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Sull’isola di Epstein c’era un Pokestop di Pokemon Go ma non si sa chi è stato a metterlo lì E probabilmente non lo sapremo mai, visto che lo sviluppatore del gioco Niantic nel frattempo lo ha rimosso.
Alla Berlinale, il Presidente della giuria Wim Wenders è stato criticatissimo per aver detto che «il cinema deve stare lontano dalla politica» Lo ha detto durante la conferenza stampa di presentazione del festival, rispondendo a una domanda su Israele e Palestina.
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Per il suo centenario, E/O ripubblicherà tutta l’opera di Christa Wolf con le copertine degli anni Ottanta Si comincia il 9 aprile con la riedizione di Cassandra.
James Blake presenterà il suo nuovo disco con una listening session gratuita in Triennale Milano Trying Times, questo il titolo del disco, esce il 13 marzo. Con questo evento in Triennale, Blake lo presenta per la prima volta al pubblico.
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Le cure per il cancro sono costate così tanto che la famiglia di James Van Der Beek è rimasta senza risparmi ed è stata costretta a lanciare una raccolta fondi In nemmeno due giorni, 42 mila persone hanno fatto una donazione e sono stati raccolti più di 2 milioni di dollari.
Anna Wintour e Chloe Malle hanno fatto la loro prima intervista insieme ed è talmente strana che non si capisce se fossero serie o scherzassero L'ha pubblicata il New York Times, per discutere del futuro di Vogue. Si è finiti a parlare di microespressioni e linguaggio del corpo.

Un’inquietante “pubblicità” dell’Fbi spiega come sopravvivere a una sparatoria di massa

11 Maggio 2023

In questi giorni sui social sta girando moltissimo un video diffuso due anni fa dall’Fbi: si intitola Run. Hide. Fight e, nelle intenzioni del governo americano e della polizia federale, dovrebbe aiutare i cittadini a sopravvivere a una sparatoria di massa. Il video è tornato d’attualità dopo la morte di otto persone in un centro commerciale di Dallas, in Texas. A ucciderle è stato l’estremista di destra Mauricio Garcia, ucciso poi dalla polizia durante uno scontro a fuoco. Commentando l’ennesimo mass shooting, molti utenti sui social hanno ripubblicato il video diffuso dall’Fbi due anni fa per dimostrare l’immobilismo del governo rispetto alla questione della proliferazione delle armi. «Il governo sta dicendo ai cittadini che è loro responsabilità sopravvivere a una sparatoria di massa, invece di implementare leggi che limitino la diffusione delle armi da fuoco», scrive Tori Otten su The New Republic.

Il video dura circa quattro minuti e contiene un vero e proprio elenco di “consigli” da tenere a mente. A un certo punto, la voce narrante ricorda che sopravvivere a un mass shooting è possibile, «se siete preparati». E in cosa consiste la preparazione necessaria alla sopravvivenza, secondo l’Fbi? Per esempio: ricordarsi di andare incontro alla polizia tenendo sempre le braccia alzate e le mani aperte bene in vista, perché esiste pure il rischio di essere abbattuti dai colpi delle forze dell’ordine, non solo da quelli degli stragisti. Sopravvissuto il primo approccio con la polizia, è fondamentale avere pronta una descrizione dettagliata dello sparatore: non è sufficiente definirlo come il tizio o la tizia armato/a fino ai denti che spara sulla folla, a quanto pare. Nel caso in cui ci si ritrovi intrappolati e non si possa fuggire, bisogna provare a barricarsi all’interno di un ambiente “protetto” – una stanza o un armadietto sono gli esempi riportati – in attesa dei soccorsi. In più, è sempre meglio avere con sé un corpo contundente, un’arma improvvisata. Soprattutto perché, in casi estremi, potrebbe essere necessario affrontare lo stragista e provare a disarmarlo.

Esponenti del governo federale hanno spiegato che Run. Hide. Fight è l’equivalente del XXI secolo di Stop, Drop, Roll, una serie di indicazioni che venivano date ai bambini (anche nelle scuole) nel caso in cui si fossero trovati in un incendio. «Da piccoli, i pompieri ci insegnato che se in caso di incendio le cose da fare sono “stop, drop, roll”. Sfortunatamente, per come stanno le cose nella nostra società oggi, abbiamo pensato che fosse necessario dare dei consigli simili», ha spiegato al New York Post il video producer Richard Retz. Difficile immaginare che bastino tre consigli per sopravvivere in un Paese in cui, solo nel 2022, ci sono stati 647 mass shooting (cifre riportate dal Gun Violence Archive). Ancora più difficile immaginare che la politica americana decida di provare finalmente a risolvere il problema. Il giorno prima della sparatoria nel centro commerciale di Dallas, il governatore del Texas greg Abbott aveva ribadito la sua intenzione di non cambiare la legislazione dello stato in materia di armi da fuoco. Nel primo discorso tenuto dopo la sparatoria, non ha parlato di armi né di stragi, ma del pericolo dell’immigrazione clandestina.

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