Hype ↓
07:54 martedì 11 agosto 2026
Un gruppo di scienziati ha creato una nuova AI appositamente per trovare tutte le opere d’arte trafugate dai nazisti ancora disperse L'AI si chiama Provenance Assistant e a lei è andato l'ardua compito di ritrovare 100 mila opere rafugate di cui si sono perse le tracce.
Iberia, la compagnia aerea di bandiera della Spagna, ha organizzato un volo speciale per “inseguire” e trasmettere in streaming l’eclissi solare del 12 agosto Si tratta della prima eclissi solare totale visibile dalla Spagna continentale dal 1905. Come si può capire, c'è una certa attesa attorno all'evento.
Una professoressa universitaria è stata licenziata per aver letto e spiegato ai suoi studenti un racconto di Ottessa Moshfegh È successo a Vinita Prabhakar: Bettering Myself, racconto del 2013 di Moshfegh, le è costato il posto al South Florida State College.
Il nuovo, attesissimo, chiacchieratissimo romanzo di Rachel Cusk che potrebbe come non potrebbe parlare (male) di Natalie Portman Il romanzo si intitola Life of M, e in effetti le somiglianze tra il personaggio M e la persona Natalie Portman sono abbastanza innegabili.
I lavoratori dei musei di Venezia minacciano lo sciopero perché sono costretti a lavorare con 30° gradi al chiuso a causa dell’aria condizionata che funziona male o manca del tutto Una situazione così grave da portare al rischio di «spossatezza, crampi e colpi di calore» per i lavoratori, ai quali mancherebbe anche la formazione adeguata per affrontare questa emergenza.
Per sopperire al taglio dei fondi per la ricerca, un gruppo di scienziati che studia le marmotte ha aperto un canale OnlyFans tutto dedicato alle marmotte OnlyMarms (si chiama proprio così) è gratuito, pubblica «contenuti non censurati di marmotte dalle Montagne Rocciose» e accetta mance per la buona causa della scienza.
Le ondate di caldo potrebbero far aumentare il prezzo del cibo più della guerra in Iran e della crisi nello Stretto di Hormuz Addirittura un punto percentuale di inflazione alimentare in più, un aumento del costo del cibo che nel 2027 rischia di arrivare al 3 per cento.
Il ristorante Trippa ha tolto dal menù i suoi due piatti più celebri perché troppe persone prendevano solo quelli per fotografarli L'ha spiegato lo chef Diego Rossi, per provare a sfuggire alle tendenze dettate da Instagram anche sulla ristorazione.

Donald Glover è uscito dalla bolla

Dalla scena "cantautorap" alla serie tv Atlanta, e ora Hollywood: uno dei volti nuovi del cinema americano, ritratto per Studio 34.

05 Aprile 2018

Chi è un po’ più vecchio – per esempio chi scrive – pensava che Donald Glover fosse imparentato anche solo alla lontana con l’omonimo Danny, cioè il compare di Mel Gibson in Arma letale: non c’entrano niente l’uno con l’altro. È una delle spie del fatto che chi è cresciuto con il cinema – per esempio chi scrive – oggi deve consegnare le armi: ha vinto la nuova formazione Millennial fatta di televisione e piattaforme digitali, senza contare i torrent tradotti dai minorenni di Subspedia. Ormai lo sappiamo: è lì che prende corpo e anima il nuovo immaginario globale, è lì che nascono i consumi culturali giovanili e non, ed è lì che, soprattutto, piccole bolle crescono. Donald è il re di una di queste: il racconto del ghetto che non fa sconti e che insieme è ultraparaculo, come si conviene al Grande Romanzo Hipster del nostro tempo.

Nella prima puntata della seconda stagione di Atlanta – questo il titolo del telefilm che l’ha consacrato, da noi va in onda su Fox – Earnest detto Earn, il suo personaggio, viene sfrattato dal garage in cui si è ritrovato a vivere. «You can’t stay here anymore», gli intima il tizio che lo sbatte in mezzo alla strada. A leggerla come metafora di una generazione, si direbbe che è la stessa parabola del suo showrunner (e pure regista, sceneggiatore, interprete): il mondo per lui è diventato più grande, e di conseguenza più problematico. Donald Glover, trentacinque anni a settembre, veniva da un’altra bolla ancora: la nuova leva di cantautorap, come diciamo noi nel Paese di Sfera Ebbasta, esplosa negli Stati Uniti nell’ultimo decennio. Il suo nome d’arte è Childish Gambino, la bolla si è spesso divisa tra lui e Kendrick Lamar: gli osservanti stretti preferivano il primo e accusavano il secondo di essersi venduto troppo presto al pop e al denaro, collaborando con gente come Beyoncé e Taylor Swift.

