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11:28 domenica 8 febbraio 2026
Per i vent’anni di High School Musical, Disney ha spezzettato il film in 52 video brevi e lo ha pubblicato tutto su TikTok È la prima volta che un produttore e distributore come Disney "adatta" un film per essere visto su un social.
C’è un sito in cui le AI possono affittare degli esseri umani a cui far fare tutto quello che vogliono Si chiama Rentahuman.ai, lo ha lanciato un signore di nome Liteplo, finora (per fortuna) non ha riscosso alcun successo.
Sono state pubblicate le foto della corona tutta ammaccata che i ladri hanno lasciato cadere durante il furto al Louvre Il museo ha diffuso le immagini del gioiello, danneggiato ma ancora integro, in attesa di lanciare un bando per decidere chi la restaurerà.
In realtà, il litigio tra Ghali, Comitato olimpico e ministero dello Sport va avanti da settimane Le polemiche di questi giorni sono il culmine di bisticci che vanno avanti da quando Ghali è stato scelto per partecipare alla cerimonia d'apertura.
Un articolo fatto con l’AI pubblicato da un’agenzia di viaggi ha portato dei turisti a cercare delle inesistenti terme in uno sperduto paesino in Tasmania All'improvviso, nel minuscolo paesino di Weldborough, 33 abitanti, si sono presentati decine di turisti che chiedevano come raggiungere le terme.
Da oggi Stati Uniti e Russia potranno aggiungere al loro arsenale militare tutte le testate atomiche che vogliono Sono le conseguenze del mancato rinnovo dell'accordo New START, che limitava la proliferazione delle armi nucleari.
Pieter Mulier è il nuovo Direttore creativo di Versace Diventerà ufficialmente Chief Creative Officer l'1 luglio.
La Lofi Girl di YouTube aprirà il suo primo Lofi Café in centro a Parigi Proprio come nel suo canale, diventato famosissimo durante la pandemia e attivo ancora oggi, sarà un posto dove studiare e rilassarsi insieme.

I commenti online sono la fine della scienza?

25 Settembre 2013

Popular Science è uno dei decani dell’editoria scientifica americana. Pubblicato mensilmente in oltre 45 paesi, ha anche un sito web. Qui in un discusso post odierno Suzanne LaBarre, editor del portale, ha comunicato la decisione di chiudere la sezione commenti dei nuovi articoli pubblicati.

Il punto di vista di LaBarre non è però la solita lamentela nei confronti di troll e attaccabrighe, anzi: la ragione non è che alcuni dei commentatori si rivelano spesso capaci di interventi spiacevoli (a dirla tutta, LaBarre sottolinea che la community del sito è attenta e competente), ma l’effetto che queste minoranze hanno a livello generale. «Anche una minoranza insofferente esercita abbastanza potere per distorcere la percezione della storia di un lettore», spiega. Citando studi settoriali, LaBarre continua: «se portate questi risultati alla loro logica conclusione – i commentatori formano l’opinione pubblica, l’opinione pubblica influenza le politiche, dalle politiche dipende come e se i ricercatori vengono finanziati – inizierete a capire perché abbiamo deciso di premere il tasto “off”».

Poco dopo aggiunge che «siccome le sezioni dei commenti tendono a essere un riflesso grottesco della cultura mediatica che le circonda, il lavoro cinico di screditare i fondamenti delle dottrine scientifiche oggi viene portato avanti sotto le nostre storie, all’interno di un sito devoto a perorare la causa della scienza».

Qualcuno ha posto obiezioni a LaBarre: Matthew Ingram, di GigaOm, ha definito la decisione «sbagliata e triste», citando studi che perverrebbero a conclusioni opposte rispetto a quelli menzionati da Popular Science. Altri hanno insistito su una presunta mancanza di profondità dell’analisi della giornalista. Come il sito specializzato paidContent che si chiede perché la rivista non abbia provato a sistemare il problema invece semplicemente d’aggirarlo, perdendo un importante strumento di dialogo con i propri lettori.

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