Immagini generate con l'AI che ritraggono mostri antropomorfi che fanno e dicono cose senza senso. Nati su TikTok Italia, hanno accumulato milioni di visualizzazioni e condivisioni in tutto il mondo. E nessuno ha ancora capito perché.
Stanno per uscire non uno ma addirittura due videogiochi sull’Italian Brain Rot
Bombardiro Crocodilo: Italian Brainrot Simulator e Tralalero Tralala: Battle Royale usciranno entrambi a maggio, ma c'è chi pensa siano delle truffe.
Circa un mese fa scrivevamo che l’Italian Brain Rot è la cosa più stupida e inspiegabile successa su internet nel 2025. Aggiungiamo adesso un terzo aggettivo: interessante, perché non si può negare che la velocissima e amplissima evoluzione di questo fenomeno è una sfida per l’intelletto degli studiosi di internet.
Era lecito pensare che l’Italia Brain Rot si sarebbe esaurito in fretta come tutti i trend contemporanei. Non è andata così, anzi, sta succedendo il contrario: sui social ormai non si contano i video, sempre più lunghi e approfonditi, che provano a spiegare origini e significati di questo fenomeno; altrettanto numerose sono le canzoni che, tra Spotify e YouTube, hanno messo in musica l’epopea di Tralalero Tralala, Bombardiro Crocodilo, Brr Brr Patapim e tutti gli altri mostri nati dalla marciume cerebrale italiano; e adesso, a conferma del successo, appunto, inspiegabile di questo fenomeno ci sono dei videogiochi dedicati in arrivo. Al plurale, sì: non uno ma ben due videogiochi adattamento dell’Italian Brain Rot.
Si intitolano uno Bombardiro Crocodilo: Italian Brainrot Simulator e l’altro Tralalero Tralala: Battle Royale, in uscita rispettivamente il 21 maggio su Steam e il 30 maggio sul Playstation Store. Stando alla descrizione fornite dagli stessi sviluppatori, Bombardiro Crocodilo: Italia Brainrot Simulator contiene una certa dose di violenza, parolacce e Brr Brr Patapim, il gameplay sarebbe quello di un gioco d’azione in cui si impersona Bombardiro Crocodilo (ma a scelta anche Tralalero Tralala e Tung Tung Tung Tung Tung Tung Tung Tung Tung Sahur) e si combatte contro Lirili Larila. L’altro, Tralalero Tralala: Battle Royale, viene invece descritto come un «fast-paced Battle Royale shooter, where players face off against colorful enemies». I giocatori più smaliziati, invece, stanno descrivendo entrambi questi giochi con un’altra parola, una sola: scam, truffa, giochi finti pensati solo per approffittare dell’ossessione collettiva e rubare soldi ai videogiocatori ingenui.
Lo ha fatto con un reel su Instagram, in cui racconta di essere affascinato tanto dal comportamento dell'animale quanto da quello di chi ne ha fatto un meme.
App, newsletter, piattaforme, servizi di ogni natura e genere: la nostra dipendenza dagli abbonamenti ormai ha anche un nome scientifico, subscription service overload. E, come per tutte le malattie gravi, c'è chi inizia a proporre e praticare cure molto radicali.
Con un post Instagram, l'artista ha rivendicato la paternità dell'opera e invitato la popstar ad andare a trovarlo a Biella.