Basteranno un centinaio di soldati a fermare le mire espansionistiche degli Stati Uniti d'America? Il rischio di scoprirlo presto, purtroppo, c'è.
Si è scoperto che a difendere la Groenlandia in caso di un attacco americano dovrebbe essere un viceammiraglio americano
Doug Perry, 58 anni, veterano della navigazione sottomarina, è l'uomo che i Paesi membri della Nato hanno scelto per proteggere l'Artico.
Spiace ricorrere sempre alle stesse frasi per descrivere la realtà, ma è impossibile trovare una frase che descriva quello che sta succedendo in Groenlandia meglio della famosissima «la situazione è grave ma non seria» di Ennio Flaiano. Dopo aver scoperto la composizione del piccolo, piccolissimo contingente militare inviato in Groenlandia da alcuni Paesi europei in risposta alle continue minacce e allusioni degli Stati Uniti, oggi scopriamo, grazie a un articolo di Giuseppe Sarcina sul Corriere della Sera, che nel caso di un attacco degli Usa alla Groenlandia il comando della difesa dell’isola toccherebbe a un vice ammiraglio americano. Doug Perry, 58 anni, veterano della navigazione sottomarina e, dal gennaio 2024, alla guida del Joint Force Command della base di Norfolk, in Virginia. Come scrive Sarcina, le operazioni militari americane nell’Atlantico, compre la “macroregione” dell’Artico, spettano a lui.
La situazione sarebbe già abbastanza surreale fermandosi qui. Ma ovviamente la realtà non si ferma qui, procede spedita lungo il sentiero dell’assurdità. Alla fine di novembre dello scorso anno, infatti, Alexus G. Grynkewich, il comandante supremo delle Forze Nato, ha affidato a Perry e ai suoi uomini anche la responsabilità di difendere la Finlandia, la Svezia e la Danimarca in caso di attacco. Prima, questa responsabilità ricadeva sul comando Nato di Brunssum, Paesi Bassi. La decisione di trasferire questa responsabilità da Brunssum a Norfolk è diventata ufficiale il 5 dicembre 2025, a quanto pare nell’entusiastica approvazione dei membri della Nato, convinti che la base di Norfolk garantisse maggiore sicurezza in fatto di copertura navale della zona. Ovviamente, vista l’escalation in Groenlandia e visto che tutti i membri dell’amministrazione Trump ripetono che l’isola è talmente strategica per gli Stati Uniti da non poter escludere di impossessarsene con la forza, ora tutti si chiedono: cosa farà Perry se le cose dovessero andare per il peggio? Dirà ai suoi soldati di combattere contro i loro compatrioti?
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