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19:28 giovedì 12 febbraio 2026
Anna Wintour e Chloe Malle hanno fatto la loro prima intervista insieme ed è talmente strana che non si capisce se fossero serie o scherzassero L'ha pubblicata il New York Times, per discutere del futuro di Vogue. Si è finiti a parlare di microespressioni e linguaggio del corpo.
Sembra proprio che la quarta stagione di Severance sarà anche l’ultima Le riprese della terza inizieranno quest'estate: dovremmo riuscire a vederla nel 2027.
Meta ha brevettato una AI che continua a postare per te sui social anche dopo la tua morte, per evitare che i follower sentano la tua mancanza Brevetto che, però, l'azienda ha detto che non ha intenzione di usare. Almeno per il momento.
Gli agenti dell’ICE si stanno lamentando su Reddit perché non gli arriva lo stipendio e non hanno l’assicurazione Il subreddit r/ICE_ERO è diventato uno sfogatoio per gli agenti dell'ICE, che a quanto pare hanno molto da dire su retribuzione e benefit.
Su YouTube si terrà una maratona dedicata a Umberto Eco, per festeggiare la fine dei 10 anni di silenzio su di lui chiesti dallo scrittore nel suo testamento L'evento si terrà in diretta streaming sui canali YouTube della Fondazione Umberto Eco e della Fondazione Bottega Finzioni Ets, con inizio alle 12 del 18 febbraio, ora italiana.
Pur di costringerle a usare la sua app di messaggistica, il governo russo ha improvvisamente impedito l’accesso a Whatsapp a 100 milioni di persone Tutto pur di costringere i russi a iscriversi a Max, una app molto simile a Whatsapp ma controllata dal governo stesso, ovviamente.
Google ha emesso un’obbligazione che gli investitori potranno incassare tra 100 anni, se saranno ancora vivi A quanto pare, era l'unica maniera di trovare tutti i soldi che l'azienda vuole investire nello sviluppo dell'intelligenza artificiale.
Il Partito Liberale Democratico di Sanae Takaichi ha preso così tanti voti che non ha abbastanza deputati per occupare tutti i seggi vinti, quindi ne ha dovuti “regalare” un po’ agli altri partiti La vittoria è stata così larga che a un certo punto si sono accorti che non avevano più deputati da mandare alla Camera.

In Giappone c’è una mascotte per combattere il Coronavirus

18 Aprile 2020

Hello Kitty è famosa in tutto il mondo, ma ci sono molte altre creature illustrate che popolano la vita quotidiana dei cittadini giapponesi, anche se noi non le conosciamo. Piccoli sacchi di immondizia viventi che esortano i cittadini a non lasciare in giro i rifiuti, tsunami simpatici che avvertono i residenti di allontanarsi dalle coste pericolose. Ogni prefettura ha la sua cheerleader, solitamente una personificazione stravagante di un piatto regionale o di un’attrazione turistica. E poi c’è l’ufficio nazionale di informazione sulla quarantena, che fornisce consulenza sulle procedure doganali. «Alla fine del 2019, con tempismo inquietante», racconta Matt Alt sul New Yorker, «ha debuttato la prima mascotte ufficiale di quarantena al mondo».

Amabié (si chiama così) non è una novità, anzi: ha origini antichissime. La sua immagine è apparsa per la prima volta in una primordiale forma di giornale giapponese noto come kawaraban, nel 1846. È una creatura a tre zampe simile a una sirena coperta di squame, con la testa di un uccello sormontata da lucenti ciocche di capelli. L’articolo che accompagna l’illustrazione descrive la scoperta di Amabié, da parte di un ufficiale che lo trovò al largo della costa di Kyushu, dopo essere stato mandato in mare per indagare su una strana luce. La creatura gli disse il suo nome e profetizzò un buon raccolto. «Se dovesse arrivare un’epidemia», si dice che abbia pronunciato, «disegnami e mostrami al tuo popolo». E poi scomparve sotto le onde.

Alla fine di febbraio 2020, un artista manga di nome Hide Shigeoka ha twittato un’illustrazione della creatura con la didascalia: “Una nuova contromisura al Coronavirus”, aggiungendo l’hashtag #amabie. Altri artisti hanno contribuito con i loro ritratti. All’inizio di marzo, molti di questi Amabié sono stati ritwittati decine di migliaia di volte, anche da nuovi fan fuori dal Giappone. La direttiva di Amabié di condividere il suo disegno in caso di epidemia ha assunto un nuovo significato nell’era dei social media e del Coronavirus.

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