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13:24 domenica 15 marzo 2026
Due episodi di Doctor Who degli anni ’60 che si pensava fossero andati perduti sono stati ritrovati in uno scatolone nella casa di un collezionista Si tratta, tra l'altro, di due puntate molto importanti perché raccontano la storia dei Dalek, i villain più famosi dell'universo di Doctor Who.
Kim Jong-un e sua figlia vestiti uguali che sparano assieme al poligono di tiro sono la più surreale immagine di genitorialità mai vista La giovane Kim Ju Ae, erede designata del Supremo leader, ha mostrato le sue doti balistiche in una splendida giornata padre-figlia al poligono.
Degli scrittori hanno creato un logo da apporre sui libri per far sapere ai lettori che sono scritti da un umano e non dall’AI La Society of Authors chiede a tutti gli editori di appore il logo "Human Authored" sulla quarta di copertina dei libri, per salvare l'editoria dall'AI.
I Fugazi hanno pubblicato un album “scartato” che avevano registrato trent’anni fa con Steve Albini È la prima versione dell'album che è poi diventato In on the Kill Taker. Tutti i proventi andranno all'ente benefico fondato da Albini, Letters Charity.
Dopo quasi un millennio, l’Inghilterra si è decisa ad abolire definitivamente i seggi ereditari della Camera dei Lord Ne erano rimasti 92, che il governo laburista ha cancellato. Concedendo ad alcuni Lord, però, di diventare parlamentari a vita.
I protagonisti di The Voice of Hind Rajab, candidato all’Oscar per il Miglior film internazionale, non saranno alla cerimonia perché gli Usa vietano l’ingresso ai cittadini palestinesi Ad annunciarlo sono stati gli attori e le attrici del film, con una dichiarazione congiunta pubblicata sui loro profili social.
È stato annunciato il sequel di KPop Demon Hunters ma i registi hanno già detto che ci sarà molto da aspettare prima di vederlo Maggie Kang e Chris Appelhans hanno messo le mani avanti e avvisato i fan: i tempi di lavorazione saranno lunghi, molto lunghi.
La nuova Guida suprema dell’Iran ha detto di aver scoperto di essere la nuova Guida suprema dell’Iran guardando la tv Lo ha fatto nel suo primo messaggio alla nazione, letto da un annunciatore sui canali della tv di Stato. Per il momento, il nuovo ayatollah ancora non si è fatto vedere in pubblico.

George Widener

22 Marzo 2019

George Widener ha 51 anni ed è affetto da Sindrome di Asperger, un disturbo della personalità imparentato con l’autismo. In tempi politicamente meno corretti alcune persone colpite da questa sindrome venivano chiamate idiots savants, idioti sapienti, poiché presentavano una o più capacità prodigiose accompagnate a una certa difficoltà nell’esecuzione di compiti semplici. Widener è una di loro. Può passare un intero pomeriggio ciondolandosi seduto sul bordo del proprio letto ma a chi domanda il giorno della settimana in cui cadeva la terza defenestrazione di Praga (23 maggio 1618) risponde senza esitazioni: «Era un mercoledì». Non lo ha studiato, lo ha calcolato lì per lì. Quello che a una persona nella media porterebbe via un paio di minuti, persino con una calcolatrice alla mano – ammesso che conosca il procedimento corretto – per lui è un no brainer. Tre anni fa il suo cervello ha battuto in una gara di velocità un ex ingegnere della NASA armato di un laptop caricato ad algoritmi.

Fin dall’infanzia Widener ha sviluppato un rapporto intimo con le date. Praticamente – dice – non calcola, vede. È in grado di affermare su due piedi che giorno della settimana sarà il 9 settembre 9999 o era il 7 luglio 777,  memorizzare fatti con una precisione impressionante e ricostruire ricorrenze e analogie tra date ed eventi distanti secoli tra loro. Il caos della Storia per lui è una stanza ordinata in sette cassetti: lunedì, martedì, mercoledì, giovedì, venerdì, sabato, domenica. In quest’ultima sconsiglia di volare: molti incidenti. Il venerdì non è un buon giorno in generale: frequenza di catastrofi.

