Chi chiamerà e confesserà avrà una corsia preferenziale per acquistare una versione in miniatura della sua opera "The Ninth Hour", quella che ritrae Papa Giovanni Paolo II colpito da un meteorite.
Le nomination ai Golden Globe confermano che Emilia Pérez è uno dei film più attesi del 2025
Nel numero di Rivista Studio intitolato “C’era una volta in America” (si può acquistare qui), Giulio Silvano scriveva della diminuzione del soft power americano, di prodotti culturali – film, serie tv – a stelle e strisce che fanno sempre meno presa sull’immaginario collettivo. Un’altra conferma di questa tesi arriva dalle candidature ai prossimi Golden Globe: il film che ne ha ricevute di più è una produzione francese ed è diretto da un regista francese ed è stato presentato in anteprima mondiale in un festival francese (quello di Cannes). Parliamo di Emilia Pérez di Jacques Audiard, dieci nomination ai Golden Globe, tra le quali quella per il Miglior film musicale o commedia, per la Miglior regia e la Migliore sceneggiatura a Audiard, per la Migliore colonna sonora originale a Clément Ducol e Camile, e poi quelle alle attrici Zoe Saldana, Selena Gomez e Karla Sofia Gascón per le loro interpretazioni.
Di Emilia Pérez si è parlato moltissimo in questi mesi per tre ragioni. La prima: la vittoria a Cannes del Premio della Giuria e di quello per la Migliore attrice, condiviso dalle tre protagoniste del film (Gascón, Saldana, Gomez). La seconda: la candidatura come voce francese all’Oscar per il Miglior film internazionale (ma le nomination agli Academy Awards saranno sicuramente di più e in più categorie). La terza: la distribuzione affidata a Netflix. In tanti temevano che la piattaforma avrebbe scelto una distribuzione interamente digitale, come nel caso di Wake Up Dead Man: A Knives Out Mystery decisione che ha fatto arrabbiare moltissimo il regista Rian Johnson e il protagonista Daniel Craig. Almeno in Italia, questo rischio è stato scongiurato: Emilia Pérez avrà una distribuzione “ibrida”, sarà in sala a partire dal 9 gennaio grazie a Lucky Red e in streaming in una data successiva, ancora da ufficializzare.
Oltre a Emilia Pérez, le nomination ai Golden Globe confermano l’hype attorno ad altri due film soprattutto. Uno è The Brutalist, di cui si parla moltissimo sin dalla prima all’ultima Mostra del Cinema di Venezia (fino alla fine era dato per vincitore del Leone d’oro, andato poi però a La stanza accanto di Pedro Almodóvar): il film di Brady Corbet ha ricevuto sette candidature, compresa quella per il Miglior film e quelle per i protagonisti Adrien Brody e Felicity Jones. E poi, l’altro film assai chiacchierato in questi giorni è Conclave: sei candidature, compresa una speciale, quella a Isabella Rossellini, che potrebbe vincere il premio grazie a un’interpretazione lunga soltanto sette minuti. Ovviamente, come sempre capita con questi premi, è già in corso la discussione su chi è stato ingiustamente snobbato, chi avrebbe meritato più nomination, chi ne ha ricevute fin troppe: il solito, ottimo lavoro di riepilogo in questo senso lo ha fatto Vulture.
Chi chiamerà e confesserà avrà una corsia preferenziale per acquistare una versione in miniatura della sua opera "The Ninth Hour", quella che ritrae Papa Giovanni Paolo II colpito da un meteorite.
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