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Google ha emesso un’obbligazione che gli investitori potranno incassare tra 100 anni, se saranno ancora vivi A quanto pare, era l'unica maniera di trovare tutti i soldi che l'azienda vuole investire nello sviluppo dell'intelligenza artificiale.
Il Partito Liberale Democratico di Sanae Takaichi ha preso così tanti voti che non ha abbastanza deputati per occupare tutti i seggi vinti, quindi ne ha dovuti “regalare” un po’ agli altri partiti La vittoria è stata così larga che a un certo punto si sono accorti che non avevano più deputati da mandare alla Camera.
Alla Tate Modern di Londra sta per aprire la più grande mostra mai dedicata a Tracey Emin Concepita in stretta collaborazione con l’artista, A Second Life ripercorre 40 di carriera e riunisce più di 90 opere, alcune mai esposte prima.
C’è una nuova piattaforma streaming su cui vedere centinaia di classici, legalmente, gratuitamente e senza pubblicità Si chiama WikiFlix e riunisce più di 4000 lungometraggi, cartoni animati e cortometraggi, sia famosissimi che sconosciuti.
Trump ha fatto rimuovere la bandiera Lgbtq+ dal monumento di Stonewall, il luogo in cui è nato il movimento Lgtbtq+ Il governo ha poi spiegato che le uniche bandiere consentite nei pubblici monumenti sono quelle che «esprimono la posizione ufficiale» del governo.
La pergamena lunga 36 metri sulla quale Jack Kerouac scrisse la prima stesura di Sulla strada andrà all’asta La basa d'asta è fissata a due milioni e mezzo di dollari, per un oggetto diventato quasi leggendario tra gli appassionati di letteratura americana.
Per addestrare la sua intelligenza artificiale, l’azienda Anthropic avrebbe comprato, scansionato e poi distrutto due milioni di libri usati L'azienda avrebbe approfittato di un cavillo legale e sostiene di avere tutto il diritto di usare in questa maniera libri che ha regolarmente acquistato.
Maison Margiela ha reso disponibile il suo intero archivio, per tutti, gratuitamente, su Dropbox L'iniziativa fa parte del progetto MaisonMargiela/folders, che porterà il brand in Cina con 4 mostre, e una sfilata programmata ad aprile.

Quali film rappresentano meglio le città più importanti del mondo?

17 Settembre 2019

Viene in mente una frase di Robert Bresson scorrendo la mappa che Yardbarker ha tracciato del mondo: ogni grande città attraverso il film che meglio l’ha rappresentata. «Rendere visibile quello che, senza di voi, forse non potrebbe mai essere visto». Come la Fontana di Trevi, l’Empire State Building e i cieli sopra Berlino: luoghi, angoli e monumenti che attraverso la forza della cinepresa hanno espresso tutto il loro potenziale.

In America
New York, New York. Nessuna città americana è mai stata così tanto celebrata (e denigrata) dal cinema. Set che ha dato vita ad amori e disamori, rapine e invasioni extraterrestri. Il film che, però, più di tutti è riuscito a catturarne è, secondo quest’elenco, Do the Right Thing, con cui Spike Lee ha raccontato l’esplosione delle tensioni razziali nella periferia di Brooklyn. Con le tinte noir di Chinatown, Roman Polanski ha invece il merito di aver dato voce alle insidie di Los Angeles, tra corruzione e nasi rotti (quello di Jack Nicholson, in primis). 

Difficile camminare per Chicago, la «windy city», senza intonare Aretha Franklin come nella commedia musicale The Blues Brother (menzione speciale per The Untouchables di Brian De Palma), o a Detroit, dimenticandosi dello squallore ritratto da Paul Schrader in Blue Collar. Miami, dal caos del litorale al suo centro cosmopolita, è tutta contenuta in Miami Blues, storia di un sociopatico e talentuoso Alec Baldwin che rispolvera le problematiche occultate sotto al tappeto dai fasti più recenti. A evidenziare il clima concitato di Washington D.C. in pieno scandalo Watergate è invece All the President’s Men di Alan J. Pakula, mentre con Casinò e la sua epica della violenza, Martin Scorsese trasporta il pubblico nei ritmi di veglia irregolari di Las Vegas.

Frame tratto da Do The Right Thing di Spike Lee, New York 1989.

Frame dal set di The Blues Brothers di John Landis, Chicago 1980.

Nel mondo
Non solo America. Dai sobborghi bui di Londra in Night and the City di Jules Dassin sino alle storie dei due angeli protagonisti de Il cielo sopra Berlino di Wim Wenders, al documentarismo di City of Gods e alle sue favelas brasiliane, l’itinerario di Yardbarker continua tra le pellicole del nuovo e vecchio millennio. Per ripercorrere le tappe parigine in cui il turbolento Antoine faceva «il diavolo a quattro» ne I quattrocento colpi di Truffaut, e rivivere con il giovane le inquietudini dell’adolescenza; visitare Tokyo attraverso lo sguardo di Yasujirō Ozu guardandoTokyo Story, che stando alla classifica vince su Godzilla e Lost in Translation per la discrezione delicata della sua messa in scena, «tesa a dirci che tanto un giorno ci ritroveremo tutti anziani, a guardare il fiume mentre scorre».

Chi meglio di Casablanca con «suonala ancora, Sam!», potrebbe raccontare la città portuale marocchina? Nessuno, probabilmente. Come la Barcellona dipinta da Pedro Almodóvar in Todo sobre mi madre. Nello sguardo sferzante della “sora Pina” è poi rinchiusa tutta Roma: le scale dei suoi palazzi, le agitazioni, i pianti. Perché Roma città aperta di Roberto Rossellini è solo un’altra tappa del viaggio, come The Third Man di Carol Reed ambientato a Vienna. Un itinerario per cui non servono biglietti, ma una fornita cineteca.

Una delle scene più simboliche de Il cielo sopra Berlino di Wim Wenders, Berlino 1987.

Barcellona sotto la pioggia in Todo sobre mi madre di Pedro Almodóvar, Barcellona 1999.

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