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16:23 lunedì 20 luglio 2026
Il trend social del momento si chiama As Nolan Intended, cioè persone che guardano Odissea su dispositivi assurdi per prendere in giro Nolan e la sua fissazione con l’IMAX Sullo schermo di una lavatrice, su un Apple watch, su un Tamagotchi, sulla macchinetta obliteratrice del bus. Tutto pur di indispettire Nolan.
Dopo la cancellazione del concerto di Bad Bunny a causa della grandine, parecchie persone si sono convinte che fare concerti a Milano porti sfortuna È successo a lui, a Rosalia, a Bruce Springsteen, ad A$AP Rocky, ai Flaming Lips... Forse è il caso di iniziare a preoccuparsi?
A Bologna c’è un archivio che conserva tutti gli atti giudiziari, gli articoli di giornale, i materiali audiovisivi per ricordare cosa è successo davvero al G8 di Genova Si trova nello spazio autogestito Vag61 e conta gli atti dei processi processi sul G8 del 2001, una rassegna stampa di 6.275 articoli e moltissime ore di materiale audiovisivo.
Sta per arrivare You Never Did Anything Wrong, Part II (2026), il nuovo film di Nan Goldin Lo presenterà a novembre a Londra, alla Hayward Gallery del Southbank Centre, la sua prima grande mostra inglese in 24 anni.
Lana Del Rey ha rimandato per l’ennesima volta l’uscita del suo nuovo disco, ma per farsi perdonare ha detto che nel frattempo ha quasi finito anche quello successivo Bisogna aspettare ancora un mese, come minimo, per ascoltare Stove e, forse, anche Spyda, i due album che l'artista definisce «tra i più belli che abbia realizzato».
Einaudi sta per pubblicare un nuovo libro di David Foster Wallace Esce il 25 agosto con il titolo Contro il fatalismo: è la tesi con la quale si laureò in metafisica, un saggio breve che affronta criticamente l’idea del fatalismo.
Le matite Ikea sono diventate uno degli strumenti più usati nelle sale operatorie perché sono gratis, sono piccole e scrivono benissimo sulle ossa A quanto pare, i chirurghi di mezzo mondo adorano questa matita e vorrebbero che Ikea ne producesse una linea pensata appositamente per loro.
Una ricerca ha scoperto che il cromosoma Y, quello che determina il sesso biologico maschile, sta letteralmente perdendo pezzi e potrebbe scomparire Quando i primi mammiferi sono comparsi sulla Terra, il cromosoma Y conteneva 900 geni. Oggi ne contiene appena 55 e continua a perderne.

È ora di rivalutare Clippy, il fastidioso assistente di Word

28 Dicembre 2016

«Quasi due decenni fa, l’attuale era di sovraccarico di intelligenze artificiali cominciò con due semplici frasi: “Sembra tu stia scrivendo una lettera. Vuoi aiuto?”». Lo scrive il magazine New York nella sua nuova temporanea sezione The Vindicated, dedicata a storie e personaggi inizialmente derisi o ignorati, ma le cui intuizioni si sono poi rivelate giuste e lungimiranti. Il protagonista del pezzo è la graffetta più famosa della storia: Clippy, l’assistente di Microsoft Word noto per il petulante aiuto che offriva agli utenti di fine anni Novanta.

La storia di Clippy nasce in realtà con Microsoft Bob, un poco conosciuto tentativo della casa di Redmond di ridisegnare il suo Windows intorno al concetto di stanze di una casa virtuale popolata da strani personaggi-aiutanti. Era il 1995, e il nuovo sistema operativo non ebbe successo, rivelandosi fallimentare. Tuttavia, il formato di file Microsoft Actor, quello degli abitanti della casa di Bob, venne riproposto alla fine del 1996 per la nuova suite di Office 97. Citando l’autore dell’articolo, con quel pacchetto software Microsoft decise di «presentare al mondo una minaccia metallica».

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Clippy aveva buone intenzioni: la sua raison d’être era aiutare i nuovi utenti a usare l’interfaccia di scrittura di Office, il famoso Word; com’è noto, chi all’epoca si azzardava a digitare “Caro” lo vedeva apparire nell’angolo della schermata, esordendo con la sua frase di auto-presentazione poi diventata celebre. Il problema che ha segnato il destino della graffetta-aiutante, come ha scritto l’ex impiegato Microsoft Chris Pratley, è che tanto Clippy aiutava i nuovi utenti nella loro prima ora di Word, quanto ostacolava chi sapeva come ottenere ciò che voleva. James Fellows, giornalista dell’Atlantic, ha detto senza mezzi termini che «dopo un miliardo di “Caro …” e altrettante apparizioni di Clippy, volevi metterti a gridare».

Eppure, nonostante l’assistente di Microsoft sia diventato una parodia tale che il suo stesso creatore sia arrivato a prenderlo apertamente in giro (negli spot di Windows Xp, dove Clippy stesso giocava sul suo essere obsoleto, al punto da intuire che “Xp” stesse per “Ex Paperclip”), Clippy ci aveva visto giusto: quindici anni prima dell’avvento di Siri e l’ondata di intelligenze artificiali che l’ha seguito, una graffetta virtuale era programmata per capire cosa voleva l’utente, e svolgere il compito automaticamente. «Lo stesso modo con cui vi rapporterete alle macchine sarà diverso», ammoniva Bill Gates al Ces del 1995. Parlava di Clippy, ma anche di ciò che è venuto dopo.

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