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10:26 martedì 3 marzo 2026
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Nell’album di beneficenza Help(2), assieme a tutte le rockband più importanti di quest’epoca, ci saranno anche gli Oasis Nel disco, che esce il 6 marzo, ci sarà anche una loro versione di “Acquiesce” registrata durante uno dei concerti a Wembley del reunion tour.
C’è un videogioco in cui la missione è sopravvivere alla vita da disoccupato Si chiama Unemployment Simulator 2018 e affronta il dolore emotivo e la pressione sociale che derivano dal ritrovarsi improvvisamente disoccupati.
Un fan ha scoperto su internet che Rosalía si è esibita ai Brit Awards su un remix techno di “Berghain” fatto da lui Si chiama Conrdad Taylor, è un producer e dj tedesco che vive a New York e non aveva idea che sarebbe successo.
Zendaya e Tom Holland si sarebbero sposati in segreto ma lo stylist di Zendaya ha spifferato tutto ai giornalisti Lo stylist lo ha rilevato sul red carpet degli Actor Awards, dicendo ai giornalisti colti alla sprovvista dall'annuncio: «Ve lo siete persi».
I prezzi dei voli sui jet privati stanno aumentando a dismisura a causa dei ricchi bloccati negli aeroporti del Medio Oriente che cercano di scappare Prima della guerra tra Iran e Usa e Israele il costo di un volo privato da Riyad all'Europa oscillava tra 50 e 80 mila dollari, ora è arrivato a 350 mila.
Scritto con Ottessa Moshfegh, interpretato da Josh O’Connor, Saoirse Ronan e Jessie Buckley: il nuovo film di Alice Rohrwacher è già uno dei più attesi dell’anno Ad aprile la regista inizierà le riprese dell'adattamento di The Three Incestuous Sisters, fiaba gotica scritta e illustrata da Audrey Niffenegger.
L’esercito statunitense ha usato Claude, l’AI di Anthropic, nell’attacco all’Iran nonostante il divieto di Trump e la contrarietà di Anthropic E continuerà a farlo per almeno altri sei mesi, quando poi passerà a usare prodotti e servizi gentilmente offerti da OpenAI.

Jafar Panahi ha chiesto alla comunità internazionale di intervenire in Iran per «fermare il massacro»

Nel suo appello, il regista ha spiegato di temere che la repressione sia soltanto all'inizio e che il peggio debba ancora arrivare.

14 Gennaio 2026

Il regista Jafar Panahi ha rivolto un appello alla comunità internazionale affinché intervenga per fermare la violentissima repressione con la quale il regime iraniano sta cercando di sedare le proteste che proseguono da settimane ormai in tutto il Paese, avvertendo che «sta per arrivare un massacro». Prima attraverso i social, poi in un’intervista a TheWrap, Panahi ha descritto la situazione come gravissima, denunciando la brutale repressione delle proteste e il blackout di internet e di tutte le telecomunicazioni. Secondo il regista, l’isolamento digitale del Paese è un segnale preciso: indica che le autorità si stanno preparando a una repressione ancora più violenta. «Per ogni minuto di ritardo nell’intervento, moltissime persone innocenti vengono uccise», ha dichiarato, invitando cittadini, giornalisti, organizzazioni per i diritti umani e politici di tutto il mondo a intervenire, a fare pressione sul regime, a trovare qualsiasi modo per fermare il massacro.

Al momento è impossibile sapere quante persone quante persone siano state uccise dal regime dall’inizio delle proteste, ma anche le stime al ribasso sono spaventose: Reuters ha riportato le dichiarazioni di un funzionario del governo iraniano secondo il quale i morti accertati sarebbe almeno 2mila. Secondo Cbs News, che afferma di aver avuto la conferma di due fonti, una delle quali si trova in Iran in questo momento, i morti potrebbero essere tra i 12 mila e i 20 mila.

Presente qualche giorno fa alla cerimonia di premiazione dei Golden Globes, il regista ha dichiarato di non riuscire a fare a meno di guardare i video che in qualche modo arrivano dal suo Paese. Panahi ha sottolineato come le proteste attuali siano diverse da quelle del passato perché attraversano classi sociali e regioni diverse, rappresentando una sfida senza precedenti al regime. L’appello arriva mentre il cineasta, già condannato in contumacia a un anno di carcere per “propaganda”, continua a promuovere all’estero il suo film Un semplice incidente, in corsa per una candidatura all’Oscar come Miglior film internazionale. Terminata la promozione, Panahi ha dichiarato di voler tornare in Iran, consapevole della certezza di un nuovo arresto. Il film che lo porterà con tutta probabilità a conquistare almeno una nomination agli Oscar è stato ispirato dalla sua precedente esperienza in carcere, come ci ha raccontato in questa intervista.

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