E non solo: per il film, che uscirà nelle sale il 3 marzo e sarà su Netflix a partire dal 20, ha scritto anche due canzoni inedite.
Wong Kar-wai ha realizzato una “nuova versione” di In the Mood for Love
Wong Kar-wai farà mai un altro film? Se lo chiedono tutti gli appassionati del mondo, è dal 2013 (anno di uscita di The Grandmaster) che aspettiamo la buona notizia. Non che il regista negli ultimi dodici anni abbia smesso di lavorare: ha girato la serie tv Blossoms, che in Cina ha riscosso un grandissimo successo (ma che in Occidente non è ancora stata distribuita) e che doveva essere un film fino a quando non si è accorto che la sceneggiatura era troppo lunga. Stando a quanto riporta World of Reel, Wong ha anche completato una nuova versione di In the Mood for Love. Si tratterebbe di un extended cut del film, una versione con dieci minuti in più rispetto a quella arrivata nelle sale e disponibile in home video. Cosa ci sia in questi dieci minuti aggiuntivi non lo sa nessuno, ma su internet si vocifera che potrebbe essere la leggendaria scena di sesso “cancellata” tra Su (Maggie Chung) e Chow (Tony Leung). Se davvero fosse così, prepariamoci al dibattito e probabilmente al litigio, perché su questa questione gli appassionati si dividono: c’è chi è curiosissimo di vedere la scena e chi sostiene che la storia d’amore tra Su e Chow è perfetta proprio perché platonica. Al momento, di questa nuova versione del film c’è una distribuzione ufficiale solo per la Cina: la data di ritorno nelle sale è il 14 febbraio. In Italia toccherà aspettare e “accontentarsi” della vecchia versione, quella di cui non ci stancheremo mai, come scrivevamo qui, che tornerà in sala a febbraio, dal 17 al 19.
Il cantante ci parla di ricordi e piaceri, musica e traguardi, Sanremo 2026 e il Sanremo di Pippo Baudo. L’ultimo disco, Casa Paradiso, con i primi concerti giovanili, imitando gli Oasis, fino al nuovo tour nei palazzetti. La maturità e la famiglia con un certo sapersi godere la vita, le amicizie, i piaceri più semplici.
Dei Lumiere e dei cimiteri della Galizia, del teatro e della danza, del corpo e di psicologia della Gestalt: di tutto questo, e ovviamente di cinema, abbiamo parlato con il regista di uno dei film più amati, odiati, premiati e discussi dell'ultimo anno.
Il 19 febbraio 2016 moriva a Milano uno dei più grandi pensatori italiani. Dieci anni dopo, tutti cercano di appropriarsi di lui: destra e sinistra, apocalittici e integrati, intellettuali e populisti. Dimostrando, tutti, di non averlo capito.