere che la loro programmazione venga ospitata all’interno di quella di stazioni locali. È ovvio che per un’emittente televisiva la vita si fa parecchio difficile quando le due più grandi aziende di telecomunicazioni, quelle che letteralmente permettono ai suoi programmi di essere visti dal pubblico, si rifiutano di lavorare con lei.

C’è un altro fatto piuttosto importante da sapere. Secondo molti osservatori e conoscitori di cose americane, quello che è successo a Kimmel rientra direttamente o indirettamente nella campagna, portata avanti da politici e attivisti Maga (tra cui il vicepresidente JD Vance), ribattezzata Expose Charlie’s Murderers. In sostanza, un notevole sforzo per zittire tutti coloro che stanno provando a raccontare la figura di Kirk per quello che era (noi ci abbiamo provato in questo pezzo) e la sua morte per quello che è stata davvero (al momento non un complotto della sinistra radicale e/o della comunità Lgbtq+). Sui social si leggono ormai molti esponenti Maga, politici di professione e non, vantarsi del numero di segnalazioni che hanno fatto a varie aziende e vari datori di lavoro, chiedendo e spesso ottenendo il licenziamento di persone che hanno espresso opinioni critiche su Kirk e sul modo in cui lo si sta raccontando. Una pratica alla quale aderisce con gioia, ovviamente, anche Trump. Dopo una domanda a lui sgradita fatta dal giornalista australiano John Lyons della Australian Broadcasting Corporation, Trump ha detto che molto presto avrebbe incontrato il Primo ministro australiano e che «gli parlerà di te. Hai usato un tomo molto sgradevole». Quando Lyons ha provato a chiedere chiarimenti, Trump si è portato il dito alla bocca facendo il gesto che invita a star zitti e poi è passato alla domanda successiva.

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