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22:14 venerdì 11 settembre 2026
Da gennaio la Svezia dà un “sussidio di rimpatrio” alle persone immigrate per andarsene via dal Paese, ma finora non lo ha richiesto praticamente nessuno Il programma è partito a inizio 2026. Finora ci hanno aderito soltanto 171 persone in tutta la Svezia. I cittadini stranieri sono più di due milioni, un quinto della popolazione totale.
C’è un videogioco in cui vivi le poche gioie e i tanti dolori di un dipendente di una piccola casa editrice indipendente Si chiama Small Press Tycoon, tutte le cose che si dicono e si vedono nel gioco fanno molto ridere perché, chi lavora nell'editoria indipendente può confermare, sono molto vere.
Secondo uno dei capi della sicurezza di Anthropic, «c’è il 10 per centro di probabilità che l’AI ci uccida tutti entro questo decennio» L'ennesimo dirigente di un'azienda AI che dice che le aziende AI stanno per far succedere qualcosa di grave. Senza che nessuno intervenga per fermarle.
Da oggi è disponibile in streaming La Superviviente, un incredibile documentario sulla donna che si inventò di essere una sopravvissuta all’11 settembre Diretto da Kike Maíllo, racconta la storia Alicia Esteve, che per sei anni finse di essere la sopravvissuta Tania Head. Finse tanto bene da diventare la presidente dell'Associazione dei sopravvissuti del World Trade Center.
Queste parole pronunciate nel 1979 da Emma Bonino sull’ipocrisia degli antiabortisti non sono mai state così attuali e così vere «Sono contro l'aborto, dicono. Però contro l'aborto clandestino nessuno faceva assolutamente niente», disse, in una storica puntata di Acquario di Maurizio Costanzo, andata in onda nel 1979 e disponibile su RaiPlay.
Che siano un record o meno poco importa, i 25 minuti di applausi per NAZA sono il momento più importante di questa Mostra del Cinema È l'unico documentario in concorso, il titolo è un acronimo militare israeliano che indica i civili che si prevede moriranno in un attacco e lo hanno realizzato due dei registi di No Other Land.
I Muse hanno dovuto cambiare nome utente su Instagram perché Muse ora è il nome del nuovo assistente AI di Meta La band è stata costretta ad abbandonare @Muse e accontentarsi di @Musetheband, perché l'AI, evidentemente, conta più della band.
Un’inchiesta di Haaretz sul 7 ottobre 2023 è valsa al giornale una querela di Benjamin Netanyahu in persona Il giornale sostiene che Netanyahu non prese alcuna iniziativa nonostante fosse stato avvertito di un imminente attentato di Hamas pochi giorni prima del 7 ottobre.

Grindr è accusata di aver venduto i dati sanitari dei suoi utenti

27 Maggio 2024

Come ha riportato anche Reuters, quasi 1300 persone si sono unite a una causa civile contro Grindr presso l’alta corte del Regno Unito. L’app di incontri è accusata di aver utilizzato in modo improprio i dati sensibili dei suoi utenti, compresi dettagli sulla loro sieropositività (per esempio: la data dell’ultimo test effettuato), quindi di aver violato le leggi sulla protezione dei dati del Regno Unito: l’accusa è aver condiviso dati sensibili con terzi per scopi commerciali senza il consenso degli utenti. Grindr, però, nega di aver venduto o condiviso per scopi pubblicitari informazioni sanitarie riportate dagli utenti. Almeno, non negli ultimi anni. Perché c’è anche un precedente: nel 2021, l’autorità norvegese per la protezione dei dati aveva inflitto a Grindr una multa di 6,5 milioni di euro per aver divulgato i dati degli utenti a terzi per scopi di marketing.

Uno degli uomini che hanno fatto causa all’app in Regno Unito ha affermato di essere stato preso di mira con annunci di terapie per l’HIV sulla piattaforma e su altri social media dopo aver inserito i suoi dati nel profilo. Secondo lo studio legale Austen Hays, che sta seguendo l’accusa, Grind sta molto probabilmente condividendo anche informazioni sull’etnia degli utenti e sul loro orientamento sessuale. Trattandosi di un’app molto utilizzata, la notizia è stata accolta con delusione e sconforto. Per le persone che hanno deciso di fare causa non si tratta solo di ricevere un risarcimento economico: la parte peggiore di questa storia è la totale perdita di fiducia in un’app che, dall’anno del suo lancio, il 2009, era stata accolta con grande entusiasmo dalla comunità gay, per come aveva facilitato la possibilità di incontrare e conoscere nuove persone senza correre troppi rischi. A quanto pare però, a essere potenzialmente pericolosi non erano gli sconosciuti da incontrare, ma l’app stessa.

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