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Donatella Di Pietrantonio ha scritto molti libri e vinto molti premi in poco tempo

Un esordio "maturo" a cui sono seguiti altri 4 libri in 13 anni.

05 Luglio 2024

Quando utilizziamo la parola “esordiente”, per una scrittrice o uno scrittore, l’immaginazione ci va ai vent’anni, al coraggio e all’incoscienza di libri spesso imperfetti e da guardare, anni dopo, con una certa tenerezza. È raro che si esordisca dopo i quaranta, e diventa ancora più raro mano a mano che si avanza con l’età: tra le grandi penne dell’ultimo secolo, Roberto Bolaño ha esordito a 40 anni, Henry Miller a 43, Elizabeth Strout a 42. Donatella Di Pietrantonio, vincitrice del Premio Strega 2024 con L’età fragile, addirittura a 49 anni.

È singolare e piena di successo, nel panorama letterario, la carriera di Di Pietrantonio, a partire da questo esordio così maturo. Mia madre è un fiume, così si chiama il primo libro della scrittrice, esce nel 2011 per Elliot e viene “presentato” al Premio Strega, senza tuttavia accedere alla dozzina finalista. Ma a luglio di quell’anno vince, a sorpresa, un premio più piccolo: il Tropea, davanti a Giancarlo De Cataldo che concorreva con I traditori (Einaudi) e Marta Morazzoni con La nota segreta (Longanesi).

Il suo secondo libro si intitola Bella mia, esce sempre per Elliot nel 2014 e viene proposto allo Strega da Antonio Debenedetti e Maria Ida Gaeta. Questa volta entra nella dozzina. Quell’anno vincerà poi Francesco Piccolo con Il desiderio di essere come tutti (Einaudi). Di Pietrantonio vince il Premio Brancati, però, lo stesso anno. Nel 2018 il libro viene comprato da Einaudi, che lo arricchisce di una postfazione dell’autrice stessa, e il romanzo vince un altro premio: il premio Internazionale città di Penne-Mosca.

Il terzo romanzo, L’arminuta, esce per Einaudi. Come i precedenti, è ambientato in Abruzzo: il titolo significa “la ritornata”, e come nell’ultimo romanzo, il vincitore dello Strega 2024, al centro della narrazione c’è il rapporto tra una madre e una figlia. Questo vince il Premio Campiello, il secondo più importante premio letterario in Italia, e il Napoli, altro riconoscimento tra i più prestigiosi. Nel 2021 il libro diventa un film diretto da Giuseppe Bonito, Di Pietrantonio collabora alla scrittura della sceneggiatura con Monica Zapelli e insieme vincono il David di Donatello per la Migliore sceneggiatura adattata, nel 2022. L’arminuta non va allo Strega ma ci va il suo seguito, Borgo Sud, uscito nel 2020 ancora per Einaudi. Arriva secondo, ma vince il Premio Basilicata. Ed eccoci a L’età fragile, tre anni dopo: che non soltanto ha vinto lo Strega, al Ninfeo il 4 luglio, ma in precedenza il Premio Strega Giovani.

Sono moltissimi successi in soli tredici anni per Donatella Di Pietrantonio, che non si è mai dedicata alla scrittura a tempo pieno: ha continuato a operare come dentista pediatrica, la sua professione di sempre, e vivere a Penne, in provincia di Pescara.

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