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02:18 venerdì 24 aprile 2026
Il Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ha assunto nel suo staff il creatore di È quasi magia Giany, una profilo Instagram di meme su di lui Enrico Milano, 22 mila follower su Instagram guadagnati prendendo in giro Giani, è la prova che i meme ormai sono un mestiere vero e proprio. O, quantomeno, aiutano a trovarne uno.
Secondo una ricerca, l’unico risultato che l’AI otterrà sicuramente e immediatamente è aumentare il numero di miliardari nel mondo Le proiezioni indicano che entro il 2031 i miliardari passeranno dagli attuali 3 mila a 4 mila. Tutto grazie agli investimenti in AI.
I produttori di Project Hail Mary stanno facendo di tutto per candidare all’Oscar come Miglior attore non protagonista James Ortiz, che però non è un attore ma il burattinaio che nel film muove l’alieno Rocky E a quanto pare potrebbero riuscirci, perché quella di Ortiz – che a Rocky presta anche la voce – è considerabile come una vera e propria prova attoriale.
Il prezzo dei preservativi aumenterà (almeno) del 30 per cento a causa della guerra in Medio Oriente Lo ha detto una fonte abbastanza attendibile: Goh Miah Kiat, il Ceo di Karex, il più grande produttore di preservativi del mondo.
C’è una nuova Global Sumud Flotilla in viaggio verso la Striscia di Gaza per portare aiuti umanitari Per imbarcazioni e persone coinvolte questa missione è grande il doppio della precedente. Secondo gli organizzatori, si tratta della più grande mai fatta per la Striscia.
Lo Studio Ghibli ha fatto un nuovo film ma lo potrà vedere solo chi quest’estate andrà al Ghibli Park Si chiama Notte nella valle delle streghe e verrà proiettato l'8 luglio alla presenza dei registi.
Per festeggiare i 50 anni di Io sono un autarchico, Nanni Moretti è andato al podcast Hollywood Party a raccontare tantissimi aneddoti, segreti e chicche sul film La puntata è disponibile su RaiPlaySound, assieme a Moretti c'è anche l'attore e amico Fabio Traversa.
ChatGPT è “indagato” nel caso di uno school shooting in Florida perché secondo gli inquirenti avrebbe contribuito all’organizzazione della strage Secondo l'accusa, l'imputato Phoenix Ikner avrebbe utilizzato il chatbot non solo come fonte di informazioni ma come un vero e proprio "consulente stragista".

Il governo francese farà causa alla piattaforma Kick per il caso di Jean Pormanove, lo streamer morto durante una diretta

Secondo il governo, la piattaforma streaming non avrebbe rispettato la legge in materia di moderazione e rimozione di contenuti violenti.

27 Agosto 2025

Raphaël Graven è morto il 18 agosto 2025 a 46 anni, durante una diretta streaming sulla piattaforma Kick. I più lo conoscevano con il nickname Jean Pormanove, con il quale era diventato il kicker più popolare di Francia, fino al giorno in cui è morto, durante una diretta che andava avanti ininterrottamente da quasi due settimane. Sulla morte di Graven la procura di Nizza ha aperto un’indagine, che al momento ha escluso che la morte dell’uomo sia stata causata da traumi inferti da terzi, come inizialmente si era invece letto in diverse ricostruzioni giornalistiche della vicenda. Graven, infatti, era uno specialista di contenuti “estremi”, sfide in cui si sottoponeva a reiterate violenze e pesanti abusi. Nella sua ultima diretta, fatta assieme ad altri due streamer, Owen “Naruto” Cenazandotti e Safine Hamadi (attualmente indagati, assieme ad altri, dalla procura di Nizza), era stato schiaffeggiato, strangolato e preso a pugni, come mostrato in diversi video circolati sui social (video di difficile verifica, però: potrebbero essere pezzi della diretta in questione oppure di altre dirette, precedenti).

Adesso, come riporta Euronews, nella vicenda è intervenuto anche il governo francese, che ha deciso di sporgere una denuncia nei confronti di Kick per negligenza. Il governo sostiene che Kick, con i suoi laschi controlli e la quasi inesistente moderazione dei contenuti (tra i principali motivi per cui alcuni streamer hanno abbandonato Twitch per Kick, assieme alla possibilità di promuovere il gioco d’azzardo e di tenere per sé il 95 per cento dei soldi che guadagnano grazie allo streaming), abbia violato un legge francese del 2004 in materia, appunto, di controlli e moderazione dei contenuti online. Secondo Clara Chappaz, secrétaire d’État con delega all’intelligenza artificiale e alle tecnologie digitali del governo Bayrou, Kick non ha bloccato ed eliminato questo «contenuto pericoloso» come invece avrebbe dovuto fare, per legge. «Combatto per portare ordine nel Far West digitale. Kick fa parte di questa battaglia, quindi ho deciso di portare in tribunale la piattaforma».

Non è l’unica, in Francia, ad aver preso questa decisione. Anche la procura di Parigi ha iniziato un’indagine su Kick, per appurare se la piattaforma trasmette consapevolmente «video in cui si mostrano violenze ai danni delle persone» e se rispetta le regole dal Digital Services Act dell’Unione Europea. Dopo la morte di Graven, Kick si è detta profondamente addolorata per la sua morte e ha offerto le condoglianze a familiari, amici e fan. «Abbiamo intenzione di offrire la nostra piena collaborazione alle autorità. Stiamo effettuando controlli su tutti i nostri contenuti in lingua francese», ha fatto sapere l’azienda in un comunicato stampa.

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