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ChatGPT è “indagato” nel caso di uno school shooting in Florida perché secondo gli inquirenti avrebbe contribuito all’organizzazione della strage Secondo l'accusa, l'imputato Phoenix Ikner avrebbe utilizzato il chatbot non solo come fonte di informazioni ma come un vero e proprio "consulente stragista".
Il Regno Unito vieterà la vendita di qualsiasi prodotto contenente nicotina ai nati dopo il 2009 per creare la prima generazione smoke free della storia Niente sigarette vere e proprie, niente sigarette elettroniche, niente nicotine pouch, niente di niente sarà accessibile a chi è nato dall'1 gennaio 2009 in poi.
Nel Diavolo Veste Prada 2 c’era anche Sydney Sweeney ma la sua parte è stata tagliata per una “scelta creativa” Il cameo dell'attrice, che doveva apparire nei panni di sé stessa, è stato cancellato. E, secondo molti, in questa decisione c'entrano gli scandali e la politica.
La giunta militare del Myanmar ha messo al bando gli assorbenti perché convinta che i ribelli li usino per fasciarsi le ferite Secondo le organizzazioni umanitarie, i militari pensano davvero che gli assorbenti vengano usati così perché probabilmente non ne hanno mai visto uno.
Pedro Pascal ha fatto causa a un liquore perché si chiama Pedro Piscal Il liquore in questione è un pisco, la più popolare bevanda alcolica del Cile, paese Natale di Pascal.
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Un editore francese è stato arrestato a Londra con l’accusa di terrorismo

19 Aprile 2023

Ernest Moret, 28 anni, manager per l’editore francese Éditions la Fabrique, è stato arrestato lunedì a Londra dalla polizia inglese: l’accusa è di aver violato le leggi antiterrorismo del Regno Unito, secondo Éditions la Fabrique Moret sarebbe stato arrestato a causa della sua partecipazione alle manifestazioni che nelle scorse settimane ci sono state in Francia per protestare contro la riforma del sistema pensionistico presentata dal Presidente Macron. Moret è stato arrestato dopo essere sceso dal treno Eurostar con il quale aveva raggiunto la stazione di St. Pancras. Da lì avrebbe dovuto dirigersi alla London Book Fair, ma gli agenti della polizia locale lo hanno fermato, perquisito e interrogato per sei ore prima di procedere all’arresto. Secondo le forze dell’ordine, l’uomo sarebbe in realtà stato arrestato per aver resistito ai controlli, e il giorno dopo – martedì – è tornato in libertà previo pagamento della cauzione.

Secondo una versione più dettagliata dell’accaduto riportata da Bbc, l’uomo è stato fermato seguendo l’articolo 7 del Terrorism Act del 2000, che dà alla polizia inglese ampi poteri in fatto di perquisizione alla frontiera, in particolare se le persona in questione è sospettata di attività terroristica. Éditions la Fabrique e l’editore londinese con il quale collabora frequentemente, Verso Books, hanno raccontato in un comunicato stampa che Moret si sarebbe rifiutato di dare ai poliziotti la password per sbloccare il suo telefono, rifiuto che ha portato all’arresto e alla momentanea detenzione nella stazione di polizia di Islington, nel nord di Londra. Sia l’editore francese che quello inglese hanno definito le modalità e motivazioni dell’arresto di Moret «una vergognosa e ingiustificabile violazione della libertà di espressione e un palese abuso dei poteri forniti agli agenti dalla normativa antiterrorismo».

«La polizia usa la partecipazione di Ernest a delle proteste in Francia per giustificare questo atto, un’affermazione assolutamente fuori luogo e che dimostra una chiara complicità tra le forze dell’ordine britanniche e quelle francesi». Nel comunicato stampa congiunto si legge che i poliziotti non hanno fornito a Moret nessuna spiegazione per la loro richiesta di rivelare le password del suo smartphone, e sarebbe questa l’unica vera ragione per la quale l’uomo è stato arrestato: nulla a che vedere con il terrorismo, dunque. Sul magazine francese L’Obs era stata pubblicata una lettera aperta firmata da editori e scrittori che chiedeva l’immediata liberazione di Moret e «l’intervento delle autorità competenti per proteggere altri cittadini che rischiano di essere vittima di leggi così repressive».

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