Widener è nato a Cincinnati in Ohio, secondo figlio di una coppia disastrata degli Appalachi: il padre muore giovane, la madre è un’alcolizzata con cinque figli avuti da cinque uomini diversi. La nonna – ha ricordato lui stesso in un’intervista – è stata la prima a intuire l’attrazione di George per i calendari: a 6 anni amava già combinarne le date secondo criteri di affinità numerica o coincidenze storiche. Purtroppo, per lungo tempo sua nonna è stata anche l’unica persona ad apprezzare e comprendere le peculiarità di questo talento e così, con gli anni, lo scollamento tra il caos del mondo esteriore e il suo bisogno interiore di trovare un ordine ha scavato una voragine, rendendo Widener pressoché disabile per tutta la gioventù. Un documentario della BBC di pochi anni fa ce lo mostra a Time Square, di fronte al billboard su cui scorrono gli indici del Nasdaq. È l’immagine di una persona che sta soffrendo, sopraffatta dalla sua stessa pressione compulsiva. La rapidità e la quantità di quei numeri sono troppo anche per lui, non ne regge il passo e tuttavia la necessità di sminuzzarli lo segue come un’ombra. È una sequenza che riassume tutta la prima parte della sua vita.

Per la maggior parte del tempo GW non riesce a pensare ad altro che a cifre e date, così maniacalmente e intensamente che spesso gli è impossibile fare qualsiasi altra cosa. È la vecchia storia del talento che si trasforma in una maledizione. Tra i 25 e i 40 anni vagabonda, per l’America prima e l’Europa poi, sopravvivendo come può tra lavori saltuari ed elemosine. Di giorno frequenta le biblioteche e manda a memoria nozioni scovando curiose correlazioni tra eventi storici legati da fili logici invisibili a chiunque non abiti nella sua testa, mentre di notte dorme per strada o in rifugi per senzatetto. Quando ritorna a Cincinnati per tutti è un pazzo su cui pesa una frettolosa e incompetente diagnosi di anni prima. Dice “schizofrenia” e lo porta a isolarsi sempre di più nel suo mondo di calendari. Il 2000 è la data che gli cambia la vita. Uno psicologo si interessa al suo caso: il paziente non è schizofrenico ma “soltanto” affetto da sindrome di Asperger. Widener smette di sentirsi un reietto pericoloso per sé e per gli altri e inizia a definirsi con orgoglio un “high functioning calendar savant“. Un giorno, nel 2006, incontra Kim Peek, un autistico in grado di leggere due libri contemporaneamente e ricordarli a memoria parola per parola ma incapace di vestirsi senza l’aiuto di un’altra persona. È la persona che ha ispirato il personaggio di Dustin Hoffman in Rain Man. Da quel momento Widener capisce di fare parte di una tradizione di maghi del sapere e fa una cosa che non aveva mai fatto prima: mostra a qualcuno i suoi disegni. Sono anni che ne realizza su fazzoletti di diner e bar che poi incolla gli uni agli altri per ottenere una tela completa.

Domenica scorsa sono stato all’Hamburger Banhof, un importante museo di arte contemporanea di Berlino. È la quarta volta che lo visito in anni diversi ma era soltanto la prima per la persona che era con me. Così abbiamo ripercorso insieme gli spazi dedicati alla collezione Marx, che raccoglie monumentali lavori di Beuys, Warhol, Twombly, Kiefer e Rauschenberg fino alle mostre in corso dei due Martin: Kippenberg e Honert. Alla fine abbiamo salito le scale alla sinistra dell’uscita e ci siamo trovati di fronte a una sala piena di quelli che da lontano parevano antichi papiri su cui convivevano tutti i media e i registri grafici immaginabili: dagli stampi allo stencil, dalla scrittura cuneiforme fino ai caratteri digitali, e poi mappe di megalopoli immaginarie e planimetrie estremamente dettagliate di mezzi di trasporto realmente esistiti, navi e aerei. I minuscoli caratteri cuneiformi però non erano caratteri. In realtà erano numeri e date. Gli stencil non erano serigrafati, i caratteri digitali non erano stampati. In realtà erano disegnati. Tutto era insieme arcaico e futuristico. Sembrava il compendio visivo, naif ed estremamente dettagliato allo stesso tempo, di una civiltà sul punto di essere assorbita da una intelligenza superiore. In realtà era la prima mostra personale di George Widener al di fuori dagli Stati Uniti.

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