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Il governo sudafricano ha dovuto ritirare la sua proposta di legge sull’AI perché si è scoperto che è stata scritta con l’AI In particolare, si è scoperto che l'AI si era inventata di sana pianta tutta la bibliografia alla base del testo di legge.
Secondo uno studio, nelle città europee sta diventando quasi impossibile spostarsi senza la macchina Milano è una delle poche in cui si riesce a muoversi almeno un po' con i mezzi pubblici. A Roma, invece, la situazione è disastrosa.
Mentre faceva uscire il nuovo singolo, preparava un tour continentale e invitava a boicottare l’Eurovision, Robert Del Naja dei Massive Attack ha trovato anche il tempo di farsi arrestare a una manifestazione pro Palestina Stava manifestando a Trafalgar Square esponendo un cartello con su scritto «Mi oppongo al genocidio, sostengo Palestine Action».
Quest’anno in concorso al Festival di Cannes ci sono soltanto film lunghissimi Oltre la metà durano più di due ore, ben otto superano le due ore e mezza, ce n'è uno che arriva a tre ore e un quarto.
Il Met Gala starebbe abbassando i prezzi perché con Jeff Bezos e Lauren Sánchez a finanziarlo nessuno ha granché voglia di andarci Dagli iniziali 75 mila dollari per l'ingresso e 350 mila per un tavolo da 10, i prezzi adesso si starebbero abbassando sensibilmente.
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Acne Paper ha messo in mostra per la prima volta 70 disegni di René Bouché che ritraggono 70 donne che hanno fatto la storia Tra i ritratti dello storico illustratore di Vogue compaiono i volti di Lee Radziwill, Billie Holiday, Helena Rubinstein e Babe Paley.
Adesso anche TikTok fa la sua classifica dei bestseller Uscirà ogni mese e incrocerà le vendite dei libri con le visualizzazioni che i contenuti dedicati a quel libro ottengono sul social.

James Ivory ha scritto un memoir in cui parla apertamente di sesso

03 Novembre 2021

Si chiama Solid Ivory, è stato realizzato con l’aiuto del romanziere Peter Cameron, e per promuoverlo James Ivory, 93 anni, si è scattato un selfie allo specchio mentre si fa la barba. Ripercorre la vita e la carriera del regista di Casa Howard, Quel che resta del giorno, Camera con vista e Maurice (per citare i più famosi), vincitore, nel 2018, all’età di 89 anni, dell’Oscar alla migliore sceneggiatura non originale per il film Chiamami col tuo nome (la persona più anziana in assoluto a vincere il premio). Nella sua recensione uscita sul New York Times, Alexandra Jacobs ha sottolineato il contrasto tra lo stile “abbottonato” dei film in costume per cui è conosciuto, e la quantità di dettagli sulla sua vita sessuale contenuti nel libro, in particolare peni e descrizioni di peni: ad esempio quando alla scuola elementare di Klamath Falls, Oregon, vide un compagno di giochi infilare il suo «membro cherubico (e non circonciso)» nella terra di una collina a scopo dimostrativo di come funzionava il sesso degli adulti, oppure quando al liceo, vide «un prepuzio rosa penzolante che ricordo ancora, della forma di quelli delle antiche statue di marmo illustrate nella nostra copia di La vita della Grecia di Will Durant» o assistette alla visione delle parti intime di due gemelli identici, Ted e Fred, colorarsi di «un viola intenso» in una cabina abbronzante in palestra. Gli aneddoti sessuali accompagnano la crescita del giovane Ivory in una mesta cittadina dell’Oregon immersa nel clima dell’America del Dopoguerra e della Depressione in quella che, secondo le prime recensioni che si leggono in giro, è la parte migliore del libro, l’inizio. Il resto è una raccolta di ricordi e aneddoti un po’ disordinati che toccano tanti argomenti senza mai scendere troppo in profondità: la storia con Bruce Chatwin, il rapporto con l’India, l’incontro con il compagno e socio Ismail Merchant, la collaborazione di oltre trent’anni con la scrittrice Ruth Prawer Jhabvala, gli attori, le attrici, qualche gossip.

Nella sua recensione Jacobs fa notare come il titolo non abbia niente a che fare con la struttura del libro, che non trasmette affatto un’idea di solidità: più che una grande autobiografia romanzata, Solid Ivory è una raccolta di frammenti composta da lettere, pagine di diario, descrizioni di moda, cibo e mobili, fotografie sparse ovunque, e altro materiale che era già stato pubblicato dalla casa editrice privata di Peter Cameron, Shrinking Violet. Anche se Ivory ha diretto più di tre dozzine di film, soprattutto lavorando col suo partner sia negli affari che nella vita Ismail Merchant, con cui è rimasto dal 1961 al 2005, anno della sua morte. A quanto pare il memoir non abbonda di riflessioni sul cinema come forma d’arte e dice poco anche di Chiamami col tuo nome. 

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