Hype ↓
10:13 giovedì 29 gennaio 2026
All’Haute Couture di Parigi, Schiaparelli ha fatto indossare all’attrice Teyana Taylor i gioielli rubati al Louvre Erano però una copia, ricreata per la maison dallo stilista Daniel Roseberry, che ha detto «avevo solo voglia di divertirmi un po'».
La polizia iraniana sta dando la caccia ai dispositivi Starlink nel Paese per impedire alle persone di riconnettersi a internet E, ovviamente, chiunque venga trovato in possesso di uno dispositivo Starlink viene arrestato. Sono già in 108 in carcere per questo motivo.
È stato annunciato un sequel di Dirty Dancing e a interpretare Baby, 39 anni dopo, sarà ancora Jennifer Grey Non è ancora confermato se sarà lei la protagonista del film, però. Ma secondo le prime indiscrezioni, è quasi sicuro che lo sarà.
Sedicimila dipendenti Amazon hanno scoperto di essere stati licenziati con una mail inviata per sbaglio dall’azienda È il secondo grande licenziamento deciso da Amazon, dopo quello di ottobre 2025 in cui avevano perso il lavoro 14 mila persone. Anche stavolta, c'entra l'AI.
Il video di Barbero sul no al referendum sulla giustizia è diventato più discusso del referendum stesso Il video, il fact checking, l'oscuramento hanno appassionato il pubblico molto più della futura composizione del Csm.
In Francia c’è stato un altro caso di sottomissione chimica e stavolta il colpevole è un ex senatore Per fortuna la potenziale vittima, una deputata dell'Assemblea nazionale, si è accorta di essere stata drogata prima che succedesse il peggio.
Dopo che Mamdani ha consigliato ai newyorchesi di leggere Heated Rivalry, i download del libro sono aumentati del 500 per cento Download tutti arrivati dalla rete delle biblioteche pubbliche della città, dove il libro si poteva scaricare gratuitamente.
Ikea ha annunciato che non produrrà più la borsa Frakta (quella blu da 99 centesimi) L'accessorio, passato anche sulle passerelle di Balenciaga e sui campi da tennis, sarà sostituito da un nuovo modello, in fase di progettazione.

I libri del mese

Cosa abbiamo letto a marzo in redazione.

di Studio
31 Marzo 2021

Taffy Brodesser-Akner, Fleishman a pezzi (Einaudi)
Trad. di Gianni Pannofino

Un bel romanzone da combattimento ma soprattutto da divertimento, questo Fleishman di Taffy Brodesser-Akner, già ritrattista di celebrità per il Nyt e altri giornali di punta (ricorderete forse un suo pungente ma empatico Franzen) e adesso alle prese con un altro e più esteso ritratto, ma di finzione e più medio che mai, quello di Toby Fleishman, medico quarantenne, di origine ebraico-losangelina di stanza a New York, fresco di divorzio ed entusiasta frequentatore di dating app, raccontato dalla voce di una vecchia amica conosciuta in gioventù durante un viaggio in Israele, una ex-giornalista ritiratasi nei sobborghi per fare figli e famiglia a rimpiangere la new journalist che avrebbe voluto essere (il suo modello è il

fantastico giornalista d’invenzione Archer Sylvan che una volta in Cile ha mangiato il cervello crudo di una capra appena decapitata). Consigliato fortemente a donne e uomini tra i trentacinque e i cinquanta, mentre ai più giovani le vicende raccontate potrebbero apparire, appunto, cose da vecchi, oltre che  eccessivamente cis ed eterosessuali, con ruoli estremamente definiti e tic molto maschili/femminili. Ma consigliato soprattutto agli orfani del romanzo borghese ebraico americano, a chi sente la mancanza più che di Roth (con quel Lamento di Portnoy instancabilmente citato nel risvolto), di una Versione di Barney o di un Bellow d’antan, con un protagonista più sfigato di Panofsky, ma spassoso e umano come non si incontrava da tempo. (Cristiano de Majo)

