Hype ↓
20:19 giovedì 5 marzo 2026
Mitski ha organizzato un listening party del suo nuovo disco solo per gatti in un cat café Sul suo canale YouTube c'è anche un video ASMR in cui fa l'unboxing del vinile circondata da gatti incuriositi.
Una ricerca ha dimostrato che i maschi della Gen Z credono che le mogli debbano obbedire ai mariti molto di più dei maschi Boomer E si tratta di una delle più grandi ricerche di questo tipo mai fatte: sono state intervistate 23 mila persone in 29 Paesi in tutto il mondo.
L’Iran ha dovuto rimandare a data da destinarsi i funerali dell’ayatollah Khamenei perché nessuno ha tempo di organizzarli Le ragioni sono principalmente due: i bombardamenti di Usa e Israele continuano e il regime è tutto impegnato nella controffensiva.
Dopo una saga di libri, tre serie tv, fumetti, videogiochi e merchandise d’ogni tipo, adesso arriverà anche un film di Game of Thrones Sarà ambientato 300 anni prima dell'inizio del primo episodio della serie originale. C'è però un problema: Hbo sta girando un'altra serie spin-off di Game of Thrones ambientata nello stesso periodo.
A Parigi aprirà il primo museo al mondo interamente dedicato ad Alberto Giacometti Sarà inaugurato a fine 2028 e nella sua collezione permanente ci saranno 10 mila tra opere, oggetti e documenti dello scultore.
Siccome non sono già abbastanza impegnati militarmente, gli Stati Uniti sono intervenuti anche contro i narcotrafficanti in Ecuador Le operazioni sono iniziate il 3 marzo e rientrano in quella che gli Usa definiscono «offensiva contro il narcoterrorismo in America Latina».
Per festeggiare i loro compleanni, è uscito un disco da collezione in cui Lucio Dalla e Lucio Battisti cantano per la prima volta “assieme” Sarà disponibile in pre ordine solo per due giorni: il 4 e il 5 marzo, data di nascita rispettivamente di Dalla e di Battisti.
Il centrodestra ha affossato la proposta di legge sulla settimana lavorativa corta La proposta di Avs, M5S e Pd prevedeva quattro giorni di lavoro a parità di stipendio. La maggioranza ha deciso che non se ne farà nulla.

Il nuovo proprietario dell’AS Roma

21 Aprile 2011

Grazie alla tigna dei cronisti dei giornali e delle radio romane, di Thomas Richard Di Benedetto, nuovo proprietario dell’As Roma, sappiamo già un sacco di cose. Quasi tutte inutili. Sessantun’anni e otto guardie del corpo, tante ne hanno contate nella recente trasferta a Roma. Cinque figli, di cui uno (Thomas jr.) interbase scelto ai draft dai Boston Red Sox  – suo padre ha una partecipazione nella squadra – che oggi però gioca nelle serie minori. Una moglie che si occupa molto di beneficienza. Una villa di 20 stanze, fuori Boston, valore 2 milioni di dollari. Un curriculum piuttosto esoterico.  (cfr. Forbes)

Mettiamola così. Di Benedetto è a capo di alcune società che si occupano di far girare soldi e aspettano che torni indietro qualcosa. Che i soldi vengano dalle proprietà immobiliari, da una compagnia internet, da una catena di hotel o da una squadra di calcio come in questo caso, poco importa. Una volta ha investito nella commercializzazione di un depilatore al laser. Con gran successo pare, e ho detto tutto. L’economista Guido Rossi disse che investire nei titoli del calcio italiano non era consigliabile “a orfani e vedovi” – in attesa del lancio dell’opa le azioni dell’As Roma sono precipitate del 30%. – ma Di Benedetto è capitalista di ventura, gestore di hedge fund. Quanto agli interessi nel ramo immobiliare ricordo appena che i “palazzinari” romani fecero il folklore del calcio anni ’70 nella Capitale. Marchini, Anzalone, Lenzini qui sono ancora nomi mitici, per chi allora c’era.  Altri tempi.

Non sembra esattamente uno squalo. Dietro l’idea di compare la Roma, anzi l’As Roma, ci sarebbe anzi il legame mai interrotto col Trinity College di Hartford, Connecticut – che da 25 anni organizza un campus nella Città Eterna. Eternal City. Ha raccolto i suoi soci tra altri venture capitalist come lui, tutti italoamericani bostoniani (James Pallotta, Richard D’Amore, Micheal Ruane), senza nessuna concessione alla sfiga del folklore italoamericano, nel senso che già scoprire da dove venivano i loro bisnonni è stato un lavoro da cronisti investigativi. I Di Benedetto sarebbero emigrati da Siano provincia di Salerno. Pallotta sarebbe la stessa famiglia Pallotta di una nota trattoria a due passi dello stadio Olimpico. Altri colpi di scena nelle prossime puntate.

