Justin e Christian Combs racconteranno il rapporto col padre in una docuserie che, siamo sicuri, aggiungerà moltissimi nuovi elementi a un caso di cui non si è affatto già parlato troppo.
Secondo le prime ricostruzioni, il rogo di Crans-Montana sarebbe stato causato dalle stelle filanti infilate nelle bottiglie di champagne
Una foto mostrerebbe il momento in cui il locale Constellation ha preso fuoco, un incendio che ha causato 47 morti e 100 feriti gravi.
L’incendio che nella notte di San Silvestro ha distrutto il Constellation, locale nella località sciistica svizzera di Crans-Montana, sarebbe stato innescato dalle candeline pirotecniche inserite nelle bottiglie di champagne. Lo riportano molte testate tra cui Euronews, Bbc e Guardian citando fonti investigative e testimoni oculari secondo cui le fiamme si sarebbero sviluppate proprio a partire dalle scintille delle “fontanelle” luminose, per poi propagarsi rapidamente all’interno del locale. Una foto pubblicata da BFMTV mostra il probabile innesco del rogo: ci sono diverse fontane luminose applicate al collo di bottiglie di champagne tenute in prossimità del rivestimento del soffitto, che sta già prendendo fuoco mentre gli ignari avventori stanno ancora festeggiando.
Secondo quanto spiegato dalla radiotelevisione svizzera RSI, il rogo è scoppiato nel pieno dei festeggiamenti di Capodanno, momento in cui il locale era pieno di persone. Le autorità di polizia e i vigili del fuoco intervenuti sul posto descrivono uno scenario in cui il fuoco si è propagato in pochissimi secondi, alimentato dal materiale fonoassorbente del soffitto e trasformato rapidamente in un flashover, ossia un’infiammazione generalizzata degli ambienti chiusi. L’incidente è avvenuto intorno all’1:30 dell’1 gennaio, il Constellation era pieno di giovanissimi avventori perché non prevedeva biglietto d’ingresso e sarebbe rimasto aperto fino al mattino. Ad aggravare la situazione, secondo quanto ricostruito fin qui, avrebbe contribuito anche la scarsità e difficile accessibilità delle vie di fuga.
A rendere ancor più straziante la tragedia c’è l’impossibilità, a 24 ore di distanza, di dare risposta alle famiglie dei dispersi sulla sorte dei loro cari: negli ospedali svizzeri e italiani sono ricoverati oltre 100 persone in condizioni critiche, mentre le salme delle 47 vittime accertate riportano ustioni talmente gravi ed estese che l’identificazione richiederà giorni. Il ministro degli Esteri Tajani ha parlato di almeno tredici ragazzi italiani coinvolti, di cui cinque in condizioni molto critiche, attualmente in terapia intensiva. Di sei connazionali invece non si hanno ancora notizie.