Mary Gaitskill, Questo è il piacere (Einaudi)
Trad. di Maurizia Balmelli

Breve trattato sulla ripugnante arte del mansplaining è il titolo che la nuova opera di Mary Gaitskill, Questo è il piacere, dovrebbe avere in copertina, considerando che nelle sue intensissime 85 pagine dispiega come questo tipo di comportamento venga considerato da un punto di vista esterno, quello di una donna, e da uno interno, da parte dell’uomo ora accusato di molestie sessuali a causa di tutte quelle volte che con la sua confidenza si è spinto troppo oltre. Tranquilla, ci sono io. Fidati di me. Confessati. Apriti. Soprattutto apriti in un modo che è solo mentale, non fisico, così che io ti spinga ad abbandonare qualsiasi tipo di pudore per frugarti dentro e manipolarti soltanto per il gusto di sentirmi potente. Perché è proprio questo ciò che fa Quin, editore quarantenne che non è un predatore ma è piuttosto un flâneur, un voyeur, uno schifoso, uno sfigato assoluto nonostante abbia una moglie, una figlia e un lavoro splendidi. E la particolarità – e bellezza – del prezioso libro di Gaitskill è proprio la caratterizzazione umana di Quin, articolata all’interno delle nostre dinamiche sociali, con una totale assenza di giudizio e una grande ambiguità sia da parte dell’autrice che da parte di Margot, l’amica di Quin nonché altra voce del racconto, che a volte lo biasima, altre quasi lo comprende. Un libro in cui ci sono molti discorsi sul sesso ma pochi atti sessuali, in cui non ci sono risposte facili o certe (le due narrazioni dialogano, divergono, concordano e non sono d’accordo, coprendo ogni sfumatura sul tema) tanto che in meno di 100 pagine, Gaitskill realizza un’impresa superba sullo sfondo del #MeToo, in un racconto estremamente intelligente sulle conseguenze delle azioni e su come tali azioni vengono percepite. Rendere le donne dipendenti dal suo aiuto e provocarle fino a confonderle: questo è il piacere per Quin e questo è un libro per starne alla larga. (Corinne Corci)

Filippo Tuena, Ultimo parallelo (il Saggiatore)

Che le storie di fantasmi siano narrate dagli scrittori è la norma, ma le cose si fanno più interessanti se sono le storie degli umani a essere narrate da un fantasma. In breve, queste sono le regole con cui Filippo Tuena inizia Ultimo parallelo, romanzo uscito originariamente nel 2007, di critica fortunatissima, ripubblicato dal Saggiatore nel 2021. Vi si racconta la spedizione al Polo Sud di Robert Falcon Scott, spedizione tragica e fallimentare in cui morirono tutti, o quasi, i partecipanti. Condizioni atmosferiche da spazio aperto, psicologia fragile quanto sottile, un terrore e un disagio che si percepiscono chiaramente dalla pagina. Che sia un libro straordinario l’hanno scritto in molti sia quattordici anni fa sia di nuovo adesso, ma la cosa interessante, in questa uniformità di giudizio, è la diversità delle motivazioni. Tuena in diverse interviste disse di aver scritto un libro d’avventura stevensoniano, eppure non è sbagliato vederci il contrario del classico libro d’avventura, ossia un’epica rovesciata, in cui in effetti il narratore, fantasma o essere divino, racconta di gesti che nessun umano ha potuto raccontare in vita. Il motivo per leggere Ultimo parallelo è quindi il risultato perfetto della finzione, anche fantastica, che si annoda con la non-fiction, l’avventura raccontata utilizzando di tanto in tanto le lettere (queste vere) degli esploratori che di lì a poco moriranno, la logistica delle merci, la poesia che ogni tanto compare a sostituire la prosa. Sempre in un’intervista, sentii Tuena dire che il suo libro era disseminato di “trabocchetti” per il lettore. Naturalmente questo lettore deve cadere in tutti, non evitarli, solo così funziona il meccanismo letterario di Ultimo parallelo, che è elegante e geniale: mostrare quello che nessuno ha potuto testimoniare. (Davide Coppo)

Elizabeth Hardwick, Notti insonni (Blackie Edizioni)
Trad. di Claudia Durastanti

Ci sono libri che fanno venire voglia di leggere e libri che, in più, fanno venire voglia di scrivere (maledetti!). Questo è uno di quelli. Conviene farsela passare, però, questa voglia, e continuare a leggere, perché qui, a ripercorrere la sua vita – è la più influente critica letteraria americana del secolo scorso – e i suoi ricordi sono anche le fotografie dell’atmosfera di un’epoca e di una città, New York, che ti viene voglia di rimpiangere anche se non l’hai vissuta. Il mood è quello di Una specie di solitudine di Cheever mescolato alla trilogia di Rachel Cusk, ma meno egocentrico, più lieve, decisamente votato all’osservazione dell’altro, sia esso il clima, l’arredamento, o un altro essere umano (Billie Holiday, ad esempio). Elizabeth Hardwick ha passato la vita a scrivere e a parlare di libri – faceva parte del gruppo di intellettuali che nel 1963 fondò la New York Review of Books, suo marito era il poeta premio Pulitzer Robert Lowell – e si vede. Nel 1979, a 63 anni, pubblica un oggetto che nessuno riesce a definire: saggio, lettera, memoir, romanzo. Uno strano gioiello che riemerge nel 2021, racchiuso da una prefazione di Joan Didion e una postfazione di Claudia Durastanti, che l’ha tradotto (impresa non facile, si capisce leggendo l’originale: ha un inglese tutto suo), per aiutarci a vivere un periodo altrettanto indefinito e indefinibile: Notti insonni è il libro perfetto per accompagnare i pensieri sconnessi, le poche ore di sonno, il senso di connessione col resto dell’umanità. Didion lo rinomina “meditazione su una vita”. Se questa situazione di attesa ci sta portando a meditare sulle nostre vite come mai prima, almeno facciamolo con una guida d’altissimo livello. (Clara Mazzoleni)

