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09:12 giovedì 2 aprile 2026
Paul McCartney è stato bannato da Reddit per aver postato le foto del suo concerto nel suo subreddit con il suo profilo Non è chiaro perché è successo, però. A quanto pare, McCartney non ha violato nessuna linea guida della piattaforma. Ma è stato bannato lo stesso.
Jacquemus sta finanziando il restauro della Fontana del Bagno delle Ninfe di Versailles Si tratta di una fontana XVII secolo il cui restauro richiederà un anno di lavori. Il designer torna così nella reggia francese, dove aveva già ambientato due sue sfilate.
L’anno perfetto delle Città di pianura e di Francesco Sossai si conclude con il record di candidature ai David di Donatello Sono 16 le nomination ottenute dal film, più di tutti gli altri. Adesso bisogna aspettare la cerimonia del 6 maggio.
Durante un incontro con la stampa di New York, Mamdani ha fatto tutto il suo discorso usando l’autotune In realtà era una parodia dei suoi veri discorsi, una gag a cui si è prestato in occasione dell'Inner Circle Dinner, un evento benefico organizzato dalla stampa newyorchese,
La faccia di Kris Jenner è diventata il portafortuna più usato in Cina da chi vuole diventare ricco A metà tra meme e manifesting, la faccia di Kris Jenner ha riempito i feed dei più popolari social cinesi, Weibo e RedNote su tutti.
Hermès ha creato un’esperienza di realtà aumentata per far andare a cavallo anche chi non sa andare a cavallo Il videogioco è stato presentato durante Saut Hermès, un concorso di equitazione (reale e non virtuale) che il brand sponsorizza da tempo.
La soluzione proposta dall’Unione europea alla crisi energetica consiste in lavorare da casa, fare car sharing, andare piano in autostrada e non prendere l’aereo La riunione dei Ministri dell’Energia si è chiusa senza vere e proprie proposte, ma con un surreale invito alla morigeratezza energetica per i cittadini.
Grazie alla fissazione di Hollywood per i film ambientati nell’antica Roma, il bilancio di Cinecittà è tornato in attivo Il nuovo film su Gesù di Mel Gibson, il biopic su Annibale e il nuovo Assassin's Creed si sono rivelati un toccasana per i conti di Cinecittà.

Time ha ricevuto molte critiche per aver nominato Elon Musk persona dell’anno

14 Dicembre 2021

Elon Musk ha smesso da tempo di essere un “semplice” protagonista del dibattito pubblico, un “banale” imprenditore visionario della Silicon Valley. Da anni, ormai, Musk è (spesso per volontà, per scelta, per colpa sua) l’oggetto della polemica. Divisivo, come si suol dire dell’effetto che alcuni personaggi riescono ad avere sull’opinione pubblica: da un lato ci sono i seguaci adoranti sempre e comunque, dall’altro gli oppositori duri e puri. Alla notizia della nomina di Musk come “Persona dell’anno 2021” della rivista Time, ovviamente è seguita la polemica. Questo nonostante Time abbia cercato in più modi di contestualizzare la decisione, di non fermarsi alla celebrazione di «un uomo che ha l’ambizione di salvare questo pianeta e di trovarne uno nuovo da abitare». Musk viene descritto come «clown, genio, edgelord, visionario, imprenditore, showman», insignito di un titolo che la rivista ci ha tenuto a precisare non è un premio ma un «riconoscimento alla persona che ha influito di più su quanto successo nell’ultimo anno, nel bene e nel male». Non è bastata questa spiegazione, come era facile immaginare: in molti hanno definito questa scelta inaccettabile, considerato soprattutto il fatto che nell’ultimo anno di Musk si è parlato spesso perché ha sottovalutato la pandemia, perché si è opposto alla sindacalizzazione dei dipendenti delle sue aziende e per le tasse (poche) pagate nell’ultimo anno.

Elizabeth Warren, senatrice americana nota per le sue posizioni radicali in materia di tassazione dei grandi capitali, ha commentato la scelta del Time scrivendo su Twitter che questo è solo un altro reminder della necessità di riformare il sistema fiscale americano, in modo che l’anno prossimo la “Persona dell’anno” sia una che «paga le tasse davvero e non vive alle spalle degli altri». E in effetti, la senatrice non ha tutti i torti: Musk è impegnato da anni in un testa a testa con Jeff Bezos per il titolo di uomo più ricco del mondo ma, nonostante questo, secondo un’inchiesta di Propublica, la percentuale di tasse “reali” pagate in rapporto alla sua ricchezza è di appena il 3.27%. Ovviamente è tutto legale, tutto previsto dalla fiscalità americana. A questo, poi, si aggiungono gli sforzi per impedire ai dipendenti delle sua azienda di formare un sindacato: Robert Reich, ex labor secretary dell’amministrazione Clinton, ha ricordato che Musk avrebbe minacciato i lavoratori di riprendersi le azioni a loro assegnate come benefit se avessero deciso di sindacalizzarsi. E poi ci sono le sue dichiarazioni e opinioni sul Coronavirus: nel 2020, per esempio, all’inizio della pandemia, Musk tenne le sue fabbriche californiane aperte nonostante lo Stato avesse deciso diversamente. In seguito accettò di interrompere la produzione, ma il ricordo di quei giorni è ancora fresco nella mente di molti. Lo scrittore e giornalista Kurt Eichenwald, per esempio, ha definito la scelta del Time come «la peggiore della storia».

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