L'attesa senza oggetto che racconta – quella di un nemico che non arriva, di un senso che non si materializza – non è mai stata così contemporanea. Rileggere il romanzo di Buzzati o rivedere il film d Zurlini oggi è un'esperienza rivelatrice.
È uscito il primo trailer di Dune di Denis Villeneuve
Lo aveva annunciato anche Timothée Chalamet dal suo profilo Instagram con una brevissima anteprima che recitava solo: “Tomorrow”. E alla fine è arrivato il primo trailer di Dune, il film di Villeneuve che ha adattato per il grande schermo il ciclo di romanzi di Frank Herbert che hanno ispirato scrittori, sceneggiatori e David Lynch, che nel 1984 ha firmato la prima riuscita versione cinematografica (nel 1970 il regista e poeta cileno Alejandro Jodorowsky tentò un epico progetto, poi mai realizzato). Il video è stato postato dal profilo Twitter del film e su YouTube.
Paul Atreides, una valle desolata, una tempesta. Dalle prime immagini si vede Arrakis, conosciuto anche come Dune, il pianeta che fa da ambientazione principali al ciclo fantascientifico, il terzo pianeta della stella Canopo, inizialmente desertico per la quasi totalità della sua superficie. Nel cast, oltre al protagonista Timothée Chalamet ci sono Rebecca Ferguson, Dave Bautista, Stellan Skarsgard, Charlotte Rampling, Josh Brolin, Javier Bardem, Zendaya, Jason Momoa e Oscar Isaac. La stessa Zendaya si era detta entusiasta dopo aver visto il trailer: un ulteriore motivo per aspettare il film, che dovrebbe arrivare al cinema tra novembre e dicembre.
L'attesa senza oggetto che racconta – quella di un nemico che non arriva, di un senso che non si materializza – non è mai stata così contemporanea. Rileggere il romanzo di Buzzati o rivedere il film d Zurlini oggi è un'esperienza rivelatrice.
Il nuovo disco della band di Damon Albarn è un'opera ricchissima in cui una miriade di armonie e voci scrivono un racconto che parla di vita, morte, lutto, accettazione e ripartenza. Con un messaggio a tenere assieme tutto: sopravvive solo chi si lascia andare.
Invece di celebrare per l'ennesima volta il funerale delle riviste indie, sarebbe più utile parlare di come gli algoritmi e la frammentazione del pubblico stiano trasformando il fare un giornale in un'impresa impossibile.
Chi chiamerà e confesserà avrà una corsia preferenziale per acquistare una versione in miniatura della sua opera "The Ninth Hour", quella che ritrae Papa Giovanni Paolo II colpito da un meteorite.