Hype ↓
13:45 sabato 1 agosto 2026
L’unica pasticceria al mondo che ha il permesso dello Studio Ghibli per fare dolcetti di Totoro è quella della cognata di Hayao Miyazaki Si chiama Shiro-Hige’s Cream Puff Factory e ne produce pochissimi alla volta: accaparrarseli è difficile quasi come riuscire a visitare il Ghibli Park.
Uno dei motivi della crisi di Ceuta sarebbe una sentenza della Corte Suprema spagnola che stabilisce che i migranti che arrivano in Spagna a nuoto non possono essere respinti Migliaia di persone sono entrate in una settimana aggirando a nuoto un frangiflutti. Non possono essere respinte perché non hanno aggirato nessuna barriera fisica.
Per festeggiare il 25esimo anniversario di Drukqs, Aphex Twin ha fatto una ristampa del disco in vinile, cd e pure musicassetta Con questa ristampa Aphex Twin raggiunge anche un traguardo personale: ora tutti i suoi album sono disponibili in vinile.
Da un grande problema con gli incendi boschivi derivano grandi problemi con le assicurazioni e i risarcimenti Il 75 per cento dei danni da catastrofe naturale in Europa non è coperto da nessuna polizza assicurativa, e la quota cresce ogni estate. In più, i danni causati dagli incendi non sono comunque coperti da queste polizze.
A Firenze aprirà il primo centro italiano specializzato in prevenzione e cura della dipendenza da social Aprirà subito dopo l'estate e si chiama Discover - Fuori dal guscio, accoglierà ragazzi e ragazze dai 10 ai 25 anni di età.
Finché potremo vedere e rivedere all’infinito quella scena di Drive, di Kavinsky non ci dimenticheremo mai È morto a 50 anni uno dei grandi protagonisti della scena elettronica. Di lui resta tanto ma soprattutto una canzone, Nightcall, pezzo fondamentale di un film indimenticabile.
C’è un motore di ricerca che vuole rendere accessibili liberamente e gratuitamente tutte le opere d’arte conservate in tutti i musei del mondo Su The Last Museum si trovano già 5,8 milioni di opere e l'archivio continua a crescere giorno dopo giorno. L'obiettivo è raccogliere tutta l'arte di tutti i tempi.
Sta per uscire un libro che raccoglie centinaia di schizzi e bozzetti di Yohji Yamamoto ritrovati per caso in un magazzino di Tokyo Si intitola Yohji Yamamoto Drawings, la curatela è di Peter Saville e i disegni sono stati selezionati da Yamamoto in persona.

Il problema dei video falsi

Da Deepfakes a FakeApp, l'ultima metamorfosi della disinformazione.

09 Marzo 2018

«If anything can be real, nothing is real». È una frase comparsa su Reddit, sul forum del canale Deepfakes dove migliaia di utenti hanno condiviso i loro video fasulli ma apparentemente reali e si sono scambiati consigli su come renderli ancora più realistici. Deepfakes è ormai la parola usata per definire i filmati manipolati, realizzati attraverso un programma che utilizza l’intelligenza artificiale per sostituire digitalmente la faccia di una persona con quella di un’altra. Il nome viene dall’utente di Reddit “deepfakes” che, a fine 2017, ha messo a disposizione di tutti i codici e gli algoritmi che permettono un credibile face-swap attraverso l’analisi di varie fotografie di un soggetto. Il “deep” a cui fa riferimento il nome è il deep learning, il campo di apprendimento automatico delle intelligenze artificiali.

Così, nell’arco di pochi mesi, i deepfakes sono diventati la nuova forma di manipolazione dei media digitali. Fino non molto tempo fa i filmati realistici generati dal computer erano alla portata solo di produzioni hollywoodiane di grande budget o di ricercatori all’avanguardia. Mentre le app dei social come Snapchat offrono tecnologie rudimentali di morphing del viso. Ora si stanno sperimentando strumenti sofisticati di facile utilizzo. Dopo che deepfakes ha condiviso online i suoi codici, ad aumentare la diffusione di video di questo tipo è arrivato FakeApp, un programma creato da uno sviluppatore anonimo che utilizza un software open source scritto da Google.