La prospettiva di Di Benedetto è quella far fruttare la mitologia tardo-peplum dell’As Roma. Nel mondo, non sembra difficile. Vendere il Colosseo ai romani, quella sì sarà l’impresa. A proposito, quando arrivarono gli americani al Manchester e al Liverpool – Di Benedetto fu della partita in quest’ultimo caso – parecchi tifosi inglesi fecero sentire la loro voce contro gli usurpatori yankee. Qui c’è gran silenzio e vabbè. Tra parentesi l’operazione di acquisto della Roma ricalca da vicino quelle operazioni, nel senso che la banca Unicredit, che ha gestito il fallimento della famiglia Sensi, ci mette un bel po’ dei soldi (il 40%). Poi si vedrà. In poll position per guadagnare un posto nell’azionariato dell’As Roma si fanno già i nomi di imprenditori romani con buone coperture politiche. Ma non corriamo troppo.

“Our future is our past”, dichiara Di Benedetto. Parla della Roma già al plurale e cerca casa in centro. Della prima partita vista in segreto all’Olimpico, Roma-Inter 1-0, ricorda che “vincemmo con un gran gol di Vucinic”. Chi gli ha scritto le battute fin qui ne ha fatto un presidente di calcio da manuale di marketing, piuttosto stralunato per i nostri standard: “Come dite dalle vostre parti? Tutte le strade portano a Roma… – diceva in esclusiva alla Gazzetta –  Ecco, mi piacerebbe che un giorno tutti percorressero queste strade per venire a vedere quello che abbiamo realizzato: qualcosa di importante, che duri nel tempo”.  E poi “Voglio fare come Berlusconi”. Berlusconi ringrazia. Zamparini avverte che non ha capito bene in quale guaio si sta cacciando. Per ultima la battuta migliore di tutte: “La Roma è una principessa, voglio trasformarla in Regina”. La versione esatta sarebbe stata:  “La Roma è un ranocchio, voglio trasformarla in regina”, ma il ghostwriter non ha avuto il coraggio. Peccato.

A differenza degli inglesi, abbiamo sempre guardato con condiscendente tenerezza alla passione degli americani per il football – sappiamo da tempo che laggiù il soccer è di sinistra e piace alle ragazzine – così non faremo un’eccezione oggi per mr. Di Benedetto, che un genio del male ha già soprannominato “Zio Tom”.  Zio Tom. Bizzarra crasi tra lo “zio d’America” e lo schiavo americano cuorcontento. Lui parla a lungo dello ”stadio di proprietà”, il suo obbiettivo, e di cui esistono già suggestivi progetti. Ma è stato l’obbiettivo dei presidenti della Roma per almeno trent’anni.  E merchandising, brand, media-company, sono parole che conosciamo bene. Almeno non si sbaglierà pronuncia. Viste già, comunque, bandiere americane all’Olimpico. Se erano arabi, si immagina, sarebbero stati  costumi beduini, come in certe serate low cost a Sharm El Sheik. Se erano russi, colbacchi, come Giagnoni ai bei tempi. E così via. La città frequentata dai turisti fin da quando era un cumulo di rovine tardo imperiali non teme confronti quanto a trattamento dello straniero, specie se americano. Facce Tarzan.

Articoli Suggeriti
C’è un videogioco in cui la missione è sopravvivere alla vita da disoccupato

Si chiama Unemployment Simulator 2018 e affronta il dolore emotivo e la pressione sociale che derivano dal ritrovarsi improvvisamente disoccupati.

Zendaya e Tom Holland si sarebbero sposati in segreto ma lo stylist di Zendaya ha spifferato tutto ai giornalisti

Lo stylist lo ha rilevato sul red carpet degli Actor Awards, dicendo ai giornalisti colti alla sprovvista dall'annuncio: «Ve lo siete persi».

Leggi anche ↓
C’è un videogioco in cui la missione è sopravvivere alla vita da disoccupato

Si chiama Unemployment Simulator 2018 e affronta il dolore emotivo e la pressione sociale che derivano dal ritrovarsi improvvisamente disoccupati.

Zendaya e Tom Holland si sarebbero sposati in segreto ma lo stylist di Zendaya ha spifferato tutto ai giornalisti

Lo stylist lo ha rilevato sul red carpet degli Actor Awards, dicendo ai giornalisti colti alla sprovvista dall'annuncio: «Ve lo siete persi».

Mastro Lindo è andato in pensione dopo 68 anni di onorata carriera nell’industria delle pulizie

La multinazionale P&G ha deciso di ritirare il logo e ha dato l'annuncio con una conferenza stampa tenuta dallo stesso Mastro Lindo su Instagram.

Non si è capito se è stato Morgan a non voler duettare con Chiello o Chiello a non voler duettare con Morgan nella serata delle cover di Sanremo

Morgan ha detto che è stato lui a decidere di non esibirsi con Chiello, Chiello ha detto che la scelta di fare da solo è tutta sua.

Il momento più commentato della prima serata di Sanremo è stato un refuso in una grafica nella quale la repubblica è diventata “la repupplica”

L'errore è stato corretto abbastanza velocemente. Ma non abbastanza per evitare ore di scherno sui social.

Di questo Sanremo non si riesce nemmeno a ridere, neanche involontariamente

La prima serata del Festival è passata senza infamia e senza lode, tra diverse canzoni dimenticabili e pochi (per fortuna) siparietti imbarazzanti. Una certezza però ce l'abbiamo: Sanremo è tornato a essere una tradizione, noiosetta come tutte le tradizioni.