Polemiche ↓
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La tregua tra Usa e Iran prevederebbe un pedaggio di 2 milioni di dollari per ogni nave che passa per lo Stretto di Hormuz. Prima della guerra non c’era nessun pedaggio Il problema è che, secondo l diritto internazionale, non si può imporre un pedaggio in acque internazionali. Ma sia Iran che Usa hanno promesso di farlo.
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Un’importante associazione americana ha chiesto la rimozione di Trump in base al 25esimo Emendamento, quello che permette di destituire un Presidente perché mentalmente instabile La National Association for the Advancement of Colored People ricorrerà a questa misura estrema, usata, e solo in parte, in altri tre casi nella storia.
Dopo le polemiche sul mancato finanziamento da parte del Ministero della Cultura, decine di cinema in tutta Italia stanno riportando in sala il film su Giulio Regeni Oltre 60 cinema tra Roma, Milano, Torino, Bologna e Firenze hanno deciso di ricominciare a proiettare il film. E altri se ne stanno aggiungendo ora dopo ora.
Una biblioteca di Chicago cerca persone che sappiano leggere il corsivo per trascrivere dei testi antichi ma fatica a trovarle perché sempre meno persone sanno leggere il corsivo La Newberry Library sta trascrivendo tutti i documenti in corsivo conservati nel suo archivio, ma il progetto prosegue a rilento perché la lettura del corsivo è una competenza rara, ormai.
L’ultimo trend nel turismo è l’extreme daytrip, cioè viaggi all’estero, con voli low cost, che durano un giorno solo e in cui si visita tutto il visitabile in 24 ore senza fermarsi mai È la gitarella in giornata portata alle estreme conseguenze. Di stress, di turistificazione e di impatto ambientale, soprattutto.
Asghar Farhadi ha scritto una lettera in cui chiede a tutto il mondo del cinema di protestare contro Stati Uniti e Israele per quello che stanno facendo in Iran «Al di là di qualsiasi convinzione o posizione, uniamoci per fermare queste azioni disumane, illegali e distruttive», ha scritto il regista.

L’anno in cui abbiamo riscoperto Escher

L'artista che ha ispirato la scena delle scale in Squid Game è anche il protagonista della mostra più completa mai realizzata su di lui in Italia, al Palazzo Ducale di Genova.

di Studio
21 Ottobre 2021

Maurits Cornelis Escher è l’artista che conosce anche chi non conosce l’arte, il responsabile di miliardi di orribili disegni creati da milioni di adolescenti negli anni del liceo. Le sue opere labirintiche danno l’idea di essere nate da una mente contorta, solitaria, malata e sofferente, alla Kafka o alla Bernhard, e invece “Mauk”, come lo chiamavano tutti, era felicemente sposato, papà di quattro figli, amava l’Italia e le passeggiate all’aria aperta. Ha avuto tutto sommato una bella vita, e non è stato un genio incompreso, se mai un po’ tardivo: la grande fama la raggiunge negli anni ’50, nel 1969 il Gemeentemuseum dell’Aia festeggia il suo settantesimo compleanno con una grande retrospettiva. Lui muore tre anni dopo.

Da piccolo era un bambinetto ricco e cagionevole. Nasce il 17 giugno 1898 a Leeuwarden, nei Paesi Bassi, la sua casa è così bella che è diventata la sede del Museo della ceramica Princessehof, il suo papà è un ingegnere civile così importante che viene chiamato a lavorare in Giappone su invito dell’imperatore. A scuola va male (cosa che ricorderà spesso da adulto, quando grazie alla complessità dei modelli geometrici nelle sue opere diventerà l’idolo dei matematici), si ammala sempre, ma a 24 anni inizia a viaggiare in giro per l’Italia e, guarda un po’, la sua salute migliora. Si spinge fino in Spagna, dove resta per ore a fissare i motivi geometrici dell’Alhambra: le ripetizioni, gli incastri, le simmetrie. Copiare quelle decorazioni diventa immediatamente «una vera e propria mania da cui sono diventato dipendente, e dalla quale a volte faccio fatica a staccarmi».

Nel 1923 va a vivere per un po’ sulla costiera amalfitana, a Ravello conosce Jetta Umiker, figlia di un facoltoso banchiere svizzero. Si sposano dopo un anno, vanno a vivere a Roma. Avranno quattro figli, tutti maschi: Giorgio, Arnaldo, Arthur e Jan. Viaggiano moltissimo, ma quando sono a casa Escher si dedica unicamente alla grafica e al disegno. Nel 1935 il sogno s’interrompe: a scuola, il figlio maggiore Giorgio viene costretto a indossare un’uniforme Ballila: la famiglia lascia e si trasferisce prima in Svizzera, poi in Olanda. È a partire da quegli anni cupi, in cui Escher smette di viaggiare e disegnare dal vero e si chiude nello studio, che diventa l’Escher che conosciamo oggi, quello dei rompicapi e degli spazi impossibili.

La scena delle scale, in Squid Game

Per mantenere la numerosa famiglia inizia a realizzare francobolli, illustrazioni, pannelli di legno intarsiati, stampe, qualunque cosa sia vendibile. Nel tempo libero, però, si dedica alla sua personale ricerca: ed è proprio in questo periodo che crea le sue opere più stupefacenti. I tasselli, le geometrie, gli incastri architettonici diligentemente ricopiati per anni si ricompongono nella sua mente seguendo regole di sua invenzione e mescolandosi con gli elementi naturali che disegnava da bambino: piante, animali, paesaggi. Su Youtube c’è un video in cui possiamo vederlo al lavoro: è il 1969 e sta realizzando l’ultima opera della sua vita, “Serpenti”, una complicatissima xilografia a tre colori.

Una delle caratteristiche principali delle menti geniali è la loro capacità di ispirare altre menti geniali: Escher è uno degli artisti alla base dello stranissimo saggio di Douglas Hofstadter, Gödel, Escher, Bach: un’eterna ghirlanda brillante, vincitore del Premio Pulitzer nel 1980. Ma soprattutto è stato citato dal regista di Squid Game, Hwang Dong-hyuk, che ha creato la famosa scena delle scale partendo dalla stampa “Relativity” del 1953. Quei pochi che nel mondo non conoscevano Escher, adesso sono ancora meno. Sarebbe stato felice, in questo momento di fama mondiale, di vedersi celebrato proprio nella sua adorata Italia: con più di 200 opere, la mostra che ha aperto a settembre a Genova a Palazzo Ducale (fino al 22 febbraio 2022) è la più ampia e completa che sia mai stata organizzata qui.

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