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Netanyahu ha detto apertamente di aver ordinato all’IDF di occupare almeno il 70 per cento della Striscia di Gaza Questo nonostante sia formalmente in vigore un cessate il fuoco che già garantiva a Israele il controllo sul 53 per cento della Striscia.
In Toy Story 5 c’è anche Bad Bunny e si è scoperto che interpreta il personaggio Fetta di pizza con occhiali Personaggio al momento molto misterioso, di cui sappiamo solo che è una fetta di pizza, che indossa occhiali da sole e che è «estremamente cool».
C’è un tracker di voli aerei che segue solo i voli sui quali c’è qualcosa che non sta andando per il verso giusto Variazioni di altitudine, turbolenze, manovre inaspettate, rotte sbagliate: tutto quello che non vorremmo succedesse mai in volto, a portata di clic.
Il Tribeca è il primo grande festival al mondo a inserire in concorso un film fatto interamente con l’AI Dreams of Violets racconta le proteste in Iran del gennaio 2026, è costato 2 mila dollari ed è stato realizzato in tre mesi usando solo AI.
La nuova campagna di Jacquemus è un documentario su una giornata in compagnia di Pamela Anderson e dei suoi due figli Si intitola A Day With Pamela and Her Sons e ci sono i figli di Pamela Anderson che la prendono molto in giro.
C’è una proposta di legge di iniziativa popolare per tassare i grandi patrimoni anche in Italia Si tratta di un'imposta progressiva sui patrimoni superiori a 2 milioni di euro, che interesserebbe solo l'1 per cento della popolazione.
Firenze ha aumentato moltissimo le zone della città in cui è vietato aprire nuovi B&B e fare affitti brevi Nelle zone ora incluse nel blocco ci sono 67 mila abitazioni che ora non potranno essere destinate né all'uno né all'altro scopo.
Uno studio ha dimostrato che in un film è più probabile venga scelto come protagonista un uomo che si chiama Chris o un animale parlante piuttosto che una donna over 60 «Le donne sono metà della popolazione. E invecchiamo. Allora dove sono le storie su di noi?», ha commentato l'attrice Emma Thompson.

Guido Guidi in Veneto, nei non-luoghi della pianura

In Veneto 1984-89, uscito per Mack, raccoglie il lavoro del fotografo su una periferia che è insieme urbana e rurale.

08 Ottobre 2019

Meno male che c’è Mack, la giovane casa editrice londinese di arte e fotografia, a valorizzare nel panorama internazionale fotografi come Guido Guidi, trattati con meno attenzione del dovuto in Italia. Nel 2018 uscì Per strada, tre volumetti che documentano la via Emilia dalla Lombardia all’Adriatico. A giugno 2019 usciva In Sardegna, di nuovo un trittico su due viaggi separati da anni che paiono secoli, uno nel 1974, l’altro nel 2011. A ottobre 2019 è invece il turno di In Veneto 1984-89, in cui Guidi esplora il Veneto centrale, lontano dalle bellezze veneziane o palladiane, per concentrarsi sulle periferie un tempo rurali e oggi trasformate in urban sprawl cresciuti negli anni senza un indirizzo urbanistico o architettonico preciso, come crepe disordinate, o muschi o funghi, allargandosi fuori dai corpi di Padova, Vicenza, Treviso. I panorami di queste zone, una volta campagna e ora non più – eppure non ancora città – non riescono a trovare una precisa identità, e sfumano in una caratterizzazione anonima e omologata, come non-luoghi della pianura. A proposito della sua attenzione per i margini, Guidi spiegava nel 2018 ad Artribune: «Sono nato in campagna. Mi piace anche la città, ma mi è sempre piaciuto lavorare e stare fuori dal centro. Sono interessato, come ho già detto, al vernacolare. Ha intuito su questo la mia cultura in ambito architettonico, di matrice organica, che è di per sé lontana dal concetto di centralità».

Sempre in tema di viaggi e strade, Guidi partecipa anche all’importante Viaggio in Italia, curato da Luigi Ghirri nel 1984. Proprio Ghirri, anche lui pubblicato da Mack, è per Guidi un’amicizia e un’influenza, ma i due non devono essere sovrapposti: si conoscono nel 1977, si frequentano e lavorano insieme, eppure lo sguardo di Guidi rimane distaccato da quello dell’altro emiliano, mantenendosi più campagnolo, più sporco, meno concettuale. Guidi non è veneto – nasce a Cesena, nel 1941 – ma con il Veneto ha da sempre un rapporto molto stretto: studia allo Iuav di Venezia dal 1959, qui allaccia rapporti stretti con Carlo Scarpa, Bruno Zevi, Giancarlo De Carlo, Luigi Veronesi, Italo Zannier, Ignazio Gardella, poi di nuovo ci insegna. Le immagini di In Veneto 1984-89 rappresentano il suo primo lavoro interamente scattato in grande formato, con una Deardor 8X10. Il 19 ottobre inaugurerà anche una mostra (breve: rimarrà aperta no al 17 novembre) legata al libro. Si può visitare al Museo Casa Giorgione di Castelfranco Veneto.

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