Hype ↓
03:44 lunedì 9 febbraio 2026
Per i vent’anni di High School Musical, Disney ha spezzettato il film in 52 video brevi e lo ha pubblicato tutto su TikTok È la prima volta che un produttore e distributore come Disney "adatta" un film per essere visto su un social.
C’è un sito in cui le AI possono affittare degli esseri umani a cui far fare tutto quello che vogliono Si chiama Rentahuman.ai, lo ha lanciato un signore di nome Liteplo, finora (per fortuna) non ha riscosso alcun successo.
Sono state pubblicate le foto della corona tutta ammaccata che i ladri hanno lasciato cadere durante il furto al Louvre Il museo ha diffuso le immagini del gioiello, danneggiato ma ancora integro, in attesa di lanciare un bando per decidere chi la restaurerà.
In realtà, il litigio tra Ghali, Comitato olimpico e ministero dello Sport va avanti da settimane Le polemiche di questi giorni sono il culmine di bisticci che vanno avanti da quando Ghali è stato scelto per partecipare alla cerimonia d'apertura.
Un articolo fatto con l’AI pubblicato da un’agenzia di viaggi ha portato dei turisti a cercare delle inesistenti terme in uno sperduto paesino in Tasmania All'improvviso, nel minuscolo paesino di Weldborough, 33 abitanti, si sono presentati decine di turisti che chiedevano come raggiungere le terme.
Da oggi Stati Uniti e Russia potranno aggiungere al loro arsenale militare tutte le testate atomiche che vogliono Sono le conseguenze del mancato rinnovo dell'accordo New START, che limitava la proliferazione delle armi nucleari.
Pieter Mulier è il nuovo Direttore creativo di Versace Diventerà ufficialmente Chief Creative Officer l'1 luglio.
La Lofi Girl di YouTube aprirà il suo primo Lofi Café in centro a Parigi Proprio come nel suo canale, diventato famosissimo durante la pandemia e attivo ancora oggi, sarà un posto dove studiare e rilassarsi insieme.

Ti ricordi di Farouk Kassam?

Venne liberato il 10 luglio 1992 dopo un sequestro durato sei mesi: una fotografa ha raccontato questo e altri eventi legati all’Anonima Sequestri Sarda con un libro in cui si intersecano fotografia, ricerca e scrittura.

10 Luglio 2020

Era il 2016 quando Valeria Cherchi – artista nata e cresciuta in Sardegna – decise di mettersi in macchina per condurre una ricerca nell’area geografica della Barbagia che, tra gli anni Sessanta e Novanta, è stata teatro di oltre duecento sequestri di persona a scopo di estorsione. Tra questi, all’inizio degli anni Novanta, c’era stato quello, molto celebre, di un bambino di sette anni, Farouk Kassam. Il 10 luglio 1992 Farouk viene rilasciato dopo un sequestro durato sei mesi a pochi chilometri dal paese di Orgosolo, in circostanze ancora oggi non del tutto chiare. Il sequestro Kassam è stato uno dei casi di rapimento tra i più noti della associazione criminale dell’Anonima Sequestri Sarda, seguito all’epoca con il fiato sospeso da tutta l’Italia e dalle maggiori testate giornalistiche nazionali.

Il 26 dicembre 2003, undici anni dopo, su di un muro nei pressi della chiesa principale, di fronte al Municipio di Lula compare una scritta: «Qualcuno di voi ha ucciso Luisa». Un mese prima, il 25 novembre 2003, la quattordicenne Luisa Manfredi viene assassinata a colpi di arma da fuoco sul terrazzo della sua casa di Lula, dove viveva con la madre Laura e i due fratelli. I responsabili e il movente di quel gesto non sono ancora stati trovati. Ciò che lega questi due casi è il nome Matteo Boe, esponente di spicco dell’Anonima Sequestri, mente e principale responsabile del rapimento di Farouk nonché padre di Luisa, che all’epoca dell’omicidio stava scontando la sua condanna a trent’anni di carcere. Quelle parole incise con uno spray rosso nel centro di Lula – piccolo borgo nel cuore della Barbagia abitato da poche migliaia di persone – vennero scritte dalla madre di Luisa. Come una lama inferta nel cuore di quel luogo di provincia, quella scritta è stato un atto estremo nel tentativo di squarciare quel silenzio omertoso dietro il quale i rappresentanti del governo comunale si erano trincerati.

Some of You Killed Luisa della fotografa e autrice Valeria Cherchi – pubblicato dalla case editrice The Eriskay Connection nel 2020 a cura di Federica Chiocchetti fondatrice di Photocaptionist – nasce nel territorio di sperimentazione della narrazione contemporanea nella quale si intersecano fotografia, ricerca e scrittura. Attraverso le storie di Farouk Kassam e di Luisa Manfredi, l’autrice ha cercato di decodificare la complessa struttura del fenomeno dei rapimenti di quella terra «senza nessuna censura, ma nei limiti del rispetto della privacy delle persone e dei protagonisti delle storie» sottolinea l’autrice.