Candice Carty-Williams, Queenie (Einaudi)
Trad. di Maria Grazia Perugini 

È facile riconoscersi nei problemi di Queenie, la protagonista del romanzo d’esordio di Candice Carty-Williams, scrittrice britannica classe 1989. Libro dell’anno e debutto dell’anno ai British Book Awards, finalista al Women’s Prize For Fiction e al Costa First Novel Award, Queenie è la storia di una venticinquenne brillante ma molto insicura, alle prese con il suo primo lavoro da adulta nella redazione culturale di un giornale e con la separazione dal suo fidanzato. Queenie è una giovane donna nera dalle forme abbondanti, come lei stessa si definisce, perennemente in conflitto con la sua identità e in cerca di affermazione dall’esterno: è insomma una perfetta rappresentate di un una generazione di irrisolti, la stessa che i critici culturali descrivono abbarbicata sulle proprie posizioni e incapace di mediazione, ma che Carty-Williams racconta invece in tutte le sue, delicate e confuse, intersezioni. Le chat di gruppo, il profilo su OkCupid dove la maggior parte degli uomini le manda messaggi terribili, di cui a lei non resta che ridere salvo poi sentirne il peso, le mail di flirting con il collega sono infatti la controparte dei rapporti personali che Queenie intrattiene con chi la circonda, mentre cerca faticosamente di venire a capo della sua identità, tra le zie giamaicane che l’hanno cresciuta, le amiche (così diverse l’una dall’altra) che vogliono salvarla da sé stessa, i fidanzati bianchi e per di più Gemelli, le pasticcerie dell’infanzia che spariscono inghiottite dalla gentrificazione e un corpo dal quale spesso si sente tradita, ma che imparerà a riconoscere come suo. (Silvia Schirinzi)

Articoli Suggeriti
Per chi lavora nel cinema in Italia, la vita è una battaglia dopo l’altra

Attori, attrici, registi, produttori, maestranze: abbiamo parlato con chi il cinema lo fa per farci raccontare la realtà e la crisi di questa industria. Tra soldi che non ci sono e attese che non finiscono mai.

Partenze è l’addio antisentimentale di Julian Barnes alla letteratura

Quello appena pubblicato da Einaudi è l'addio dello scrittore britannico ai libri: l'ha deciso lui, e non potrebbe esserci una decisione più barnesiana di questa.

Leggi anche ↓
Per chi lavora nel cinema in Italia, la vita è una battaglia dopo l’altra

Attori, attrici, registi, produttori, maestranze: abbiamo parlato con chi il cinema lo fa per farci raccontare la realtà e la crisi di questa industria. Tra soldi che non ci sono e attese che non finiscono mai.

Partenze è l’addio antisentimentale di Julian Barnes alla letteratura

Quello appena pubblicato da Einaudi è l'addio dello scrittore britannico ai libri: l'ha deciso lui, e non potrebbe esserci una decisione più barnesiana di questa.

È stato annunciato un sequel di Dirty Dancing e a interpretare Baby, 39 anni dopo, sarà ancora Jennifer Grey

Non è ancora confermato se sarà lei la protagonista del film, però. Ma secondo le prime indiscrezioni, è quasi sicuro che lo sarà.

Sentimental Value è il film di tutti i padri che cercano di farsi accettare dalle figlie e di tutte le figlie che provano a perdonare i padri

Attraverso la storia di una famiglia di artisti, Joachim Trier racconta l'esperienza delle famiglie di tutti: l'amore, i rimorsi, il ricordo, i traumi, la casa.

Una mostra come Rejected è la prova che l’unica cosa più scandalosa della pornografia è la censura

Alla galleria Banquet di Milano, KINGS, duo composto da Daniele Innamorato e Federica Perazzoli, porta una mostra che mescola desiderio, immagini, onestà, censura, pornografia e autodeterminazione.

Per la prima volta Pitchfork ha spiegato come assegna e cosa significano i voti che dà agli album

È una guida che introduce anche gli abbonamenti al sito, che permetteranno agli utenti di aggiungere il loro voto a quello dei giornalisti.