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19:28 giovedì 3 settembre 2026
Una delle cose più belle scritte da Gloria Steinem è un capitolo del suo memoir in cui racconta che divenne femminista grazie a sua madre, che femminista non aveva mai potuto essere Un testo che si può leggere gratuitamente sul sito del Guardian, uno dei tantissimi lasciti della giornalista, scrittrice e attivista.
Se un adolescente vi dovesse dare del “poliestere”, sappiate che vi sta insultando pesantemente Polyester è il nuovo improperio preferito dei ragazzini: si usa per le persone che conducono una vita "finta" e superficiale. Ma anche per chi fa video brutti.
Tom Hardy ha pubblicato un album rap e la cosa sorprendente è che non è per niente male Si intitola Czarface Meets Frankie Pulitzer: quindici tracce con Inspectah Deck dei Wu-Tang Clan e 7L & Esoteric, più Busta Rhymes, Method Man ed El-P.
Putin ha deciso che da ora in poi le aziende che non sanno difendersi dagli attacchi dei droni ucraini verranno nazionalizzate E sarà lui (ovviamente) a decidere chi gestirà l'azienda, e come, dopo l'avvenuta nazionalizzazione.
Per contrastare la denatalità, il governo di Singapore darà ai genitori 50 mila euro a figlio Si comincia con 10 mila dollari di Singapore alla nascita, poi ne arrivano 2 mila ogni anno dal primo compleanno fino ai sedici, poi altri sussidi: in totale quasi 70 mila dollari di Singapore per bambino, distribuiti fino ai diciassette anni.
Nel 2028 arriverà finalmente il sequel di Priscilla, regina del deserto Lo ha detto Guy Pearce, uno dei protagonisti. E le scene con il compianto Terence Stamp sono già state girate tutte.
Il nuovo report dell’Onu sulla crisi climatica dice sostanzialmente due cose: sta andando tutto molto male e andrà tutto sempre peggio Non solo non riusciremo a tenere l'aumento della temperatura sotto gli 1,5 gradi di media, ma entro la fine del secolo rischiamo che l'aumento tocchi i 3 gradi.
La nuova campagna di Valentino si chiama Interferenze ed è scattata in un ex centrale elettrica romana convertita in museo La campagna è stata scattata da Glen Luchford nella Centrale Montemartini di Roma, ex centrale elettrica convertita in museo nel 1997.

Perché alcune persone stanno meglio da sole di altre

06 Settembre 2016

Quando viene rifiutato sentimentalmente o evitato socialmente, lo stress generato in un essere umano “standard” non ha nulla da invidiare a un dolore fisico: in un test condotto all’ateneo Ucla su alcuni studenti universitari impegnati a giocare a un videogame che prevedeva la possibilità di venire messi in disparte, si è scoperto che le zone del cervello “allertate” dalla solitudine sono le stesse che reagiscono al male fisico. È così per molti – certamente la maggioranza delle persone – ma non per tutti.

Secondo John Cacioppo, neuroscienziato dell’Università di Chicago, il senso di solitudine è parte integrante della nostra evoluzione, qualcosa di accostabile alla fame: «Quando sei affamato, sei più focalizzato sul trovare il cibo. Pensiamo che la solitudine sia uno stato di avversione che ti motiva a creare nuove connessioni sociali», ha detto il ricercatore al Washington Post. In buona sostanza, in un’epoca risalente a migliaia di anni fa la sensazione di malessere derivante dallo stare da soli aveva un fine: spingendo l’individuo alle interazioni sociali, aumentava tanto le probabilità di sopravvivenza quanto quelle di riproduzione. Nella contemporaneità, ovviamente, la motivazione di questi accorgimenti biologici sono venuti meno, e lo stesso Cacioppo ha dimostrato i legami tra solitudine e insorgenza di alcune malattie.

Israeli Army Evacuate Synagogue On First Day Of Disengagement

Se la solitudine è parte del nostro corredo genetico, tuttavia, allora può anche essere definita ereditaria, e il fatto che ci renda più o meno infelici dipenderebbe, secondo i più recenti studi, da un gene recettore dell’ossitocina (è l’ormone che regola l’istinto della cura materna): Luc Goosens a Lovanio, in Belgio, ha scoperto che chi presenta il gene più comune, il GG, è più empatico ma anche più sensibile al rifiuto e, quindi, più vittima di tristezza quando viene lasciato a sé stesso. Viceversa chi ha il genotipo AA, che si trova in circa il 15% della popolazione, accusa molto meno stress e malessere fisico. E anche questo ha una precisa spiegazione di ascendenza paleolitica: secondo Cacioppo e Goosens al tempo c’era bisogno di fare gruppo, certo, ma anche di avventurieri solitari disposti a conquistare un mondo ostile.

Immagini: in testata una campagna del Macmillan Cancer Support alla stazione di Paddington, Londra, nel 2015; nel testo un soldato israeliano nella striscia di Gaza nel 2005 (Leon Neal, Marco Di Lauro/Getty Images)
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