Oltre a essere gratuito, FakeApp riduce e ottimizza i passaggi per ottenere un face swapping accurato, senza lasciare tracce di manipolazione. Da quado è apparsa su Reddit, lo scorso gennaio, è stata scaricata più di 120.000 volte. Hanno cominciato così a diffondersi video pornografici fasulli. Uno dei primi ritraeva Michelle Obama alle prese con uno striptease. Poi sono apparsi quelli con Gal Godot, Jessica Alba, Katy Perry e Cara Delevingne. L’effetto, in tutti i casi, era inquietante: molto difficile capire immediatamente di trovarsi di fronte a un falso. Intervistato dal Los Angeles Times, Hany Farid, esperto di informatica forense del Dartmouth College, ha spiegato che osservare con attenzione il flusso sanguigno del viso a volte può determinare se il filmato è reale. Così come lievi imperfezioni a livello di pixel possono segnalare una manipolazione delle immagini. Però Farid è convinto che con il tempo l’intelligenza artificiale si perfezionerà ulteriormente, minando questi indizi, in una sorta di gioco gatto-topo tra algoritmi e controllori.


Ciò che appare certo è che qui si va oltre le fake news per come le abbiamo conosciute e affrontate finora perché riguarda un mezzo, il video, al quale tradizionalmente attribuiamo grande fiducia. Ed è un potente strumento di propaganda e di disinformazione. Provate a immaginare il video fasullo di Kim Jong Un che annuncia un attacco missilistico. La Casa Bianca avrebbe solo pochi minuti per verificare l’autenticità della clip e quindi decidere se contrattaccare o meno. La verità, già indebolita dalla campagna di disinformazione della Russia e dalla propensione del presidente Trump a rilanciare fake news, rischia di diventare più soggettiva che mai. E, al di là delle implicazioni politiche, non è difficile immaginare un mondo in cui i social media siano inondati da video ritoccati e fasulli che prendono di mira la gente comune per vendetta, estorsione o semplice spirito troll. Il pericolo non è solo il credere alle bufale, ma anche rigettare ciò che è reale.

«Le piattaforme stanno iniziando a prendere sul serio la disinformazione dal 2016, almeno ad alcuni livelli», ha spiegato Aviv Ovadya, chief technologist del Center for social media responsibility, al Los Angeles Times. «Ma fare le cose in scala è molto più difficile, è un campo di gioco totalmente diverso rispetto agli altri. È un problema da affrontare a un livello di infrastruttura tecnica profonda». Per ora Pornhub ha eliminato tutti i video classificati con il tag “deepfakes” e Twitter ha annunciato che bloccherà qualsiasi utente che diffonda questo genere di contenuti. Mentre Reddit ha chiuso diversi gruppi deepfake, incluso uno con quasi 100.000 membri.

Contattato via mail dal New York Times, il creatore di FakeApp – uno sviluppatore di software del Maryland che si firma N. – ha raccontato di aver creato l’app come un puro esperimento creativo, pur avendone intuito subito le potenzialità. Si è detto dispiaciuto dell’utilizzo che se ne sta facendo in gran parte dei casi, ma ha difeso il suo prodotto: «Ci ho pensato molto e alla fine ho deciso che non penso sia giusto condannare la tecnologia stessa che può naturalmente essere utilizzata per molti scopi, buoni e cattivi». Secondo N. in futuro FakeApp potrebbe essere utilizzato per ottenere effetti speciali che prima richiedevano un alto budget. N. immagina inoltre che gli algoritmi di deep learning, in futuro saranno usati come componenti di molti prodotti tecnologici: «È proprio ciò che rende la tecnologia così potente e utile a renderla così spaventosa. Non c’è davvero alcun limite a quello che si può creare con un po’ di immaginazione».

Articoli Suggeriti
Tutto casita e chiesa: l’improbabile ma non impossibile crossover tra Bad Bunny e Papa Leone a Madrid

In questo fine settimana il Pontefice e la popstar più famosa del mondo saranno entrambi a Madrid. E le rispettive "diplomazie" stanno facendo di tutto per favorire un incontro.

Dua Lipa ha pubblicato gratuitamente su YouTube il film concerto di Radical Optimism nonostante avesse ricevuto offerte milionarie dalle piattaforme streaming

Si intitola Dua Lipa - Live From Mexico, dura due ore e in nemmeno una settimana ha già superato i due milioni di visualizzazioni.