Libri per l'estate ↓
14:23 martedì 28 luglio 2026
La traduttrice dell’Odissea alla cui opera Nolan si è ispirato per il suo film ha detto che Odissea di Nolan è orribile da ogni punto di vista Emily Wilson, autrice della più recente traduzione del poema in inglese, ha firmato una delle più brutali stroncature del film: «Se la sceneggiatura l'avessi scritta io, me ne vergognerei», ha detto.
La devastazione causata dagli incendi in Francia e Spagna è seconda solo a quella causata dalla Seconda guerra mondiale Macron ha parlato di tempeste di fuoco e della situazione più difficile dal '45. Sánchez ha detto che questa ormai «non è più un'eccezione. È la regola».
Un uomo di New York è stato sfrattato dal suo appartamento perché aveva troppi libri Lui si chiama Mendel Uminer, libri posseduti: 10 mila. Sfratti subiti: 1, perché il suo ex padrone di casa considerava tutta quella carta una violazione delle norme antincendio del condominio.
Le colonne di fumo generate dagli incendi in Francia e Spagna sono talmente grandi che al loro interno si stanno formando dei temporali Si chiamano pirocumulonimbus e sono nuvole che si generano direttamente dentro il fumo degli incendi, con tanto di fulmini e raffiche di vento.
L’annuncio di una sua terza e incostituzionale candidatura alla presidenza degli Usa non è nemmeno lontanamente la cosa più assurda fatta da Trump alla Cena dei Corrispondenti Faccette, sfottò, insulti a giornalisti, attori e politici, aneddoti su mucche investite e poi, alla fine, il "grande annuncio".
Se è così difficile vedere un film in IMAX 70mm è perché negli ultimi 50 anni non è stato costruito un solo nuovo proiettore IMAX 70mm E non è stato costruito perché (tra le altre cose) IMAX, l'azienda, ha perso i progetti originali di questi proiettori e ora non sa più come costruirli.
A causa del caldo estremo e della crisi climatica, in Europa c’è una nuova forma di siccità Secondo gli scienziati, questa nuova siccità non è più dovuta alle poche piogge ma alle temperature troppo elevate. E trovare dei rimedi è difficilissimo.
I proprietari di Myspace dicono che Myspace sta per tornare, un’altra volta Lo hanno annunciato Chris DeWolfe e Tim Vanderhook, gli stessi che però avevano annunciato la stessa cosa già nel 2013, con scarsi risultati.

Perché l’Islanda è il rifugio perfetto per il dopo pandemia

18 Maggio 2020

La proposta del governo italiano di riaprire al turismo a partire dal 3 giugno ha suscitato non poche perplessità, portando alla luce tutte le difficoltà di recupero di uno dei settori più colpiti dall’emergenza Coronavirus. Tra le discussioni su come torneremo in spiaggia e quelle sulla mancanza di un’adeguata strategia di tracciamento e contenimento dei contagi, potrebbe essere utile guardare a cosa si sta facendo in altri Paesi che, come noi, dipendono molto dall’afflusso dei turisti. Si pensi all’Islanda che, come segnala Bloomberg, è un interessante caso di studio, anche perché nel 2019 ha ospitato più di 2 milioni di viaggiatori.

Certo l’Islanda ha una popolazione di circa 360.000 persone sparse su un territorio molto esteso (diciamo che il distanziamento sociale è piuttosto facile, lassù) e un’età media di 36 anni, quindi di molto inferiore rispetto a quella della maggior parte dei Paesi europei, ma il modo in cui il Paese ha gestito l’emergenza e sta impostando la riapertura ai turisti può offrire spunti di riflessione. Dal 19 febbraio, prima ancora di registrare il suo primo caso domestico, l’Islanda ha infatti iniziato a fare test a tappeto, testando anche gli asintomatici, grazie alla collaborazione instaurata con la società DeCODE Genetics di Reykjavik: è il Paese che ha testato più persone pro capite. Oltre ai test, sono stati messi in atto in maniera capillare e tempestiva la quarantena e il tracciamento dei positivi, cosicché l’Islanda è riuscita a evitare il blocco indiscriminato delle attività, com’è successo in Italia e altrove, e un picco del virus. Risultato: 1.802 casi e 10 decessi. Il suo tasso di mortalità è stimato intorno allo 0,6% ed è inferiore a quello di Francia, Italia e Svezia.

Per invogliare i turisti a partire, il Paese ha scelto di non affidarsi ai pacchetti offerta (che ad esempio l’Italia sta sperimentando), quanto piuttosto a un serie di misure anti-Covid. Dal 15 giugno, chi deciderà di recarsi in Islanda potrà scegliere di fare una quarantena di due settimane o di sottoporsi a un test (il cui costo potrebbe essere rimborsato in un secondo momento): è ovvio l’incentivo verso la seconda opzione, che si basa sul presupposto che i visitatori siano viaggiatori consapevoli. Quindi c’è l’invito a scaricare l’app islandese per il tracciamento dei contagi, che si chiama Rakning C-19, che è anche una delle più sicure a livello di privacy. Osservando queste regole, i turisti potranno aggirarsi liberamente sul territorio islandese senza indossare le mascherine, ad esempio, ed evitare assembramenti che, già prima, erano piuttosto rari (fatta eccezione per le location più conosciute). Come sottolinea Bloomberg, c’è ancora molta incertezza se queste politiche invoglieranno le persone a partire e la preoccupazione per la recessione economica che inevitabilmente colpirà il Paese rimane alta, ma sembrano certamente degli ottimi punti da cui ripartire.

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