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19:39 lunedì 24 agosto 2026
Un tizio ha creato una mappa di tutti i musei più strani e di nicchia del mondo Volete sapere dov'è che si trova il museo delle pompe di benzina, quello delle archeoplastiche o degli spazzacamini? Questo è lo strumento che fa per voi. E sì, questi musei esistono tutti e si trovano tutti in Italia.
Tra i film in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia si è aggiunto all’ultimo NAZA, il nuovo documentario dei registi di No Other Land Yuval Abraham e Rachel Szor Prodotto (tra gli altri) dal Guardian e dal Guardian, e il titolo è l'acronimo con cui l'intelligence israeliana conta i civili palestinesi che muoiono nei raid.
C’è un film d’animazione così brutto che sta diventando campione d’incassi perché le persone vanno a vederlo per accertarsi che sia davvero così brutto Niu Lai è il film del momento in Cina, prodotto dell'ingegno di una madre e un figlio senza nessuna esperienza e formazione in cinema d'animazione. E si vede.
Le donne iraniane si stanno togliendo il velo e stavolta il regime è troppo impegnato nella guerra con gli Usa per farci qualcosa La repressione non si ferma, ma ormai le donne che semplicemente rifiutano di mettere l'hijab sono troppe per perseguirle e condannarle tutte.
A Jeff VanderMeer è piaciuta moltissimo la copertina della traduzione italiana del suo ultimo romanzo, Absolution Così tanto che le ha dedicato un post su Instagram, definendo «just stunning» il lavoro di Einaudi e di Lorenzo Ceccotti.
In tutta Europa la vendemmia non è mai iniziata così presto (e sì, anche in questo caso c’entra la crisi climatica) In Sicilia, Franciacorta, Trentino, Toscana, Borgogna, Champagne, Portogallo, Spagna. Si è iniziata la raccolta già a luglio, in alcuni casi.
Grazie al successo dell’Odissea di Nolan, il Met di New York ha deciso di esporre al pubblico la più antica “copia” esistente dell’Odissea di Omero Un papiro risalente all'Egitto tolemaico, che contiene tre versi assenti nella versione canonica dell'opera.
Quattro anni dopo Aftersun, la regista Charlotte Wells ha finalmente annunciato il suo nuovo film Verrà presentato a settembre al New York Film Festival, è un corto che racconta la vita della leggendaria batterista Paula Spiro.

Perché alcune persone stanno meglio da sole di altre

06 Settembre 2016

Quando viene rifiutato sentimentalmente o evitato socialmente, lo stress generato in un essere umano “standard” non ha nulla da invidiare a un dolore fisico: in un test condotto all’ateneo Ucla su alcuni studenti universitari impegnati a giocare a un videogame che prevedeva la possibilità di venire messi in disparte, si è scoperto che le zone del cervello “allertate” dalla solitudine sono le stesse che reagiscono al male fisico. È così per molti – certamente la maggioranza delle persone – ma non per tutti.

Secondo John Cacioppo, neuroscienziato dell’Università di Chicago, il senso di solitudine è parte integrante della nostra evoluzione, qualcosa di accostabile alla fame: «Quando sei affamato, sei più focalizzato sul trovare il cibo. Pensiamo che la solitudine sia uno stato di avversione che ti motiva a creare nuove connessioni sociali», ha detto il ricercatore al Washington Post. In buona sostanza, in un’epoca risalente a migliaia di anni fa la sensazione di malessere derivante dallo stare da soli aveva un fine: spingendo l’individuo alle interazioni sociali, aumentava tanto le probabilità di sopravvivenza quanto quelle di riproduzione. Nella contemporaneità, ovviamente, la motivazione di questi accorgimenti biologici sono venuti meno, e lo stesso Cacioppo ha dimostrato i legami tra solitudine e insorgenza di alcune malattie.

Israeli Army Evacuate Synagogue On First Day Of Disengagement

Se la solitudine è parte del nostro corredo genetico, tuttavia, allora può anche essere definita ereditaria, e il fatto che ci renda più o meno infelici dipenderebbe, secondo i più recenti studi, da un gene recettore dell’ossitocina (è l’ormone che regola l’istinto della cura materna): Luc Goosens a Lovanio, in Belgio, ha scoperto che chi presenta il gene più comune, il GG, è più empatico ma anche più sensibile al rifiuto e, quindi, più vittima di tristezza quando viene lasciato a sé stesso. Viceversa chi ha il genotipo AA, che si trova in circa il 15% della popolazione, accusa molto meno stress e malessere fisico. E anche questo ha una precisa spiegazione di ascendenza paleolitica: secondo Cacioppo e Goosens al tempo c’era bisogno di fare gruppo, certo, ma anche di avventurieri solitari disposti a conquistare un mondo ostile.

Immagini: in testata una campagna del Macmillan Cancer Support alla stazione di Paddington, Londra, nel 2015; nel testo un soldato israeliano nella striscia di Gaza nel 2005 (Leon Neal, Marco Di Lauro/Getty Images)
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