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16:34 venerdì 23 gennaio 2026
Oltre 800 artisti hanno lanciato un appello per chiedere che la repressione delle proteste in Iran sia trattata come un crimine contro l’umanità Tra i firmatari ci sono anche Shirin Neshat, Jafar Panahi Juliette Binoche, Marion Cotillard e Yorgos Lanthimos.
Arctic Monkeys, Pulp, Blur, Fontaines D.C., Depeche Mode, Cameron Winter, King Krule, Wet Leg, Anna Calvi: l’album Help 2 è il sogno realizzato degli amanti dell’indie E questi sono solo alcuni degli artisti e delle band riuniti dalla War Child Records per questo album di beneficenza che uscirà il 6 marzo.
Jeremy Strong è talmente fan di Karl Ove Knausgård che lo ha anche intervistato per Interview I due hanno parlato del nuovo romanzo di Knausgård ma soprattutto di quanto entrambi odino essere famosi.
A Davos gli Stati Uniti hanno presentato il piano per la costruzione di “New Gaza” ed è peggio delle peggiori aspettative Si è parlato molto di grattacieli e appartamenti di lusso affacciati sulla costa, molto poco, quasi per niente del futuro di istituzioni e popolo palestinese.
Cameron Winter dei Geese ha tenuto un concerto a sorpresa a un minuscolo evento di beneficenza per Gaza Si è esibito per 250 fortunati e ignari spettatori al Tv Eye di New York, presentandosi pure con un nome falso, Chet Chomsky.
La comunità scientifica è strabiliata da una mucca che ha imparato a usare una scopa per grattarsi La mucca si chiama Veronika, ha 13 anni, vive in Austria ed è il primo esemplare di bovino a dimostrare questa capacità con scientifica certezza.
Dopo quattro anni di silenzio, finalmente è uscita una nuova canzone degli Arctic Monkeys Fa parte dell'album benefico di War Child Records che uscirà a marzo e che, oltre a riunire band e artisti strepitosi, vanta la collaborazione di Jonathan Glazer.
Metà delle città più popolose del mondo sono a rischio siccità perché consumano più acqua di quanta ne abbiano L’analisi mostra livelli critici di stress idrico in molte metropoli. In Italia Roma, Napoli e l'intera Sicilia sono già in fascia rossa.

Jeremy Strong ha quasi fatto la controfigura di Capitan America quando Cap era ancora uno sfigato

08 Novembre 2022

Nella prima parte della storia di Capitan America, raccontata nel film Il Primo Vendicatore (2011), Steve Rogers (interpretato da Chris Evans) era un ragazzo piccolo e gracile, inadatto a servire nell’esercito degli Stati Uniti. Proprio per questo il futuro Avenger decide a un certo punto di fare da cavia per un esperimento che lo avrebbe trasformato nel Super Soldato previa l’assunzione dell’omonimo siero. Per girare le scene che precedono la trasformazione da Steve Rogers a Capitan America, il regista Joe Johnston decise di “attaccare” digitalmente la testa di Evans sul corpo di una assai meno prestante controfigura. Si è scoperto, come riporta Variety, che quella controfigura sarebbe dovuta essere Jeremy Strong, l’attore diventato famoso nella parte di Kendall Roy di Succession. L’attore stesso ha rivelato al Times Uk: «Il film di Capitan America era ancora un segreto, ma mi avevano detto che serviva qualcuno che interpretasse solo il giovane corpo di Capitan America, prima che si trasformasse in un supereroe. C’era bisogno solo di una controfigura, poi avrebbero usato la Cgi per metterci sopra il volto e la voce del protagonista».

È successo tutto tempo prima che Strong trovasse i primi successi in film importanti come Zero Dark Thirty (2012) o The Big Short (2015), anni in cui l’attore ha rivelato di essersi trovato spesso «al verde» e di «aver bisogno di soldi». Quindi ha preso davvero in considerazione la possibilità di interpretare il corpo di Steve Rogers, ma poi ha deciso di rifiutare perché non si è sentito davvero «apprezzato» quando gli è stata offerta la parte. A quei tempi, si trovava ancora a Los Angeles e proprio dopo il provino per Captain America (insieme a quello per Cowboys & Aliens a cui Strong si presentò vestito da cowboy, a differenza di tutti gli altri partecipanti che invece indossavano una semplice maglietta e «sembravano dei modelli»), decise di abbandonare la città e andare a New York per proseguire lì la sua carriera. Chris Evans, che poi è diventato Capitan America ed è cresciuto con Jeremy Strong a Sudbury, non ne sapeva niente. Anzi, il Times Uk ha deciso di chiamarlo e riferirglielo e la risposta di Evans è stata «Questa è la dimostrazione che il mondo del cinema è davvero imprevedibile».

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