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05:06 sabato 14 marzo 2026
Kim Jong-un e sua figlia vestiti uguali che sparano assieme al poligono di tiro sono la più surreale immagine di genitorialità mai vista La giovane Kim Ju Ae, erede designata del Supremo leader, ha mostrato le sue doti balistiche in una splendida giornata padre-figlia al poligono.
Degli scrittori hanno creato un logo da apporre sui libri per far sapere ai lettori che sono scritti da un umano e non dall’AI La Society of Authors chiede a tutti gli editori di appore il logo "Human Authored" sulla quarta di copertina dei libri, per salvare l'editoria dall'AI.
I Fugazi hanno pubblicato un album “scartato” che avevano registrato trent’anni fa con Steve Albini È la prima versione dell'album che è poi diventato In on the Kill Taker. Tutti i proventi andranno all'ente benefico fondato da Albini, Letters Charity.
Dopo quasi un millennio, l’Inghilterra si è decisa ad abolire definitivamente i seggi ereditari della Camera dei Lord Ne erano rimasti 92, che il governo laburista ha cancellato. Concedendo ad alcuni Lord, però, di diventare parlamentari a vita.
I protagonisti di The Voice of Hind Rajab, candidato all’Oscar per il Miglior film internazionale, non saranno alla cerimonia perché gli Usa vietano l’ingresso ai cittadini palestinesi Ad annunciarlo sono stati gli attori e le attrici del film, con una dichiarazione congiunta pubblicata sui loro profili social.
È stato annunciato il sequel di KPop Demon Hunters ma i registi hanno già detto che ci sarà molto da aspettare prima di vederlo Maggie Kang e Chris Appelhans hanno messo le mani avanti e avvisato i fan: i tempi di lavorazione saranno lunghi, molto lunghi.
La nuova Guida suprema dell’Iran ha detto di aver scoperto di essere la nuova Guida suprema dell’Iran guardando la tv Lo ha fatto nel suo primo messaggio alla nazione, letto da un annunciatore sui canali della tv di Stato. Per il momento, il nuovo ayatollah ancora non si è fatto vedere in pubblico.
Le persone stanno scrivendo pessime recensioni di un hotel di lusso di Dubai perché ci cadono i missili vicino Le iniziali e autentiche lamentele degli ospiti della struttura sono presto degenerate in una marea di commenti lasciati da troll di tutto il mondo, che infatti sono stati tutti prontamente rimossi.

I film più belli con Jean-Paul Belmondo

06 Settembre 2021

Chiunque abbia visto A Bout de Souffle avrà fatto profondamente fatica (oltre che a dimenticarlo) a separare il personaggio di Jean-Paul Belmondo, appena scomparso a 88 anni a Parigi, da quello di Michel, il primo vero ruolo memorabile dell’attore francese, volto emblematico della Nouvelle Vague nonché perfetta incarnazione dell’antieroe, anti Alain Delon, sempre diviso tra ruoli da malvivente e altri da personaggi più scanzonati. Figlio d’arte (in particolare di uno scultore) nato in Francia nel 1933, negli anni del liceo provò a diventare un atleta, intraprendendo la carriera cinematografica solo dopo aver partecipato a due pellicole di successo come A doppia mandata di Claude Chabrol nel 1959 e La ciociara di Vittorio De Sica nel 1960. Nonostante siano tanti i ruoli con cui quel volto particolarissimo e quasi caricaturale si sia impresso nell’immaginario comune spaziando dal cinema d’autore a prodotti più commerciali, è tra le mani di registi come Melville, Truffaut e Godard che Belmondo, Leone d’oro alla carriera a Venezia 2016, ha lasciato un segno indelebile nei ricordi di quanti abbiano visto i film in cui compariva o era protagonista.

Dal noir di Claude Sautet (si sarebbe poi affermato con la commedia francese) Asfalto che scotta, storia di un criminale internazionale condannato a morte che cerca di sfuggire alla cattura aiutato da un amico (Belmondo) nonché dramma sulla solitudine ambientato in una Parigi fumosa e amara, a quello più americano di Jean-Pierre Melville, Lo spione, racconto delle sfortune del malvivente Maurice Faugel che dopo sei mesi di permanenza in carcere decide di vendicarsi del colpevole dell’omicidio della moglie Arlette, tentando poi un nuovo colpo insieme all’amico Silien (Belmondo). Considerato tra i migliori film del genere, lo consigliamo anche solo per gli splendidi titoli di testa con il piano sequenza iniziale.

Pierrot le fou

Asfalto che scotta

Poi La mia droga si chiama Julie, stranissimo e avvincentissimo film di François Truffaut basato sulla tensione tensione erotica tra i due protagonisti, la memorabile coppia formata ovviamente da Belmondo e Catherine Deneuve, nel primo film che li ha resi due icone del cinema francese e sex symbol dell’epoca. Si narra la storia di Louis Mahé, proprietario di una fabbrica di sigarette nell’isola della Réunion, che attende al porto l’arrivo della promessa sposa, Julie. Non l’ha mai vista, l’ha conosciuta tramite un’inserzione matrimoniale. Dall’arrivo della Julie, che non assomiglia affatto alla fotografia che l’uomo aveva ricevuto in precedenza, avrà inizio una lunghissima serie di guai. Segue Pierrot le fou (in italiano tradotto con Il bandito delle ore 11), uno dei film più indimenticabili della storia del cinema e uno dei suicidi più angoscianti che vedremo mai sullo schermo, in una perfetta conclusione del primo periodo di Godard. Viene raccontata la storia di un incontro di cui a punto la trama si perdono le coordinate in una struttura frammentata, per lasciare spazio a un colore vivacissimo. Più che un film, una serie di dipinti da guardare in video.

La mia droga si chiama Julie

Fino all’ultimo respiro

Infine uno dei più belli e dei più importanti: A Bout de Souffle, in Italia noto come Fino all’ultimo respiro. Manifesto della Nouvelle Vague, capolavoro di Jean-Luc Godard, capostipite del cinema moderno, è tra gli esordi più impressionanti di sempre (si tratta infatti dell’opera prima di Godard). Michel Poiccard è un piccolo delinquente di Marsiglia, strafottente e nevrotico. Ruba una macchina sportiva, parla e guarda nella macchina da presa, sorpassa, spara. Sugli Champs Élysées incontra Patricia, studentessa americana e aspirante giornalista, che per tirare avanti vende l’Herald Tribune per la strada. Tra le scene più belle, quella nella camera d’albergo dove Michel e Patricia avviano un discorso che va a toccare amore, filosofia e letteratura: «Fra il dolore e il nulla io scelgo il dolore, e tu che cosa sceglieresti?», chiede lei. «Il dolore è idiota. Io scelgo il nulla, non è meglio, ma il dolore è un compromesso. O tutto o niente».

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