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04:32 venerdì 5 giugno 2026
La notizia di Martin Scorsese che decide di usare l’AI per disegnare gli storyboard dei suoi film non poteva essere accolta peggio Il regista ha annunciato una collaborazione con una start up AI tedesca. La reazione è stata notevolmente negativa.
ll governo tedesco ha approvato una riforma che equipara i club ai teatri e li protegge dalla speculazione immobiliare Si spera così di fermare la Clubsterben, la morte dei club, una crisi gravissima che in questi anni ha portato alla chiusura di decine di locali storici.
Il brand di skincare The Ordinary se la sta prendendo con l’assurdo marketing e i prezzi folli dei brand di skincare “Buy the ingredients, not the hype”, si intitola la nuova campagna del brand, in cui a prodotti di uso comune viene applicata la stessa maggiorazione di prezzo che si usa con gli ingredienti dei cosmetici.
Phoebe Bridgers ha organizzato un concerto a sorpresa al Madison Square Garden di New York e i biglietti costano un dollaro Il concerto è previsto per questa sera e varrà la solita regola a cui Bridgers tiene molto: niente telefoni.
Per la prima volta al mondo, una cittadina in California ha votato per impedire totalmente e permanentemente la costruzione di data center È successo a Monterey Park, dove l'86 per cento dei cittadini ha votato per vietare per sempre la costruzione di data center.
A Oxford sta per aprire la prima libreria che vende esclusivamente romantasy Si chiama Bad Girl Books e l'ha aperta Starlin Marot, che prima di diventare libraia faceva la tiktoker. La booktoker, per la precisione. Di romantasy, ovviamente.
L’ultima moda tra i miliardari è comprarsi lo scheletro di un dinosauro Vengono battuti per milioni di dollari dalle più prestigiose case d'asta del mondo e acquistati da miliardari che si sono un po' stufati delle "normali" opere d'arte.
Sempre più giovani si dedicano al solomaxxing, cioè rimanere single perché per trovare un partner servono troppo tempo e troppi soldi Essere single non per scelta sentimentale o filosofica, ma perché le relazioni hanno un costo che il reddito medio non copre più.

L’intervista a Hugh Grant è forse il momento più imbarazzante degli Oscar

13 Marzo 2023

Si potrebbe fare un test: dimmi come reagisci all’intervista di Hugh Grant e ti dirò chi sei. Chi non l’ha vista in diretta (la maggior parte delle persone: se volete recuperare tutto quello che è successo agli Oscar lo trovate qui) la incontrerà, prima o poi, sui social: è un’intervista condotta da Ashley Graham su un rumorosissimo red carpet all’attore di 62 anni, invitato alla cerimonia per il suo piccolo ruolo in Glass Onionin gara per la miglior sceneggiatura. Nelle ultime ore il breve scambio di poco più di un minuto è diventato virale a causa dell’atteggiamento scazzatissimo di Hugh Grant, un comportamento che ha acceso il dibattito tra chi difende il suo diritto a essere a disagio di fronte a una raffica di domande abbastanza idiote e chi invece lo accusa di essere stato molto maleducato.

Chi nei commenti ha definito Grant un gran cafone ha scritto cose come: «Se non volevi essere intervistato non dovevi prendere il microfono» sottolineando giustamente la professionalità di Graham, che non lascia trasparire alcuna traccia di disperazione di fronte alle esasperanti risposte dell’attore e continua a sorridere e bombardarlo di domandine come se nulla fosse. Non si scompone nemmeno quando gli chiede di chi sia il suo completo e lui risponde: «È un mio completo». «Sì, ma qualcuno l’avrà cucito, non è che te lo sei fatto da solo», risponde lei. «Sì, il mio sarto, ma non mi ricordo come si chiama», risponde lui.

Questo scambio surreale avviene poco dopo che Grant si guarda intorno perplesso definendo il baraccone degli Oscar «la fiera delle vanità» e poco prima che l’intervista si concluda con un altro sguardo imbarazzato, quando lei gli dice «grazie, è stato bello parlarti» e lui fa una faccia come per dire «sì certo, proprio bellissimo». Ovviamente c’è anche chi sta dalla parte di Grant e ha subito solidarizzato col suo disagio. Questa fazione è composta dagli introversi ma anche dai cinefili che si sono molto annoiati guardando quest’edizione degli Oscar, e sono riconoscenti nei confronti dell’attore di 62 anni per quello che è stato l’unico momento divertente della serata (assieme a quello in cui Jimmy Kimmel ha chiesto alla Premio Nobel per la pace Malala Yousafzai la sua opinione sul – mai confermato – sputo di Harry Style a Chris Pine durante la premiere di Don’t Worry Darling alla Mostra di Venezia: «Parlo solo di pace», la risposta di Yousafzai).

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