Enrico Milano, 22 mila follower su Instagram guadagnati prendendo in giro Giani, è la prova che i meme ormai sono un mestiere vero e proprio. O, quantomeno, aiutano a trovarne uno.
Diversi grandi hotel sono stati accusati di fare offerte ingannevoli e fuorvianti su Booking
L’authority inglese che si occupa di pubblicità ha scoperto che quelle convenientissime offerte non sono mai davvero così convenienti.
Le pubblicità con le offerte di alcune delle più importanti catene alberghiere a livello internazionale sono state bloccate dall’Advertising Standards Authority (ASA), l’autorità inglese dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato italiana. È emerso che banner e pubblicità varie ed eventuali che sponsorizzavano quelle offerte molto convenienti “a partire da…” non corrispondevano quasi mai a offerte che partivano effettivamente da quella cifra molto conveniente. In realtà, queste offerte molto allettanti risultavano disponibili solo per pochissime notti o in quantità talmente ridotte che usufruirne era di fatto impossibile.
La Bbc fa il punto sulla decisione dell’ASA, che ha contestato la veridicità delle pubblicità di grandi catene come Hilton, Travelodge, Accor e dello stesso portale Booking.com, “complice” sia di ospitare gli annunci in questione, sia di averne di propri che seguivano la stessa logica. Il blocco di queste pubblicità è arrivato dopo una verifica “sul campo” da parte dell’autorità, che ha testato centinaia di annunci, verificando se fosse in effetti possibile sottoscriverle al prezzo indicato. Il risultato ha provato che il prezzo reale più basso che era possibile ottenere, nella maggior parte dei casi, era ben più alto di quello pubblicizzato.
La decisione dell”authority inglese ha anche una sfumatura linguistica. Secondo l’ASA, infatti, se un’azienda usa la dicitura «tariffe a partire da …» si assume implicitamente la responsabilità di garantire che quell’offerta sia «sempre o spesso valida», ma dai test di acquisto prenotare una camera al prezzo pubblicizzato era praticamente impossibile. L’ASA ha ribadito che se solo «alcune» camere sono al prezzo indicato, o se quell’offerta è valida solo in una specifica e ristretta finestra temporale, questo deve essere chiarito per evitare che l’annuncio risulti fuorviante.
Enrico Milano, 22 mila follower su Instagram guadagnati prendendo in giro Giani, è la prova che i meme ormai sono un mestiere vero e proprio. O, quantomeno, aiutano a trovarne uno.
Il sito contiene migliaia di video e foto di violenze, oltre a consigli e tutorial su come eseguirle e nasconderle. Ma, a quanto pare, le autorità non possono chiuderlo a causa di un cavillo.
Dopo il 2016, Instagram era diventato il rifugio di chi fuggiva da un Facebook ormai invivibile. Dieci anni dopo, chi c'era allora vede muoversi gli stessi maligni meccanismi che hanno rovinato tutte le piattaforme social.
È una pratica antica ma che finora era rimasta confinata negli antri più oscuri di internet. In questi mesi, però, abbiamo assistito al suo definitivo sdoganamento: ora è una forma di comunicazione politica accettata e apprezzata. Grazie, ovviamente, a Donald Trump.
Il sorrisetto soddisfatto della sindaca di Genova a molti ha ricordato un meme famosissimo: quello della Disaster Girl, di cui Salis è involontariamente diventata la versione "adulta".