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18:22 giovedì 12 febbraio 2026
Gli agenti dell’ICE si stanno lamentando su Reddit perché non gli arriva lo stipendio e non hanno l’assicurazione Il subreddit r/ICE_ERO è diventato uno sfogatoio per gli agenti dell'ICE, che a quanto pare hanno molto da dire su retribuzione e benefit.
Su YouTube si terrà una maratona dedicata a Umberto Eco, per festeggiare la fine dei 10 anni di silenzio su di lui chiesti dallo scrittore nel suo testamento L'evento si terrà in diretta streaming sui canali YouTube della Fondazione Umberto Eco e della Fondazione Bottega Finzioni Ets, con inizio alle 12 del 18 febbraio, ora italiana.
Pur di costringerle a usare la sua app di messaggistica, il governo russo ha improvvisamente impedito l’accesso a Whatsapp a 100 milioni di persone Tutto pur di costringere i russi a iscriversi a Max, una app molto simile a Whatsapp ma controllata dal governo stesso, ovviamente.
Google ha emesso un’obbligazione che gli investitori potranno incassare tra 100 anni, se saranno ancora vivi A quanto pare, era l'unica maniera di trovare tutti i soldi che l'azienda vuole investire nello sviluppo dell'intelligenza artificiale.
Il Partito Liberale Democratico di Sanae Takaichi ha preso così tanti voti che non ha abbastanza deputati per occupare tutti i seggi vinti, quindi ne ha dovuti “regalare” un po’ agli altri partiti La vittoria è stata così larga che a un certo punto si sono accorti che non avevano più deputati da mandare alla Camera.
Alla Tate Modern di Londra sta per aprire la più grande mostra mai dedicata a Tracey Emin Concepita in stretta collaborazione con l’artista, A Second Life ripercorre 40 di carriera e riunisce più di 90 opere, alcune mai esposte prima.
C’è una nuova piattaforma streaming su cui vedere centinaia di classici, legalmente, gratuitamente e senza pubblicità Si chiama WikiFlix e riunisce più di 4000 lungometraggi, cartoni animati e cortometraggi, sia famosissimi che sconosciuti.
Trump ha fatto rimuovere la bandiera Lgbtq+ dal monumento di Stonewall, il luogo in cui è nato il movimento Lgtbtq+ Il governo ha poi spiegato che le uniche bandiere consentite nei pubblici monumenti sono quelle che «esprimono la posizione ufficiale» del governo.

Perché Jacinda Ardern, premier della Nuova Zelanda, è un modello nella risposta all’emergenza

27 Marzo 2020

Era il 15 marzo 2019, quando a causa di un attentato di stampo islamofobo 50 persone persero la vita nel corso di due sparatorie, nella moschea di Al Noor e nel centro islamico di Linwood. Ed è stato proprio durante il massacro di Christchurch e nei mesi successivi, che il primo ministro della Nuova Zelanda, Jacinda Ardern, venne lodata per la risolutezza con cui aveva agito. Ora, durante la pandemia da Coronavirus, nonostante nel suo Paese i contagiati siano solo poco meno di 300 e non sia stato registrato ancora nessun decesso come riferiscono i dati raccolti dalla Johns Hopkins University, è apparso chiaro come il suo atteggiamento possa essere preso a modello come risposta all’emergenza. «Scusate l’abbigliamento casual», ha detto in una diretta Facebook di giovedì 26 marzo. «Ho appena messo a letto i miei figli, ed è stato complicato. Ma vi spiego perché vorremmo che voi rimaneste a casa e risponderò alle vostre domande».

Senza minimizzare o allarmare, senza hashtag o decreti confusionari. Lo scorso mercoledì, come ricorda il Guardian, Ardern ha convocato il Parlamento mettendo la Nuova Zelanda in lockdown per quattro settimane, restringendo al minimo i servizi essenziali attivi (tra questi non c’è la consegna di cibo a domicilio) e facendo affiggere sulle autostrade cartelloni riportanti avvisi sulla sanità pubblica: «Sii gentile, mantieni la calma e ricordati che è per il tuo bene». Così che nel giro di un giorno, nelle città come Auckland, le strade fossero totalmente vuote, senza che ci fosse la necessità da parte della polizia – il commissario Mike Bush ha detto di aver fermato solo un paio di ragazzi – di intervenire. Intanto su Facebook, Adern ha esortato i neozelandesi a “comportarsi come se avessi il COVID-19”, spiegando le ragioni del blocco. Ha detto di non scoraggiarsi, invitando a riflettere sul fatto che le misure circa la distanza sociale hanno avuto un impatto positivo negli altri Paesi, anche se non immediato, «ma la situazione migliorerà e lo farà solo grazie a voi».

«Ogni ora che aspettiamo, che andiamo contro agli ordini del governo, è una persona che si ammala in più, altre due, altre tre. Non possiamo aspettare», ha detto il primo ministro neozelandese. «Staremo a casa, ma questo non significa essere inutili, senza occupazione da svolgere, senza niente da fare: il lavoro è quello di salvare vite, e lo si può fare stando nelle proprie abitazioni, rompendo la catena dei contagi», ha continuato. «Lunedì abbiamo detto che avremmo dovuto chiudere la Nuova Zelanda. Ed eccoci qui, giovedì, con le strade deserte. Grazie».

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