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Il governo sudafricano ha dovuto ritirare la sua proposta di legge sull’AI perché si è scoperto che è stata scritta con l’AI In particolare, si è scoperto che l'AI si era inventata di sana pianta tutta la bibliografia alla base del testo di legge.
Secondo uno studio, nelle città europee sta diventando quasi impossibile spostarsi senza la macchina Milano è una delle poche in cui si riesce a muoversi almeno un po' con i mezzi pubblici. A Roma, invece, la situazione è disastrosa.
Mentre faceva uscire il nuovo singolo, preparava un tour continentale e invitava a boicottare l’Eurovision, Robert Del Naja dei Massive Attack ha trovato anche il tempo di farsi arrestare a una manifestazione pro Palestina Stava manifestando a Trafalgar Square esponendo un cartello con su scritto «Mi oppongo al genocidio, sostengo Palestine Action».
Quest’anno in concorso al Festival di Cannes ci sono soltanto film lunghissimi Oltre la metà durano più di due ore, ben otto superano le due ore e mezza, ce n'è uno che arriva a tre ore e un quarto.
Il Met Gala starebbe abbassando i prezzi perché con Jeff Bezos e Lauren Sánchez a finanziarlo nessuno ha granché voglia di andarci Dagli iniziali 75 mila dollari per l'ingresso e 350 mila per un tavolo da 10, i prezzi adesso si starebbero abbassando sensibilmente.
Con tutto quello che sta succedendo nel mondo, Donald e Melania Trump stanno impiegando tempo ed energie per litigare con Jimmy Kimmel (di nuovo) Stavolta i Trump si sono arrabbiati per una battuta in cui Kimmel definiva Melania «una vedova in divenire».
Acne Paper ha messo in mostra per la prima volta 70 disegni di René Bouché che ritraggono 70 donne che hanno fatto la storia Tra i ritratti dello storico illustratore di Vogue compaiono i volti di Lee Radziwill, Billie Holiday, Helena Rubinstein e Babe Paley.
Adesso anche TikTok fa la sua classifica dei bestseller Uscirà ogni mese e incrocerà le vendite dei libri con le visualizzazioni che i contenuti dedicati a quel libro ottengono sul social.

Jafar Panahi è stato condannato a sei anni di carcere

19 Luglio 2022

Lo scorso lunedì, il regista iraniano Jafar Panahi (premio Un certain regard a Cannes nel 2003 per Oro rosso, Leone d’oro a Venezia nel 2000 con Il Cerchio, Orso d’argento a Berlino per Offside nel 2006 e d’oro per Taxi Tehran nel 2015) è stato arrestato. Si era recato nell’ufficio di un pubblico ministero di Tehran per raccogliere informazioni sull’arresto di un altro regista iraniano, Mohammad Rasoulof (Orso d’oro a Berlino nel 2020 con Sheytān vojud nadārad). Alla fine del (tentato) colloquio con il pubblico ministero, Panahi è stato condotto in carcere. «Nel 2010 Panahi era stato condannato a sei anni di carcere… dunque è stato condotto nel centro detentivo di Evin a scontare la pena», questo ha raccontato ai giornalisti di Middleasteye.net un rappresentante della magistratura iraniana. Evin è un carcere della capitale del Paese nel quale Panahi si era recato prima dell’incontro con il pubblico ministero, sempre con l’intento di scoprire cosa fosse successo al collega Rasoulof e a Mostafa Aleahmad, altro regista arrestato in seguito alle proteste esplose in Iran dopo il crollo di un palazzo (il Metropol, un palazzo di dieci piani nella piccola città di Abadan, nella provincia del Khuzestan, sudest dell’Iran) lo scorso 23 maggio, un disastro che ha causato la morte di 43 persone e che molti cittadini considerano responsabilità degli esponenti locali del governo, accusati di incompetenza e corruzione.

Tra i leader della protesta anti-governativa c’era proprio Rasoulof, tra i firmatari di una lettera condivisa sui social media in cui si invitavano gli amministratori locali a «deporre le armi» e ad ammettere le loro colpe: «Corruzione, furto, inefficienza e repressione». Le vere motivazioni dell’arresto di Rasoulouf sarebbero queste: aver contribuito all’organizzazione delle proteste. L’arresto seguito all’indagine sulla sorte di Rasoulof non è il primo incontro di Panahi con la repressione del regime iraniano. Nel corso della sua carriera ha avuto moltissimi problemi legali, e attualmente gli è vietato lasciare il Paese e lavorare a dei film del di fuori dei confini iraniani. Lo stesso divieto vale anche per Rasoulof. Nel 2010 i due registi erano stati arrestati insieme, mentre lavoravano a un film per il quale, secondo le autorità, non avevano ottenuto il permesso, come raccontato da Indiewire. È in questa occasione che a entrambi è stata comminata la condanna a sei anni di detenzione: quella di Rasoulof è stata successivamente ridotta, mentre a Panahi è stato concesso di scontarla non in carcere ma agli arresti domiciliari. Ora, sembra che la magistratura iraniana abbia cambiato idea.

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