Nuova serie di cui non si sa assolutamente niente, ma questo non ha impedito alla macchina dell'hype di entrare in funzione.
Chi è l’artista che ha illustrato il processo ad Harvey Weinstein
«È arrivato su una sedia a rotelle, aveva un aspetto piuttosto trasandato», ha riferito a Yahoo Lifestyle Jane Rosenberg, l’artista che ha documentato con le sue tavole pittoriche il processo all’ex produttore cinematografico che si è tenuto a New York. Lo scorso 24 febbraio, Weinstein è stato dichiarato colpevole di violenza sessuale di primo grado e di stupro di terzo grado e proprio ieri, 11 marzo, il giudice James Burke ha emesso la sentenza definitiva a 23 anni di carcere. Ora l’ex di Miramax si presenterà a Los Angeles, dove è accusato di aver violentato una donna in un hotel nel 2013, con una pesantissima condanna da stupratore alle spalle.
«Non aveva la cravatta e la camicia era sbottonata, anche se dopo qualche ora si è allacciato il bottone superiore perché qualcuno glielo ha fatto notare», ha continuato l’artista. Come riporta Reuters, Rosenberg ha iniziato a ritrarre le fasi del processo dal 25 maggio 2018, quando Weinstein si è consegnato alla polizia. «Provo un profondo rimorso per questa situazione», ha detto Weinstein prima della sentenza rivolgendosi alla corte. «Mi dispiace davvero, userò il mio tempo provando a diventare una persona migliore». Nonostante il suo team di avvocati avesse chiesto al giudice James Burke 5 anni, e quindi il minimo della pena in virtù dell’anzianità, l’ex magnate di Tribeca ha avuto il massimo della pena ed è stato dichiarato colpevole per uno stupro avvenuto nel 2013 e per aver costretto al sesso orale un’altra donna nel 2006.




Nei giorni trascorsi dall’inizio alla fine processo, Weinstein si è sottoposto a un intervento cardiaco all’ospedale Bellevue, venendo poi trasferito a Rikers Island, dove sarebbe caduto battendo la testa, come ha riferito il suo portavoce. Ma nonostante questo aspetto apparentemente fragile, è stato estremamente rigoroso e severo mentre leggeva la sua dichiarazione, in cui esprimeva un profondo rimorso per le vittime e criticava l’aggressività nei suoi confronti del movimento #MeToo. «Mentre parlava aveva una voce forte, e non sembrava l’uomo dimesso che è apparso sui media», ha notato Rosenberg, che ha provato a restituire una simile duplicità nei suoi disegni.