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15:34 venerdì 10 aprile 2026
Nei suoi primi 100 giorni da sindaco di New York, Mamdani ha fatto una cosa meglio di tutti i suoi predecessori: aggiustare le buche per strada Il sindaco ha appena sigillato la centomillesima buca della sua amministrazione, un traguardo raggiunto nei cento giorni dall'insediamento. E di cui va molto fiero.
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Una ricercatrice è riuscita a completare la prima mappa dei nervi del clitoride E grazie a questa mappa si è scoperto che le informazioni che avevamo sul clitoride non solo erano pochissime ma in molti casi anche sbagliate.
Il governo pakistano si è inventato due giorni di festa nazionale per svuotare Islamabad ed evitare disordini durante il negoziato tra Usa e Iran La capitale al momento è deserta: per strada non c'è quasi nessuno, ci sono poliziotti e soldati ovunque, in attesa dell'arrivo delle delegazioni di Usa e Iran.
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La tregua tra Usa e Iran prevederebbe un pedaggio di 2 milioni di dollari per ogni nave che passa per lo Stretto di Hormuz. Prima della guerra non c’era nessun pedaggio Il problema è che, secondo l diritto internazionale, non si può imporre un pedaggio in acque internazionali. Ma sia Iran che Usa hanno promesso di farlo.
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Una scena di Dune – Parte 2 ha richiesto 44 giorni di riprese

05 Marzo 2024

La scorsa settimana, Dune – Parte 2 è finalmente arrivato nelle sale, riscuotendo – ancora prima della sua distribuzione ufficiale – un enorme successo tra pubblico e critica. E parte di questo successo è dovuto anche alla curatissima fotografia del film, firmata da Greg Fraser. Infatti, come ha spiegato Francesco Gerardi nella sua recensione, «se il lavoro sulla sceneggiatura di Dune – Parte 2 è notevole, quello sulle immagini è strabiliante». Il film è stato infatti girato tra Giordania e Arabia Saudita, sfruttando esclusivamente la luce naturale e, come si può intuire, una simile scelta artistica comporta una notevole dilatazione dei tempi necessari alle riprese, portando Villeneuve e il resto della sua squadra a dedicare ben 44 giorni alle riprese di una singola scena. 

Come riportato da Variety, la scena della “tempesta di sabbia” durante la quale Paul, interpretato da Timothée Chalamet, cavalca una verme della sabbia – la spaventosa creatura che ha dato origine all’altrettanto spaventoso secchiello per popcorn di cui si è tanto chiacchierato negli ultimi giorni – è da considerare come la più grande impresa cinematografica di Villeneuve. E sebbene non sia stata l’unica sfida per il regista – che sempre per Dune – Parte 2 ha deciso di girare un’intera scena sfruttando la tecnologia degli infrarossi – la lotta tra Paul e il verme della sabbia è sicuramente la parte del film che ha richiesto più preparazione. Ancora prima dei 44 giorni di riprese, infatti, la scena ha richiesto una lunga e minuziosa fase di progettazione preliminare, durante la quale Fraser e il production designer Patrice Vermette hanno cercato di capire come rendere l’azione in maniera realistica e credibile. Un’estrema cura è stata inoltre riservata alla costruzione del verme di sabbia – un prop, se così lo si può definire, alto 27 metri e largo 7 – e anche all’armatura indossata da Chalamet che, come ha spiegato la costumista Jacqueline West, «doveva essere attillata, ma anche abbastanza leggera e consentire a lui i movimenti necessari a cavalcare sul verme» e che, come se non bastasse, doveva sembrare fatta di un «materiale alieno». 

Una volta arrivati al momento delle riprese nel deserto, Villeneuve ha lavorato a stretto contatto con l’executive producer Tanya LaPointe, l’operatore di camera Kristof Brandl e Fraser. È stato proprio quest’ultimo a suggerire, al fine di ottenere delle immagini credibili, di posizione la cinepresa su un secondo verme del deserto che seguiva l’azione principale. Per 44 giorni, quindi, il complesso impianto che muoveva il verme della sabbia è stato coordinato con il lavoro della cinepresa mentre numerose macchine da vento riproducevano la tempesta alzando in aria polvere usata per il trucco, dello stesso colore della sabbia. Il girato, infine, ha attraversato un meticoloso processo di editing, realizzato da Villeneuve insieme al montatore Joe Walker, finalizzato a «offrire qualcosa di completamente nuovo e mai visto prima».

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