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LuisaViaRoma, una delle storiche mete dello shopping italiano, è in grave crisi L'azienda ha chiesto al Tribunale 60 giorni di tempo per presentare un piano di risanamento e ripagare i debiti. Nel frattempo i dipendenti hanno scioperato e i sindacati parlano di «scelte manageriali non adeguate».
A Seoul c’è un club del libro in cui si leggono i libri mentre si ascolta la techno «Ritmi ripetitivi e suoni minimali aiutano a immergersi più a fondo nella lettura», dicono gli organizzatori di questo curioso club del libro.
Sui profili social della Casa Bianca sono apparsi degli inquietanti post di cui nessuno sta capendo né il senso né lo scopo Foto sgranatissime, video incomprensibili, una musica che se ascoltata al contrario riproduce il messaggio «exciting announcement tomorrow».
Sta per arrivare un musical di Trainspotting con canzoni scritte da Irvine Welsh La prima è prevista per luglio al Theatre Royal Haymarket di Londra, giusto il tempo di far finire a Welsh tutte le canzoni a cui sta lavorando.
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Una delle analisi più sensate della guerra tra Israele e Iran l’ha fatta Jafar Panahi su Instagram

Il regista ha postato un lungo messaggio, in cui condanna sia il governo israeliano che il regime iraniano.

19 Giugno 2025

In queste ore di guerra tra Iran e Israele, nell’immobilismo diplomatico generale in cui politici e stati si schierano a favore di uno o dell’altro, l’analisi geopolitica più puntuale della situazione l’ha fatta un regista iraniano, già finito al centro di schermaglie diplomatiche tra cancellerie europee e mediorientali. 

Come noto infatti Jafar Panahi, regista clandestino, come lo abbiamo definito nell’articolo in cui raccontavamo la Palma d’Oro vinta all’ultimo Festival di Cannes con It Was Just an Accident, è già finito in prigione per aver contestato più volte e apertamente il regime di Teheran. Solo con questa consapevolezza si può davvero capire il coraggio necessario a postare la sua analisi del conflitto in corso tra Israele e Teheran con un lungo post sul suo account Instagram. 

In un appello alle Nazioni Unite, Jafar Panahi ha definito i governi di Gerusalemme e Teheran come regimi, specificando che entrambi vanno fermati: «Per la loro insistenza nell’usare la violenza, nel fare la guerra, per la loro assoluta indifferenza nei confronti della dignità umana». In merito ai bombardamenti israeliani su Teheran per uccidere i vertici militari della Repubblica islamica, Panahi ha così commentato: «Israele ha violato l’integrità del Paese e dovrebbe essere processato come aggressore davanti a un tribunale internazionale» senza però ignorare la situazione politica interna della sua nazione «questa posizione non significa in alcun modo che si debbano ignorare quattro decenni di cattiva gestione, corruzione, oppressione, tirannia e incompetenza da parte della Repubblica Islamica». Repubblica islamica che, secondo il regista, gli iraniani devono finalmente abbandonare per iniziare un percorso democratico, vero, sovrano e indipendente. 

Un messaggio che è stato postato da una località ignora del Paese, dove il regista ha fatto ritorno dopo i recenti viaggi in Francia, per il Festival di Cannes, e in Australia, dove ha presentato il film vincitore della Palma. Non è difficile immaginare che la libertà di lasciare l’Iran, ottenuta dopo un decennio di blocco al suo passaporto, possa venire revocata dopo questo post su Instagram, senza considerare gli eventuali rischi di un nuovo arresto per Panahi.

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