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12:27 martedì 31 marzo 2026
È vero che il Ministro della Difesa Crosetto ha negato agli Usa il permesso di usare la base di Sigonella, ma è vero anche che gli Usa il permesso nemmeno lo avevano chiesto Quando il Comando Usa il permesso lo ha finalmente chiesto era troppo tardi e Crosetto non ha potuto fare altro che negarlo.
La produttrice di La voce di Hind Rajab è riuscita a far fuggire la famiglia di Hind Rajab dalla Striscia di Gaza La madre della bambina, Wissam, e altri otto membri della famiglia sono così riusciti ad arrivare in Grecia e ottenere lo status di rifugiati.
La nuova opera di John Carpenter è un graphic novel horror basato su un incubo che ha fatto Si intitola Cathedral e Carpenter ne comporrà anche la colonna sonora, da ascoltare durante la lettura del fumetto.
Mentre tutti i giornali licenziano, il New York Times ha raggiunto il record di giornalisti assunti: 2300 È una crescita del 50 per cento in dieci anni, che si somma ai 13 milioni di abbonati in tutto il mondo e a un fatturato di quasi un miliardo di dollari.
Il momento più surreale della visita a Roma di Robert Pattinson e Zendaya è stato indubbiamente la foto al Campidoglio con il sindaco Gualtieri Il sindaco è riuscito a rubare la scena anche a due stelle di Hollywood, a conferma del naturale carisma con cui si conduce sempre in tutte le uscite social.
KitKat ha confermato che il furto di un camion con 12 tonnellate di KitKat avvenuto in Italia è una notizia vera, è successo davvero Mentre parliamo, c'è qualcuno, da qualche parte in Europa, che sta nascondendo 413.793 barrette di KitKat a forma di macchina da Formula 1.
Fred Again ha messo su YouTube tutto il (già leggendario) concerto in cui ha suonato assieme a Thomas Bangalter dei Daft Punk La versione integrale del concerto dell’Alexandra Palace di Londra dura due ore e ha già accumulato più 820 mila visualizzazioni su YouTube.
Trump ha detto in maniera molto chiara ed esplicita che vorrebbe prendersi il petrolio iraniano Ma ha anche aggiunto che ci sono degli «scemi» negli Stati Uniti che glielo stanno impedendo. Non ha chiarito chi siano questi scemi, però.

Un’intelligenza artificiale ha imparato a bluffare a poker

25 Gennaio 2017

Nessun computer, prima d’ora, aveva mai battuto un giocatore professionista di poker. Da tredici giorni, tuttavia, al Rivers Casino di Pittsburgh, un’intelligenza artificiale sta dando filo da torcere ad alcuni dei migliori giocatori del mondo di Texas Hold ‘Em No Limits, una delle varietà più popolari del gioco di carte, e quella che si gioca al main event delle World Series of Poker, una sorta di all star game del poker organizzato a cadenza annuale.

Il coreano-americano Dong Kim, Jason Les e Daniel McAulay sono tra i professionisti a essersi seduti allo stesso tavolo di Libratus, una macchina sviluppata da alcuni ricercatori della Carnegie Mellon per giocare perfettamente, diciamo. Se le tecnologie artificiali erano già riuscite a battere l’uomo in diverse altre specialità – dagli scacchi alla dama, fino al quiz televisivo americano Jeopardy! – con questa variante di poker il discorso è diverso: si gioca con due carte coperte e senza limiti di puntata, e molto del successo di un giocatore si fonda sul suo intuito, sulle capacità di leggere le intenzioni delle altre persone sedute al suo tavolo.

The No-Limit Texas Hold 'Em World Championship Poker Tournament Round 6

Eppure, Libratus – dal latino per “equilibrato” – a Pittsburgh riesce a vincere: al momento è il giocatore primo nella classifica degli stake (il montepremi accumulato vincendo mani), con un vantaggio di 701,242 dollari sul secondo classificato. Parlando con Wired, Dong Kim venerdì scorso ha dimostrato un certo scoramento: «Fino ad oggi non mi ero accorto di quanto fosse bravo. Mi sono sentito come se stessi affrontando qualcuno che stava barando, che stava vedendo le mie carte. Ma non sto muovendo accuse: era semplicemente un giocatore fortissimo». «È chiaro, a questo punto, che una vittoria netta umana è da escludere», gli hanno fatto eco Les e McAulay.

Uno dei segreti dell’imbattibilità di Libratus è la sua capacità, sottolineata dagli avversari, di cambiare tipo di gioco giorno dopo giorno, e addirittura nel giro di poche mani: il robot è in grado di bluffare con mani forti o molto deboli, di giocare in maniera aggressiva (vale a dire puntando su tutti i piatti, o quasi) o di contenersi, regolandosi in base a ciò che fanno le altre persone. I successi del computer però, dipendono dagli sforzi dei ricercatori che l’hanno creato: Tuomas Sandholm, il professore responsabile del progetto, ha declinato di specificare se il suo team di Carnegie Mellon cambia giornalmente l’algoritmo di Libratus. Ma di certo, mano dopo mano, è riuscito a instillare il dubbio nella mente dei suoi increduli avversari.

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