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Un articolo fatto con l’AI pubblicato da un’agenzia di viaggi ha portato dei turisti a cercare delle inesistenti terme in uno sperduto paesino in Tasmania All'improvviso, nel minuscolo paesino di Weldborough, 33 abitanti, si sono presentati decine di turisti che chiedevano come raggiungere le terme.
Da oggi Stati Uniti e Russia potranno aggiungere al loro arsenale militare tutte le testate atomiche che vogliono Sono le conseguenze del mancato rinnovo dell'accordo New START, che limitava la proliferazione delle armi nucleari.
Pieter Mulier è il nuovo Direttore creativo di Versace Diventerà ufficialmente Chief Creative Officer l'1 luglio.
La Lofi Girl di YouTube aprirà il suo primo Lofi Café in centro a Parigi Proprio come nel suo canale, diventato famosissimo durante la pandemia e attivo ancora oggi, sarà un posto dove studiare e rilassarsi insieme.
Negli Epstein Files Donald Trump viene citato più volte di Harry Potter nella saga di Harry Potter 38 mila volte, per la precisione. Il conteggio lo ha fatto il New York Times, per dimostrare quanto solido fosse il rapporto tra Trump ed Epstein.
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Tra le centinaia di giornalisti licenziati improvvisamente dal Washington Post ce n’è una che lo ha scoperto mentre lavorava per il giornale in una zona di guerra La corrispondente Lizzie Johnson ha scoperto di essere rimasta senza lavoro mentre scriveva dal fronte ucraino, al freddo e senza corrente.
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Che ne sappiamo noi dei ragazzi

I boomer sono ormai meme, della Gen X ci siamo dimenticati, i Millennial fanno i genitori e degli Zoomer abbiamo analizzato ogni dettaglio. Ma degli adolescenti di oggi cosa sappiamo? Nel nuovo numero di Rivista Studio abbiamo provato a scoprirlo.

di Studio
14 Giugno 2024

Non facciamo altro che parlare di generazioni. Non esiste forse un’espressione recente più fortunata e virale di “Ok, Boomer”. Continuamente incrociamo articoli, specie sui media inglesi e americani, che ci dicono cosa fanno i Millennial e, adesso soprattutto, come sta la Generazione Z. Spesso anche confondendo i piani. “Boomer”, per esempio, è diventata un’espressione passe-partout che non identifica esattamente i Baby Boomer (cioè i nati tra il 1948 e il 1964), ma un po’ a caso tutti quelli che hanno superato la soglia dei quaranta, dimenticandosi che esiste anche la Generazione X (i nati tra il 1965 e il 1980). I Millennial sono diventati genitori e capi d’azienda, ma li trattiamo ancora come se fossero i ragazzi della situazione. Dei Gen Z abbiamo scoperto, quasi con terrore, che ormai sono diventati grandi anche loro e stanno facendo il loro ingresso nel mondo del lavoro e nella vita adulta. La Generazione Alfa (i nati tra il 2010 e il 2024) nessuno sa bene cosa sia, se non che stanno sempre attaccati ai telefoni.

L’idea del numero appena uscito è partita proprio da qui. Ci siamo chiesti: chi sono oggi quelli che convenzionalmente chiamiamo adolescenti e come stanno? Alcuni di noi ne hanno esperienza diretta perché sono padri o madri (ma è un’esperienza troppo soggettiva), altri semplicemente li incrociano per strada. Sappiamo (forse) che musica ascoltano e i social che preferiscono (TikTok, certo), ma che idee iniziano ad avere sul mondo? E in quali valori credono? Non è esattamente una generazione, ma più un’età, quella che va dai 13 ai 17 anni (e che quindi oggi si trova a cavallo tra gli ultimi della Gen Z e i primi di quella Alfa). Un’età che nel corso del tempo è stata raccontata, filmata, mitizzata (dal Giovane Holden a Stand By Me) e che per i ragazzi di oggi si è trovata già ad affrontare due traumi enormi come la pandemia del 2019-21 e gli effetti reali e psicologici del cambiamento climatico, che si sono aggiunti a un cambiamento antropologico particolarmente violento come quello portato dalla tecnologia: nessun bambino fino a questo momento era cresciuto con in mano un dispositivo attaccato a internet sin dalla più tenera età. Con effetti che ancora non conosciamo, ma di cui si inizia a parlare, come dimostrato da uno degli articoli più virali degli ultimi mesi, quello di Jonathan Haidt sull’Atlantic, estratto dal suo libro The Anxious Generation (di cui parla Clara Mazzoleni in un articolo di questo numero), che sostiene si stia verificando un cambiamento a livello neurologico e organico dovuto proprio all’uso precoce di internet e social.

Che sia così o meno, non possiamo ancora saperlo. Ma ci è venuta voglia di conoscerli meglio, questi ragazzi. Li abbiamo fotografati. Li abbiamo ascoltati. Abbiamo raccolto storie, tendenze, mode e fenomeni che li riguardano. Cercando di tracciare un ritratto collettivo il più possibile fedele dell’età minore.

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