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In Giappone sono tutti indignati per lo scandalo del “cartello del gelato”, cioè di un gruppo di aziende che si sono messe d’accordo per aumentare continuamente il prezzo del gelato Aumenti di 6 centesimi alla volta ma frequentissimi e che non avevano nulla a che fare con l'aumento del prezzo delle materie prime. Finché non se ne è accorta l'Antitrust.
Se volete trasformare casa vostra in uno spazio liminale, A24 ha fatto la carta da parati di Backrooms E costa anche relativamente poco: 60 dollari a rotolo. Una cifra accettabile per trasformare un ambiente di casa in un incubo.
La Nazionale francese ha deciso che dopo ogni gol che segna al Mondiale nello stadio deve partire One More Time dei Daft Punk a tutto volume In questa edizione del Mondiale tutte le Nazionali hanno dovuto scegliere un "inno da gol". C'è anche una playlist ufficiale che li raccoglie tutti.
Tra le opere meno conosciute di David Hockney ci sono delle bellissime illustrazioni che fece per le sue fiabe preferite dei fratelli Grimm Le realizzò nel 1969 e le tavolo vennero raccolte tutte in un volume, pubblicato un anno dopo, intitolato Six Fairy Tales from the Brothers Grimm.
A causa della crisi climatica è morto l’albero più famoso del mondo, la vecchia quercia della foresta di Sherwood La quercia, che cresceva da almeno mille anni, quest’anno non ha prodotto nessuna foglia a causa delle sempre più frequenti ondate di calore e degli eccessivi interventi umani.

L’anno in cui abbiamo riscoperto Escher

L'artista che ha ispirato la scena delle scale in Squid Game è anche il protagonista della mostra più completa mai realizzata su di lui in Italia, al Palazzo Ducale di Genova.

di Studio
21 Ottobre 2021

Maurits Cornelis Escher è l’artista che conosce anche chi non conosce l’arte, il responsabile di miliardi di orribili disegni creati da milioni di adolescenti negli anni del liceo. Le sue opere labirintiche danno l’idea di essere nate da una mente contorta, solitaria, malata e sofferente, alla Kafka o alla Bernhard, e invece “Mauk”, come lo chiamavano tutti, era felicemente sposato, papà di quattro figli, amava l’Italia e le passeggiate all’aria aperta. Ha avuto tutto sommato una bella vita, e non è stato un genio incompreso, se mai un po’ tardivo: la grande fama la raggiunge negli anni ’50, nel 1969 il Gemeentemuseum dell’Aia festeggia il suo settantesimo compleanno con una grande retrospettiva. Lui muore tre anni dopo.

Da piccolo era un bambinetto ricco e cagionevole. Nasce il 17 giugno 1898 a Leeuwarden, nei Paesi Bassi, la sua casa è così bella che è diventata la sede del Museo della ceramica Princessehof, il suo papà è un ingegnere civile così importante che viene chiamato a lavorare in Giappone su invito dell’imperatore. A scuola va male (cosa che ricorderà spesso da adulto, quando grazie alla complessità dei modelli geometrici nelle sue opere diventerà l’idolo dei matematici), si ammala sempre, ma a 24 anni inizia a viaggiare in giro per l’Italia e, guarda un po’, la sua salute migliora. Si spinge fino in Spagna, dove resta per ore a fissare i motivi geometrici dell’Alhambra: le ripetizioni, gli incastri, le simmetrie. Copiare quelle decorazioni diventa immediatamente «una vera e propria mania da cui sono diventato dipendente, e dalla quale a volte faccio fatica a staccarmi».

Nel 1923 va a vivere per un po’ sulla costiera amalfitana, a Ravello conosce Jetta Umiker, figlia di un facoltoso banchiere svizzero. Si sposano dopo un anno, vanno a vivere a Roma. Avranno quattro figli, tutti maschi: Giorgio, Arnaldo, Arthur e Jan. Viaggiano moltissimo, ma quando sono a casa Escher si dedica unicamente alla grafica e al disegno. Nel 1935 il sogno s’interrompe: a scuola, il figlio maggiore Giorgio viene costretto a indossare un’uniforme Ballila: la famiglia lascia e si trasferisce prima in Svizzera, poi in Olanda. È a partire da quegli anni cupi, in cui Escher smette di viaggiare e disegnare dal vero e si chiude nello studio, che diventa l’Escher che conosciamo oggi, quello dei rompicapi e degli spazi impossibili.

La scena delle scale, in Squid Game

Per mantenere la numerosa famiglia inizia a realizzare francobolli, illustrazioni, pannelli di legno intarsiati, stampe, qualunque cosa sia vendibile. Nel tempo libero, però, si dedica alla sua personale ricerca: ed è proprio in questo periodo che crea le sue opere più stupefacenti. I tasselli, le geometrie, gli incastri architettonici diligentemente ricopiati per anni si ricompongono nella sua mente seguendo regole di sua invenzione e mescolandosi con gli elementi naturali che disegnava da bambino: piante, animali, paesaggi. Su Youtube c’è un video in cui possiamo vederlo al lavoro: è il 1969 e sta realizzando l’ultima opera della sua vita, “Serpenti”, una complicatissima xilografia a tre colori.

Una delle caratteristiche principali delle menti geniali è la loro capacità di ispirare altre menti geniali: Escher è uno degli artisti alla base dello stranissimo saggio di Douglas Hofstadter, Gödel, Escher, Bach: un’eterna ghirlanda brillante, vincitore del Premio Pulitzer nel 1980. Ma soprattutto è stato citato dal regista di Squid Game, Hwang Dong-hyuk, che ha creato la famosa scena delle scale partendo dalla stampa “Relativity” del 1953. Quei pochi che nel mondo non conoscevano Escher, adesso sono ancora meno. Sarebbe stato felice, in questo momento di fama mondiale, di vedersi celebrato proprio nella sua adorata Italia: con più di 200 opere, la mostra che ha aperto a settembre a Genova a Palazzo Ducale (fino al 22 febbraio 2022) è la più ampia e completa che sia mai stata organizzata qui.

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