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07:12 mercoledì 18 marzo 2026
La foto di un giornalista ha mostrato cosa resta al Dolby Theatre dopo la cerimonia degli Oscar: una montagna di spazzatura Cibo, cartacce, bottiglie vuote: la foto ha fatto arrabbiare molti per l'inciviltà mostrata dai partecipanti alla cerimonia. La colpa, però, non è delle celebrity.
Una ricerca ha scoperto che, contrariamente a quanto si credeva, la cannabis non ha nessuna efficacia nella cura di ansia e depressione Si tratta della più grande ricerca di questo tipo mai fatta. Secondo i risultati, usare i cannabinoidi per curare ansia, anoressia nervosa, Ptsd o altre dipendenze non serve a nulla.
C’è una petizione per fare della Hoepli una bottega storica di Milano e provare così a salvarla dalla chiusura Petizione che ha già raccolto più di 48 mila firme, tra cui quelle di Eleonora Marangoni, Mario Calabresi, Alessandro Cattelan e Vinicio Capossela.
Tutti aspettavano il ritorno di John Galliano nella moda, ma nessuno si aspettava sarebbe stato una collezione per Zara La collaborazione tra il brand del gruppo Inditex e lo stilista di Gibilterra durerà due anni, e la prima collezione arriverà nei negozi a settembre.
Israele ha detto che agli sfollati libanesi non sarà consentito tornare a casa Secondo le autorità libanesi più di 1 milione di persone sono state costrette ad abbandonare le proprie case, a quanto pare definitivamente.
Dal 20 marzo torneranno al cinema, in versione restaurata, i film di Béla Tarr Si comincia con Perdizione, poi Le armonie di Werckmeister, Sátántangó e Il cavallo di Torino. E a seguire verranno tutti gli altri.
Sempre più persone vanno dallo psicologo dicendo di essersi ammalate di depressione per colpa della politica Stress cronico, spaesamento, ansia. La cura più efficace, al momento, sarebbe l'attivismo, quello vero.
Il creatore di Fortnite sta usando i miliardi guadagnati con il videogioco per comprare foreste e salvarle dall’abbattimento Tim Sweeney sta usando il suo patrimonio personale per salvare milioni di chilometri quadrati di foresta, sottraendoli alla speculazione immobiliare.

Time ha ricevuto molte critiche per aver nominato Elon Musk persona dell’anno

14 Dicembre 2021

Elon Musk ha smesso da tempo di essere un “semplice” protagonista del dibattito pubblico, un “banale” imprenditore visionario della Silicon Valley. Da anni, ormai, Musk è (spesso per volontà, per scelta, per colpa sua) l’oggetto della polemica. Divisivo, come si suol dire dell’effetto che alcuni personaggi riescono ad avere sull’opinione pubblica: da un lato ci sono i seguaci adoranti sempre e comunque, dall’altro gli oppositori duri e puri. Alla notizia della nomina di Musk come “Persona dell’anno 2021” della rivista Time, ovviamente è seguita la polemica. Questo nonostante Time abbia cercato in più modi di contestualizzare la decisione, di non fermarsi alla celebrazione di «un uomo che ha l’ambizione di salvare questo pianeta e di trovarne uno nuovo da abitare». Musk viene descritto come «clown, genio, edgelord, visionario, imprenditore, showman», insignito di un titolo che la rivista ci ha tenuto a precisare non è un premio ma un «riconoscimento alla persona che ha influito di più su quanto successo nell’ultimo anno, nel bene e nel male». Non è bastata questa spiegazione, come era facile immaginare: in molti hanno definito questa scelta inaccettabile, considerato soprattutto il fatto che nell’ultimo anno di Musk si è parlato spesso perché ha sottovalutato la pandemia, perché si è opposto alla sindacalizzazione dei dipendenti delle sue aziende e per le tasse (poche) pagate nell’ultimo anno.

Elizabeth Warren, senatrice americana nota per le sue posizioni radicali in materia di tassazione dei grandi capitali, ha commentato la scelta del Time scrivendo su Twitter che questo è solo un altro reminder della necessità di riformare il sistema fiscale americano, in modo che l’anno prossimo la “Persona dell’anno” sia una che «paga le tasse davvero e non vive alle spalle degli altri». E in effetti, la senatrice non ha tutti i torti: Musk è impegnato da anni in un testa a testa con Jeff Bezos per il titolo di uomo più ricco del mondo ma, nonostante questo, secondo un’inchiesta di Propublica, la percentuale di tasse “reali” pagate in rapporto alla sua ricchezza è di appena il 3.27%. Ovviamente è tutto legale, tutto previsto dalla fiscalità americana. A questo, poi, si aggiungono gli sforzi per impedire ai dipendenti delle sua azienda di formare un sindacato: Robert Reich, ex labor secretary dell’amministrazione Clinton, ha ricordato che Musk avrebbe minacciato i lavoratori di riprendersi le azioni a loro assegnate come benefit se avessero deciso di sindacalizzarsi. E poi ci sono le sue dichiarazioni e opinioni sul Coronavirus: nel 2020, per esempio, all’inizio della pandemia, Musk tenne le sue fabbriche californiane aperte nonostante lo Stato avesse deciso diversamente. In seguito accettò di interrompere la produzione, ma il ricordo di quei giorni è ancora fresco nella mente di molti. Lo scrittore e giornalista Kurt Eichenwald, per esempio, ha definito la scelta del Time come «la peggiore della storia».

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