In quelle zone impervie e misteriose della Barbagia, distanti per tradizioni, struttura economica e conformazione territoriale dall’immagine stereotipata della Sardegna della Costa Smeralda, Valeria Cherchi si è calata in punta di piedi in quel fitto groviglio di codici, riti cattolici e usanze che costituiscono l’impenetrabile tessuto sociale fatto di regole non scritte delle comunità rurali. Orgosolo, Lula, Mamoiada sono le fortezze che attraverso spesse mura fatte di silenzio, custodiscono gli spettri di storie e di persone che spesso sfuggono alla comprensione delle regole sociali dello Stato, a favore di quelle della fiducia e dell’omertà che tengono i fili di un delicato equilibrio di relazioni. «Questo è un territorio isolato, difficile a cui accedere. La Sardegna nei secoli è stata colonizzata da molti popoli e questo aspetto, insieme a molti altri, ha creato nel corso della storia una diffidenza verso il concetto di giustizia creando il valore del silenzio».

I diciotto capitoli in cui si struttura il libro, formano un caleidoscopico racconto fatto di parole e immagini. «Ho deciso di sviluppare il progetto attraverso due linguaggi», racconta l’autrice, «quello della scrittura e della fotografia. Il primo è un mix di racconti dei luoghi, delle mie sensazioni insieme a note storiche e accademiche di libri, testi e testimonianze originali raccolte durante i processi. Il progetto fotografico, invece, si compone di fermi immagini di video originali dell’epoca e provenienti dall’archivio personale della mia famiglia, dalle fotografie scattate da me nei luoghi in cui ho condotto la mia ricerca insieme a delle mise en scène ricostruite in base alle note autobiografiche delle vittime dei sequestri».

Due linguaggi, quello della fotografia contemporanea e della scrittura, che insieme costituiscono un nuovo genere di narrazione. «Sebbene io sia molto ancorata al racconto della verità, ritengo che le immagini non debbano necessariamente descrivere il fatto come è avvenuto ma possono parlare anche in un’altra maniera a chi le osserva, incuriosendo e guidando verso la riflessione. La scrittura invece, rappresenta l’approfondimento, la rottura del silenzio, sia in questo caso che in tanti altri contesti».

Articoli Suggeriti
Infinite Jest, 30 anni di gratitudine

Il romanzo di David Foster Wallace non ha avuto ricadute solo sui critici e i lettori. Se ne trovano tracce in ogni ambito della cultura e, anche a 30 anni dall'uscita, è difficile distinguere tra ammirazione e ossessione.

Le parti rosse di Maggie Nelson non è né un memoir né un true crime, ma un’accusa alla spettacolarizzazione della violenza sulle donne

Il nuovo libro dell'autrice di Bluets racconta un omicidio, un processo e un trauma familiare. Ma, soprattutto, è un'accusa contro una cultura che trasforma in spettacolo persino la morte di una donna.

Leggi anche ↓
Infinite Jest, 30 anni di gratitudine

Il romanzo di David Foster Wallace non ha avuto ricadute solo sui critici e i lettori. Se ne trovano tracce in ogni ambito della cultura e, anche a 30 anni dall'uscita, è difficile distinguere tra ammirazione e ossessione.

Le parti rosse di Maggie Nelson non è né un memoir né un true crime, ma un’accusa alla spettacolarizzazione della violenza sulle donne

Il nuovo libro dell'autrice di Bluets racconta un omicidio, un processo e un trauma familiare. Ma, soprattutto, è un'accusa contro una cultura che trasforma in spettacolo persino la morte di una donna.

It’s Never Over, il documentario su Jeff Buckley, arriverà finalmente anche in Italia, a marzo

Soltanto per tre giorni, però: una proiezione-evento per celebrare 60 anni dalla nascita del cantautore di Grace.

Chloé Zhao ha fatto Hamnet per dimostrare che l’arte può curare anche il trauma più grave

Una conversazione su arte, guarigione, spiritualità e attori con la regista di uno dei film più attesi dell'anno, appena arrivato nelle sale italiane e già candidato a 8 premi Oscar.

Darren Aronofsky si è guadagnato l’appellativo di “traditore del cinema” perché ha fatto una serie usando solo l’AI

Sia i critici che i colleghi stanno commentando molto negativamente (per usare un eufemismo) sia la scelta di Aronosfsky che il pessimo risultato ottenuto.

Un grave scandalo sessuale avvenuto sul set di Good Time potrebbe costare l’Oscar a Josh Safdie e a Marty Supreme

E sarebbe anche la ragione, questo scandalo, della brusca separazione di Josh dal fratello Benny.