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19:43 mercoledì 8 aprile 2026
L’ultimo trend nel turismo è l’extreme daytrip, cioè viaggi all’estero, con voli low cost, che durano un giorno solo e in cui si visita tutto il visitabile in 24 ore senza fermarsi mai È la gitarella in giornata portata all'estreme conseguenze. Di stress, di turistificazione e di impatto ambientale, soprattutto.
Asghar Farhadi ha scritto una lettera in cui chiede a tutto il mondo del cinema di protestare contro Stati Uniti e Israele per quello che stanno facendo in Iran «Al di là di qualsiasi convinzione o posizione, uniamoci per fermare queste azioni disumane, illegali e distruttive», ha scritto il regista.
La partecipazione di Kanye West al Wireless Festival di Londra ha causato un disastro commerciale e una crisi politica Gli sponsor hanno abbandonato il festival, il governo ha negato il visto a Ye, il festival è stato cancellato. Tutto in 48 ore.
Dopo la tregua con l’Iran si è tornati a parlare della “teoria del TACO”, cioè del fatto che Trump Always Chickens Out, Trump si tira sempre indietro Il termine, coniato dal Financial Times, si applica ad almeno dieci occasioni in cui Trump ha fatto grandi minacce per poi battere in veloce ritirata.
Le foto che gli astronauti dell’Artemis II stanno scattando alla Terra e alla Luna sono fatte con l’iPhone Degli iPhone 17 Pro Max, per la precisione. Se siete amanti della fotografia, queste le impostazioni usate dagli astronauti: obbiettivo 2,715mm, apertura f/1.9 e flash disattivato.
Gli Strokes hanno pubblicato il loro nuovo singolo, “Going Shopping”, spedendolo a 100 fan in una musicassetta E assieme alla cassetta, uno slogan che dice tutto: «In the Flesh, it’s Even Sexier». Adesso c'è solo da aspettare l'uscita del nuovo disco, Reality Awaits.
L’anteprima mondiale della nuova stagione di Euphoria sarà al Coachella È la prima volta che al Coachella si tiene una prima di film o di una serie tv. L'appuntamento è per l'ultima notte del festival, per una proiezione sotto le stelle.
Grazie al Diavolo veste Prada 2, Anna Wintour è finita per la prima volta sulla copertina di Vogue assieme alla sua alter ego Miranda Priestly, cioè Meryl Streep Per l'occasione si è fatta intervistare da Greta Gerwig, mentre l'attuale direttrice di Vogue faceva da stenografa.

Dieci anni fa gli autori di “Despacito” sarebbero stati molto più ricchi

04 Settembre 2017

È stata un’estate bellissima per Luis Fonsi e Daddy Yankee, gli autori di “Despacito”. Il pezzo reggaeton pop è stato caricato su Youtube all’inizio del 2017, ma solo qualche mese fa è effettivamente esploso, sostituendo “See You Again”, l’omaggio di Wiz Khalifa e Charlie Puth al defunto attore Paul Walker, al primo posto dei video più guardati di sempre sulla piattaforma di condivisione. Inoltre, una versione di Despacito remixata da Justin Bieber è stata la canzone più ascoltata dagli utenti di Spotify in questa estate. Secondo la Universal, l’etichetta discografica di Fonsi, “Despacito” è stata riprodotta 4,6 miliardi di volte sulle piattaforme di streaming (una cifra che tiene dentro anche i numeri di Apple Music ed altri). E considerando che ogni visualizzazione o ascolto genera profitto, con una sola hit il duo portoricano ha fatto un sacco di soldi.

Le cose potrebbero andare meglio? A quanto pare sì. Quartz prova a fare i conti in tasca a Luis Fonsi e Daddy Yankee, senza però arrivare a cifre precise (i contratti della Universal sono segreti e dipendono da alcune variabili come la popolarità e il background). Sembra strano dirlo, ma un margine di errore di qualche milione di dollari non cambia molto: il succo del discorso è che  le piattaforme di streaming, finanziate con le pubblicità e accessibili liberamente dagli utenti, polverizzano i guadagni di un artista. Almeno rispetto a quando acquistare un cd musicale era uso comune, o all’epoca, più recente, dei download a pagamento.

Per esempio, Spotify paga un musicista tra gli 0,0006 dollari e gli 0,0084 per ogni ascolto. Molto meno di iTunes ogni volta che il pezzo viene acquistato per il download (20 centesimi). Più della metà delle visualizzazioni di “Despacito” (2,7 miliardi) arrivano però da Youtube. Ciò significa che chi potrebbe essere interessato all’acquisto di una canzone preferisce ascoltarla in streaming sulla piattaforma di Google, che secondo le stime paga all’autore 0,0007 dollari ogni volta che gli utenti cliccano play.

Perché allora resta così importante essere su Youtube? La risposta di Quartz è semplice: senza Youtube “Despacito” non sarebbe stata “Despacito”. Piuttosto che pagare un dollaro e scaricarla gli utenti sarebbero semplicemente passati ad altro.

foto Getty.
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