In Atlanta c’è precisamente questa nuova scena rap, e le rapine, la famiglia, i soldi, le donne, i sogni, gli amici, le case brutte, i vestiti larghi, tutto mescolato dentro episodi che sembrano non chiudersi mai e forse è davvero così, è una specie di flow che non comincia e non finisce. Sul piatto c’è pure una nuova idea di eroe black meno iconograficamente cazzuto, più orgogliosamente debole. Tanto che, se si digita su Google “Donald Glover quotes”, la prima citazione che salta fuori è: «Gli uomini afroamericani hanno un problema con la mascolinità. L’idea di dover sempre essere forti ci condiziona moltissimo, e ci impedisce di diventare adulti». Lo diceva in tempi non sospetti, prima della questione maschile sollevata nell’industria culturale dell’epoca post-Weinstein. Riletta oggi pare una profezia, il ritratto esatto di una nazione costretta a fare i conti con il disvelamento del machismo e l’eternamente irrisolto problema razziale.

Il pilot di Atlanta andava in onda due mesi prima dell’elezione di un altro Donald: il presidente Trump. Alla Casa Bianca c’era ancora Barack Obama, ma lo storytelling era già cambiato. Dal manifesto Glover: «Voglio far vivere agli spettatori l’esperienza del razzismo, voglio far sentire loro cosa significa davvero essere neri in America». Ora, si diceva, Donald è fuori dal garage. Dalla bolla. Adesso finisce nelle liste dei meglio vestiti, sulle copertine dei magazine per maschi, nelle news di Just Jared, prossimamente comparirà in film di serie A, vale a dire quelli che fanno un sacco di soldi. Prima sarà Lando Calrissian in Solo: A Star Wars Story (nelle sale a maggio), spin-off dedicato al giovane Han Solo. Poi darà la voce a Simba nel nuovo Re Leone digitale, destinato a un incasso miliardario. La voce di Nala, cioè la morosa leonessa, sarà di Beyoncé: cerchi che si chiudono, bolle che si rompono. Il fatto è che il colore nero non è più roba da bolla: black is the new black, sia concessa la battuta. Black Panther, primo cinecomic afro di casa Marvel, ha fatto saltare il banco del box-office internazionale. Le serie di Shonda Rhimes e il truzzissimo Empire hanno ridefinito da un pezzo la rappresentazione degli afroamericani in televisione.

Una nuova generazione di attori oggi parla pure ai bianchi: da Michael B. Jordan a Chadwick Boseman, a Lupita Nyong’o (tutti insieme nel colosso citato sopra, ma quest’ultima già premio Oscar per 12 anni schiavo). Glover era semplicemente la quota indie della lista, una specie di movimentista partito dalla base per arrivare ai vertici. Oggi ha due Emmy e due Golden Globe (tutti vinti per Atlanta) più varie candidature ai Grammy, un giorno arriveranno anche quelli. Intanto per lui è solo una questione di onestà, appunto. «Donald Glover non vi può salvare»: così il New Yorker ha titolato un pezzo recente a lui dedicato. Dice l’intervistato: «La gente adesso mi accetta perché ho potere, ma pensa ancora: “Oh, lui è il fiore all’occhiello della comunità afroamericana, lui è così diverso da tutti gli altri”. Ma certo: lo sono!».

Questo articolo è tratto dal nuovo numero di Studio, ora in edicola.

Nella foto: Donald Glover alla premiere di Atlanta, il 26 febbraio 2018 (Foto di Paras Griffin/Getty Images)
Articoli Suggeriti
Un gruppo di scienziati ha creato una nuova AI appositamente per trovare tutte le opere d’arte trafugate dai nazisti ancora disperse

L'AI si chiama Provenance Assistant e a lei è andato l'ardua compito di ritrovare 100 mila opere rafugate di cui si sono perse le tracce.

Per Giovanni Tortorici la Palermo vera è giovane, arrabbiata e femmina

Abbiamo incontrato il regista al Festival di Locarno, dove ha presentato il suo nuovo film, Ketticé. Con lui abbiamo parlato di dialetto e berlusconismo, di risse tra ragazze, di Monica Bellucci e Gocciole.