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Google ha emesso un’obbligazione che gli investitori potranno incassare tra 100 anni, se saranno ancora vivi A quanto pare, era l'unica maniera di trovare tutti i soldi che l'azienda vuole investire nello sviluppo dell'intelligenza artificiale.
Il Partito Liberale Democratico di Sanae Takaichi ha preso così tanti voti che non ha abbastanza deputati per occupare tutti i seggi vinti, quindi ne ha dovuti “regalare” un po’ agli altri partiti La vittoria è stata così larga che a un certo punto si sono accorti che non avevano più deputati da mandare alla Camera.
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Trump ha fatto rimuovere la bandiera Lgbtq+ dal monumento di Stonewall, il luogo in cui è nato il movimento Lgtbtq+ Il governo ha poi spiegato che le uniche bandiere consentite nei pubblici monumenti sono quelle che «esprimono la posizione ufficiale» del governo.
La pergamena lunga 36 metri sulla quale Jack Kerouac scrisse la prima stesura di Sulla strada andrà all’asta La basa d'asta è fissata a due milioni e mezzo di dollari, per un oggetto diventato quasi leggendario tra gli appassionati di letteratura americana.
Per addestrare la sua intelligenza artificiale, l’azienda Anthropic avrebbe comprato, scansionato e poi distrutto due milioni di libri usati L'azienda avrebbe approfittato di un cavillo legale e sostiene di avere tutto il diritto di usare in questa maniera libri che ha regolarmente acquistato.
Maison Margiela ha reso disponibile il suo intero archivio, per tutti, gratuitamente, su Dropbox L'iniziativa fa parte del progetto MaisonMargiela/folders, che porterà il brand in Cina con 4 mostre, e una sfilata programmata ad aprile.

L’Apocalisse a fumetti di Tobias Tycho Schalken

Coconino porta in Italia Eldorado, l'antologia dell'artista olandese che racconta la fine del mondo unendo i comics e le arti figurative.

12 Luglio 2022

Il padre di Tobias Tycho Schalken faceva l’artista e spesso si portava il figlio al lavoro, gli metteva una matita in mano e gli diceva di dargli una mano con le parti tediose e inevitabili del mestiere, con gli oggetti minuti e i dettagli insignificanti. Quando si offriva di aiutare suo padre, Schalken si ritrovava spesso a disegnare serie infinite di baffetti o di occhiali da vista: gli oggetti minuti che tutti si portano sempre appresso e i dettagli insignificanti che definiscono tutti i volti. Diventerà la prima e principale lezione della vita di artista di Schalken, se la ricorderà sempre anche negli anni passati all’Accademia d’arte e design di Breda e in quelli trascorsi a immaginare Eiland, la rivista d’avanguardia realizzata assieme al collega e amico Stefan Van Dinther. Se la ricorderà anche tutte le volte che deciderà di aggiungere una pagina, una tavola a Eldorado, la sua opera più completa e compiuta, recentemente portata in Italia da Coconino come primo titolo della collana Brick, curata da Ratigher.

Ratigher ha deciso il nome di questa nuova collana rileggendo i fumetti di Krazy Kat. Il topo Ignatz aveva l’abitudine di lanciare in testa alla gatta un mattone (brick), gesto che ogni volta scatenava in lei un innamoramento incontenibile e inspiegabile. È, più o meno, la stessa sensazione che si prova alla fine della lettura di Eldorado: uno stordimento che si può facilmente scambiare per amore, una confusione che in effetti ricorda quella che si deve provare a essere colpiti all’improvviso, alle spalle, da un oggetto contundente. L’opera di Schalken non si può neanche definire un fumetto in senso stretto. Certo lo è, perché quando racconta lo fa attraverso l’accostamento di immagine e testo, omaggiando maestri della Nona arte come Mazzucchelli e Tomine. Ma tra un racconto per immagini e l’altro ci sono pagine e pagine di sculture, fotografie, installazioni, composizioni e suggestioni, tutto sempre opera dell’«artista visivo totale» Schalken. Non per niente, la carriera dell’artista – perché di fumettista non sarebbe corretto parlare – olandese è divisa da sempre in due metà: da una parte c’è l’autore di fumetti entrato nella selezione ufficiale del Festival di Angoulême 2021, dall’altra il talento figurativo le cui opere sono state esposte accanto a quelle di Bill Viola e Maurizio Cattelan (altre due influenze onnipresenti tra le pagine di Eldorado).

La bravura di Schalken sta proprio nel tenere assieme queste due parti di sé e unirle in un’opera completa e compiuta come Eldorado. E tutto gli riesce, come spesso capita agli artisti, tornando all’origine: a quell’ossessione per i dettagli insignificanti, alla ripetitività degli oggetti minuti imparata lavorando assieme a suo padre. Nelle sue tavole narrative, quelle che sono fumetti veri e propri, Eldorado racconta un’infinita ripetizione di minuscole apocalissi private: famiglie che si sfasciano, gioventù che si rovinano, equilibri che si spezzano. La sensazione di disastro incombente – l’unico legame dell’opera di Schalken con la cronaca e l’attualità – che si legge in queste pagine narrative viene poi allargata e approfondita, letteralmente, in quelle che narrative non sono. Attraverso immagini sofisticate e allusioni psicologiche, Schalken ingigantisce le crepe aperte dalle minuscole apocalissi private di cui sopra fino a quando queste non diventano l’Apocalisse vera e propria, che inghiotte il mondo e lo risputa trasfigurato come lo vediamo tra le tavole di Eldorado.

I minuscoli oggetti quotidiani – una tastiera, uno schermo, una poltrona da ufficio, un abitacolo – diventano gli strumenti dell’autoisolamento che tutti noi ci imponiamo ogni giorno. Gli spazi aperti, naturali o artificiali, diventano il luogo della solitudine. Un cane che se ne va in giro per i fatti suoi o un gatto seduto su un tavolo in una casa vuota diventano il segno del disastro, di quel che resta dopo l’Apocalisse. Tutto, anche in queste tavole non-narrative, si fonda sui dettagli insignificanti e sugli oggetti minuti. Tutto, in Eldorado, racconta di questa sensazione estremamente contemporanea di essere sempre sull’orlo di un nuovo precipizio, all’inizio del prossimo disastro. La conseguenza di questa sensazione è, come ha spiegato in più occasioni lo stesso Schalken, una continua e vana ricerca dell’Eldorado: «Quel luogo dove tutto è perfetto e dove ciascuno di noi vorrebbe essere, sapendo che non potrà mai raggiungerlo».

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