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19:31 lunedì 14 settembre 2026
Bernie Sanders ha proposto una legge per punire chi sviluppa una “super AI” con la stessa pena di chi sviluppa un’arma nucleare illegale Proposta di legge (che difficilmente verrà approvata) a cui ha dato l'esplicativo titolo di Ban Artificial Superintelligence Act.
Sulle Dolomiti quest’anno ci sono davvero tutti, pure Timothée Chalamet Assieme a suo padre Marc, compagno di un'escursione che l'attore ha dettagliatamente raccontato in un post Instagram.
Il governo israeliano vuole revocare la cittadinanza ai registi di NAZA, Yuval Abraham e Rachel Szor, per alto tradimento Vincitori del Premio speciale della giuria a Venezia, i due si sono ritrovati accusati dal Ministro della Cultura Miki Zohar.
Da gennaio la Svezia dà un “sussidio di rimpatrio” alle persone immigrate per andarsene via dal Paese, ma finora non lo ha richiesto praticamente nessuno Il programma è partito a inizio 2026. Finora ci hanno aderito soltanto 171 persone in tutta la Svezia. I cittadini stranieri sono più di due milioni, un quinto della popolazione totale.
C’è un videogioco in cui vivi le poche gioie e i tanti dolori di un dipendente di una piccola casa editrice indipendente Si chiama Small Press Tycoon, tutte le cose che si dicono e si vedono nel gioco fanno molto ridere perché, chi lavora nell'editoria indipendente può confermare, sono molto vere.
Secondo uno dei capi della sicurezza di Anthropic, «c’è il 10 per centro di probabilità che l’AI ci uccida tutti entro questo decennio» L'ennesimo dirigente di un'azienda AI che dice che le aziende AI stanno per far succedere qualcosa di grave. Senza che nessuno intervenga per fermarle.
Da oggi è disponibile in streaming La Superviviente, un incredibile documentario sulla donna che si inventò di essere una sopravvissuta all’11 settembre Diretto da Kike Maíllo, racconta la storia Alicia Esteve, che per sei anni finse di essere la sopravvissuta Tania Head. Finse tanto bene da diventare la presidente dell'Associazione dei sopravvissuti del World Trade Center.
Queste parole pronunciate nel 1979 da Emma Bonino sull’ipocrisia degli antiabortisti non sono mai state così attuali e così vere «Sono contro l'aborto, dicono. Però contro l'aborto clandestino nessuno faceva assolutamente niente», disse, in una storica puntata di Acquario di Maurizio Costanzo, andata in onda nel 1979 e disponibile su RaiPlay.

I film più belli con Jean-Paul Belmondo

06 Settembre 2021

Chiunque abbia visto A Bout de Souffle avrà fatto profondamente fatica (oltre che a dimenticarlo) a separare il personaggio di Jean-Paul Belmondo, appena scomparso a 88 anni a Parigi, da quello di Michel, il primo vero ruolo memorabile dell’attore francese, volto emblematico della Nouvelle Vague nonché perfetta incarnazione dell’antieroe, anti Alain Delon, sempre diviso tra ruoli da malvivente e altri da personaggi più scanzonati. Figlio d’arte (in particolare di uno scultore) nato in Francia nel 1933, negli anni del liceo provò a diventare un atleta, intraprendendo la carriera cinematografica solo dopo aver partecipato a due pellicole di successo come A doppia mandata di Claude Chabrol nel 1959 e La ciociara di Vittorio De Sica nel 1960. Nonostante siano tanti i ruoli con cui quel volto particolarissimo e quasi caricaturale si sia impresso nell’immaginario comune spaziando dal cinema d’autore a prodotti più commerciali, è tra le mani di registi come Melville, Truffaut e Godard che Belmondo, Leone d’oro alla carriera a Venezia 2016, ha lasciato un segno indelebile nei ricordi di quanti abbiano visto i film in cui compariva o era protagonista.

Dal noir di Claude Sautet (si sarebbe poi affermato con la commedia francese) Asfalto che scotta, storia di un criminale internazionale condannato a morte che cerca di sfuggire alla cattura aiutato da un amico (Belmondo) nonché dramma sulla solitudine ambientato in una Parigi fumosa e amara, a quello più americano di Jean-Pierre Melville, Lo spione, racconto delle sfortune del malvivente Maurice Faugel che dopo sei mesi di permanenza in carcere decide di vendicarsi del colpevole dell’omicidio della moglie Arlette, tentando poi un nuovo colpo insieme all’amico Silien (Belmondo). Considerato tra i migliori film del genere, lo consigliamo anche solo per gli splendidi titoli di testa con il piano sequenza iniziale.

Pierrot le fou

Asfalto che scotta

Poi La mia droga si chiama Julie, stranissimo e avvincentissimo film di François Truffaut basato sulla tensione tensione erotica tra i due protagonisti, la memorabile coppia formata ovviamente da Belmondo e Catherine Deneuve, nel primo film che li ha resi due icone del cinema francese e sex symbol dell’epoca. Si narra la storia di Louis Mahé, proprietario di una fabbrica di sigarette nell’isola della Réunion, che attende al porto l’arrivo della promessa sposa, Julie. Non l’ha mai vista, l’ha conosciuta tramite un’inserzione matrimoniale. Dall’arrivo della Julie, che non assomiglia affatto alla fotografia che l’uomo aveva ricevuto in precedenza, avrà inizio una lunghissima serie di guai. Segue Pierrot le fou (in italiano tradotto con Il bandito delle ore 11), uno dei film più indimenticabili della storia del cinema e uno dei suicidi più angoscianti che vedremo mai sullo schermo, in una perfetta conclusione del primo periodo di Godard. Viene raccontata la storia di un incontro di cui a punto la trama si perdono le coordinate in una struttura frammentata, per lasciare spazio a un colore vivacissimo. Più che un film, una serie di dipinti da guardare in video.

La mia droga si chiama Julie

Fino all’ultimo respiro

Infine uno dei più belli e dei più importanti: A Bout de Souffle, in Italia noto come Fino all’ultimo respiro. Manifesto della Nouvelle Vague, capolavoro di Jean-Luc Godard, capostipite del cinema moderno, è tra gli esordi più impressionanti di sempre (si tratta infatti dell’opera prima di Godard). Michel Poiccard è un piccolo delinquente di Marsiglia, strafottente e nevrotico. Ruba una macchina sportiva, parla e guarda nella macchina da presa, sorpassa, spara. Sugli Champs Élysées incontra Patricia, studentessa americana e aspirante giornalista, che per tirare avanti vende l’Herald Tribune per la strada. Tra le scene più belle, quella nella camera d’albergo dove Michel e Patricia avviano un discorso che va a toccare amore, filosofia e letteratura: «Fra il dolore e il nulla io scelgo il dolore, e tu che cosa sceglieresti?», chiede lei. «Il dolore è idiota. Io scelgo il nulla, non è meglio, ma il dolore è un compromesso. O tutto o niente».

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